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Generali: utile netto stabile nei 9 mesi, sopra le stime, e risultato operativo in crescita del 7,8%. Confermati i target del Piano

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Il Gruppo Generali chiude i 9 mesi del 2022 con un utile netto in lieve calo dello 0,8% a 2,233 miliardi per via dell’impatto degli investimenti russi, senza i quali l’utile netto risulterebbe in crescita del 5,5% a 2,374 miliardi. Il dato risulta superiore al consenso medio di 2,049 miliardi e della forchetta tra 1,867 miliardi e 2,231 miliardi
Il risultato operativo è cresciuto del 7,8% a 4,8 miliardi, oltre il consenso di un valore massimo di 4,672 miliardi, grazie allo sviluppo positivo dei segmenti Vita e Danni.

Il Leone di Trieste conferma l’impegno a perseguire una crescita sostenibile, migliorare il profilo degli utili e guidare l’innovazione “Nonostante uno scenario macroeconomico in evoluzione” : per il periodo 2021-2024 è previsto un tasso annuo composto di crescita dell’utile per azione tra il 6% e l’8%, per il periodo 2022-2024 sono attesi una generazione di flussi di cassa netti disponibili a livello della Capogruppo superiori a 8,5 miliardi e una distribuzione agli azionisti di dividendi cumulati nel periodo 2022-2024 per un ammontare compreso tra 5,2 e 5,6 miliardi, con ratchet policy sul dividendo per azione. Il titolo Generali a Piazza Affari in apertura quota 16,64 euro, in rialzo dell’1,93%

Risultato operativo segmento Vita sale del 23,9%, raccolta in calo

In crescita il risultato operativo del segmento Vita (+23,9%) e del segmento Danni (+2,9%). Il New Business Margin é cresciuto di 0,68 punti percentuali al 5,42% “grazie al rialzo dei tassi di interesse” dice la nota. I premi lordi nel periodo hanno mostrato un aumento dell’1,3% a 59,8 miliardi, grazie allo sviluppo del Danni (+10,3%), in particolare nel non-auto (+12,8%). Sono in calo invece del 2,9% i premi nel ramo Vita.

La raccolta netta Vita si attesta a 7,7 mld in calo del -25,3%, a causa della “linea risparmio, in coerenza con la strategia di Gruppo di riposizionamento del portafoglio e con specifiche attività di in-force management” spiega una nota. In diminuzione anche la linea unit-linked, “riflettendo la maggiore incertezza del contesto macro-economico”. Le riserve tecniche Vita sono pari a 418,5 miliardi in calo dell’1,4% rispetto a fine 2021, riflettendo l’andamento dei mercati finanziari. La raccolta delle linee puro rischio e malattia evidenzia una crescita robusta, dice la nota.

Sul fronte della redditività il Combined Ratio è a 93,3% in aumento di 2 punti percentuali,riflettendo una maggiore sinistralità (+1,7 p.p.) impattata anche dall’accelerazione dell’inflazione in Argentina. Senza considerare questo paese, il Combined Ratio si attesterebbe a 92,5% in aumento dal 91,1% dei primi 9 mesi del 2021.

Solvency Ratio a 223% in calo di 4,5 punti, pesano M&A, regolamenti, dividendi e buyback

“I risultati dei primi nove mesi riflettono la solidità del nostro Gruppo basata sulla nostra strategia focalizzata sulle linee di business più profittevoli e su fonti di utili diversificate” ha detto il CFO del gruppo Generali, Cristiano Borean. “Questo ci permette di continuare a generare valore nonostante il contesto macroeconomico. Generali sta conseguendo con successo una crescita sostenibile e sta aumentando costantemente il proprio risultato operativo, in coerenza con l’efficace implementazione del nostro piano strategico ‘Lifetime Partner24: Driving Growth’” dice la nota.

Il Solvency Ratio (che rappresenta la visione regolamentare del capitale di gruppo e si basa sull’utilizzo del modello interno unicamente per le compagnie che hanno ottenuto la relativa approvazione da parte dell’IVASS) è pari al 223%, diminuito di 4,5 punti percentuali rispetto alla fine del 2021. La causa del calo è da attruibuire “principalmente agli impatti derivanti dalle operazioni di M&A, ai cambi regolamentari del primo trimestre nonché all’accantonamento del dividendo del periodo e all’operazione di riacquisto di azioni proprie” spiega Triestre. “Tali impatti sono solo parzialmente compensati dal solido contributo della generazione normalizzata di capitale e dalle positive varianze di mercato (ascrivibili all’incremento dei tassi di interesse che ha più che controbilanciato il calo del mercato azionario, l’ampliamento degli spread sui BTP e l’aumento della volatilità e dell’inflazione”.

Patrimonio netto scende a 16,6 mld, ridotta la riserva per utili

Il patrimonio netto di pertinenza del Gruppo si è quasi dimezzato a 16,6 mld dai 29,3 di fine 2021: “La variazione è principalmente ascrivibile alla diminuzione della riserva per utili attribuibili alle attività finanziarie disponibili per la vendita per 14 miliardi derivante soprattutto dall’aumento dei tassi di interesse e degli spread corporate”, spiega la compagnia.

Segmento Asset e Wealth Managment: risultato operativo cresce dell’1,7%

Gli Asset Under Management complessivi del Gruppo sono scesi del 12,4 % a 621,8 miliardi rispetto alla fine del 2021, “riflettendo principalmente l’aumento dei tassi di interesse sui titoli a reddito fisso”.
Il risultato operativo delle attività di Asset Management è salito 459 milioni (+1,7%), sostenuto dall’aumento dei ricavi operativi (+3,2%) per effetto principalmente delle società asiatiche e di maggiori commissioni di performance non ricorrenti registrate nel primo trimestre.
Il risultato operativo del gruppo Banca Generali è sceso del 20,5% a 254 milioni a causa “dell’andamento dei mercati finanziari nel corso dei primi nove mesi del 2022, che ha portato a un impatto significativo sulle commissioni di performance a 18 milioni nei primi 9 mesi del 2022 dai 196 milioni di un anno prima. Senza considerare l’effetto delle commissioni di performance e l’accantonamento prudenziale di 80 milioni effettuato nella prima metà del 2021 a protezione della clientela, il risultato operativo registrerebbe una crescita significativa. La raccolta netta complessiva di Banca Generali supera i 4 miliardi a fine settembre scorso, “confermando un andamento solido a livello di volumi a fronte di un contesto di mercato che rimane particolarmente complesso”.

A causa dell’inflazione aumenteranno le tariffe Danni

Il gruppo guidato da Philippe Donnet ha spiegato che proseguirà con il ribilanciamento del proprio portafoglio Vita a rafforzamento ulteriore della profittabilità e con una logica di più efficiente allocazione di capitale. “Continueranno a essere chiave la semplificazione e l’innovazione, con l’introduzione di una gamma di soluzioni modulari di prodotto, disegnate sulle specifiche esigenze e nuovi bisogni del cliente, e offerte al mercato tramite i più idonei, efficienti e moderni canali distributivi”, hanno spiegato dalla compagnia. Mentre nel Danni, l’obiettivo del gruppo nei mercati assicurativi maturi in cui è presente è di massimizzare la crescita profittevole, soprattutto nella linea non auto, è di continuare a rafforzarsi nei mercati ad alto potenziale di crescita, ampliando la propria presenza e offerta sul territorio. “Dato l’attuale contesto di inflazione crescente e l’aumento dei costi di gestione dei sinistri, il gruppo prevede ulteriori adeguamenti tariffari, in aggiunta a quelli già intrapresi”, hanno fatto poi sapere da Trieste.

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