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Giornata di ribassi nelle Borse ma Piazza Affari è piatta: corre Enel e crolla la moda

I dati sul Pil in Europa e in Italia, accompagnati dal calo di Wall Street in scia al nuovo sell off sul petrolio, spingono le Borse europee in territorio negativo. Il Ftse Mib limita il rosso a -0,08% dopo la piccola delusione sul Prodotto Interno Lordo. Nel terzo trimestre, ha reso noto oggi l’ISTAT, la crescita si è attestata a +0,2% rispetto al secondo trimestre, contro attese in area +0,3%. Su base annua il Pil italiano mette a segno comunque una crescita dello 0,9%. “E’ diminuita l’accelerazione – ha commentato l’Istat – ma il dato è comunque positivo. Bisogna tener conto che si tratta di una stima preliminare e che tra quindici giorni avremo nuove informazioni e più elementi”.

Anche il Pil dell’Eurozona ha segnato d’altra parte il passo a +0,3 per cento nel terzo trimestre, a fronte di +0,4% dei tre mesi precedenti e sotto le attese medie degli analisti (+0,4%). In particolare in Germania il Prodotto Interno Lordo è cresciuto dello 0,3%, allentando rispetto al +0,4% del trimestre precedente, in Francia invece è migliorato a +0,3% in linea con le attese. La Borsa di Francoforte e quella di Parigi chiudono rispettivamente a -0,69% e a -1%. Londra -0,98%. In calo anche le Borse asiatiche: Tokyo -0,5%, Hong Kong -2,1%, Shanghai -1,3%.

Anche Wall Street procede in rosso: il Dow Jones cede lo 0,55% e l’S&P500 lo 0,76%. Incide il nuovo marcato calo del petrolio che cede l’1,02% a 40,73 dollari al barile sulla scia delle preoccupazioni per scorte mondiali in eccesso anche nel 2016. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, a fine settembre le scorte nei Paesi avanzati e in quelli parte dell’Opec hanno raggiunto il livello record vicino ai tre miliardi di barili. Non aiutano neanche i dati macroeconomici diffusi nel pomeriggio: le vendite al dettaglio di ottobre sono cresciute dello 0,1% su settembre, meno delle attese; i prezzi alla produzione del mese scorso hanno registrato un -0,4% mensile contro previsioni per un +0,2%. In Borsa hanno così sofferto soprattutto i titoli retail tra cui Wall Mart e Macy’s. Positivo il segnale arrivato invece dall’indice dell’Università del Michigan salito  a 93,1 punti nella prima rilevazione di novembre dai 90 di ottobre, meglio delle attese degli analisti ferme a 92 punti. Il cambio euro dollaro cede lo 0,84% a 1,0723.

A Piazza Affari le vendite travolgono Ferragamo che precipita dell’8,12% all’indomani dei conti trimestrali che sono stati impattati significativamente dal costo delle attività di copertura sui cambi. Diversi i giudizi negativi degli analisti. Giù anche il resto del lusso: Yoox -4,40%, Moncler -2,51% e Tod’s -2,11%.

Fuori dal Ftse Mib le vendite colpiscono Rcs -5,91%, con tanto di sospensione per eccesso di ribasso, in scia al rosso dei conti dei nove mesi e il rischio di una ricapitalizzazione. 

In controtendenza, in cima al Ftse Mib si muovono A2A al rialzo del 2,3%, Enel Green Power +2,04%, Bper +1,66%, Enel +1,29% dopo i conti trimestrali e la conferma dei target 2015, Cnh Industrial +1,29%

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Categories: Finanza e Mercati