Dopo che alcuni vertici di mega cap hanno esposto timori per lo développement de l'intelligence artificielle consigliandone un ralentissement e provocando il crollo dei mercati, ora si va alla ricerca degli anticorps in grado di dare una lettura più distesa. Da Zuckerberg di Meta, a Jensen Huang di Nvidia viene ora sottolineato che si è creata una falsa alternativa tra innovazione rapida e sicurezza dell’IA e che si possono trovare all’interno le giuste misure. Intanto le mégacap dell’AI stanno dimostrando En fait qui n'ont pas nessuna intenzione di rallentare il passo e continuano per la loro strada, occupandosi delle introductions en bourse à venir, collecte financement, créant nuovi data center.
Zuckerberg presenta Meta come un attore responsabile in materia di sicurezza dell’IA e suggerisce valutatori indipendenti
L’amministratore delegato di Meta Platforms, Mark Zuckerberg semble vouloir prendre de la distance dagli appelli dei leader delle principali aziende di IA sottolineando che ci sono motivi sufficienti per agire individualmente au sujet de sécuritéDans un article sur X ha sottolineato che ogni laboratorio ha la responsabilità e l’incentivo a procedere al ritmo necessario per addestrare i propri modelli in sécurité, e la capacità di intraprendere le proprie azioni per garantire che ciò avvenga, eventualmente affidandosi a valutatori e consulenti indipendenti / assurer la sécurité.
Le sue dichiarazioni giungono tre giorni dopo che l’amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, ha esortato le aziende di intelligenza artificiale a rallentare il ritmo con cui migliorano le capacità dei modelli, a seguito degli avvertimenti sui rischi esistenziali lanciati da diversi ricercatori. Sam Altmann, Ceo della rivale OpenAI, ed Elon Musk di xAI hanno entrambi appoggiato pubblicamente l’appello di Amodei nel giro di poche ore.
Zuckerberg ha anche affermato che i laboratori hanno un forte incentivo a impedire che i loro modelli causino danni, poiché altrimenti si troverebbero ad affrontare responsabilità “significative”. Ha citato come esempio il ritardo nella pubblicazione dell’agente di intelligenza artificiale Muse di Meta all’inizio di quest’anno, al fine di rafforzarne la sicurezza. Meta aveva già destinato la “maggior parte” della sua potenza di calcolo alla creazione di prodotti che soddisfano le esigenze immediate degli utenti, invece di perseguire sistemi di IA auto-miglioranti. Zuckerberg ha anche sottolineato che Meta Superintelligence Labs, la sua divisione di intelligenza artificiale, si avvale già di valutatori indipendenti in diverse aree, definendola “la migliore prassi del settore” e aggiungendo che “anche altri laboratori possono fare lo stesso”. L’azienda ha accettato di pagare fino a 18 miliardi di dollari per risolvere le cause intentate dagli stati americani che la accusavano di aver progettato Facebook e Instagram per creare dipendenza nei bambini, senza tuttavia ammettere alcuna colpa.
Il ceo di Nvidia: il panico ha creato una falsa alternativa tra innovazione rapida e sicurezza dell’IA, ma è assolutamente possibile avere entrambe
Hier le président Donald Trump ha minimizzato le preoccupazioni sui potenziali danni dell’intelligenza artificiale, affermando che gli Stati Uniti hanno già predisposto delle misure di salvaguardia per questa tecnologia e che sarebbe la Chine a trarre vantaggio dai dubbi che vengono sollevati sullo sviluppo dell’IA. Trump ha esternato il suo concetto anche intervenendo con una telefonata in diretta al Jensen Huang, PDG de Nvidia sul palco dell’All-In Summit di Los Angeles. Trump ha criticato la spinta a rallentare il ritmo di sviluppo dell’IA, definendola politicamente motivata o un complotto cinese. Huang, pur dicendosi d’accordo per certi aspetti con il presidente, ha anche minimizzato i rischi dell’IA aggiungendo che il panico ha creato una falsa alternativa tra innovazione rapida e sicurezza dell’IA, ma è assolutamente possibile avere entrambe le cose contemporaneamente”. Solo a fine agosto Huang aveva previsto che l’impennata delle vendite trainata dall’intelligenza artificiale si protrarrà fino al 2028.
Nessuna azienda dell’AI ha intenzione di rallentare. Anzi
Pendant ce temps le mégacap continano ad andare per la loro strada come avevano programmato. Del resto in nessuna delle promesse fatte dai grandi operatori del settore, o dalle principali aziende di IA, si accenna a una possibile riduzione dello sviluppo infrastrutturale. Al contrario. Proprio nel saggio di Dario Amodei, che ha destato tanto scalpore, viene sottolineato che “rallentare non significa interrompere l’addestramento dei modelli o il progresso tecnico”.
Nel momento di maggior panico sui mercati, sull’idea di un rallentamento dello sviluppo dell’AI, aveva gettato benzina sul fuoco la dichiarazione di OpenAI di rimandare la sua quotazione all’anno prossimo. In realtà la tabella di marcia era già impostata in questo modo da quest’estate e la creatrice di ChatGPT non ha messo nel cassetto il progetto a causa delle ultime dichiarazioni. Tant’è vero che in queste ore la stessa OpenAI ha avviato colloqui preliminari con gli investitori per un nuovo rondes de financement che valuterebbe oltre 1.200 miliardi di dollari.
Aussi Anthropique procede come da programma e, dopo che a maggio aveva raccolto fondi con una valutazione di 965 miliardi di dollari in vista dell’Ipo, ha scelto il Nasdaq come mercato di quotazione. L’azienda produttrice del chatbot Claude punta a raccogliere una somma pari o superiore a quella di SpaceX in un’IPO che potrebbe tenersi già a ottobre, secondo quanto riportato da Bloomberg. SpaceX ha raccolto la cifra record di 86,3 miliardi di dollari con la sua offerta pubblica iniziale di giugno. La stessa Anthropic inoltre ha appena firmato il primo accordo per un data center in Australia, dos Reuters, con una capacità prevista di 2,16 gigawatt paragonabile ad alcuni dei più grandi centri attualmente operativi nel mondo. La struttura proposta, situata su un terreno agricolo a circa 250 km da Brisbane, dovrebbe entrare in funzione nel 2027
Même Méta-plateformes ha annunciato di voler procedere a pieno ritmo con l’installazione dei propri chip per l’IA nei data center entro l’inizio del prossimo anno. Questo da parte di un’azienda che ha affermato di aver subito un attacco informatico da parte di un’IA fuori controllo ad agosto, proprio come il fiasco di Hugging Face di OpenAI. Infine Elon Musk, con un commento da prendere con le pinze, ha delineato i suoi piani per portare nello spazio la piattaforma di IA Vera Rubin di Nvidia il prossimo anno.
