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Fisco, le novità in arrivo nel 2015

FIRSTonline

Anno nuovo, fisco nuovo? Non proprio, ma le novità sono tante. La più attesa dai contribuenti italiani era probabilmente la local tax, che però non ci sarà: il prelievo unico sulla casa che avrebbe dovuto fondere Imu e Tasi era stato promesso dal Governo per il 2015, ma poi è stato rinviato. La lista delle innovazioni fiscali di cui tenere conto è comunque già abbastanza lunga: dal 730 precompilato alla contribuzione sui nuovi assunti, dal bonus bebè al nuovo Isee, passando per l’aliquota forfettaria delle partite Iva, la voluntary disclosure e altro ancora.  

730 PRECOMPILATO

A partire dal 2015, trenta milioni di italiani fra dipendenti e pensionati riceveranno la dichiarazione dei redditi online entro il 15 aprile direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Toccherà all’Amministrazione finanziaria raccogliere ed elaborare i dati: al contribuente resterà l’obbligo di verificarne l’esattezza e la completezza, e ovviamente di pagare. Se lo farà in ritardo sarà sanzionato con 100 euro. La scadenza per la presentazione di eventuali modifiche è il 7 luglio. I controlli cambieranno a seconda che la dichiarazione precompilata sia stata accettata senza modifiche o no. Per poter usufruire del servizio serve il Pin Unico Nazionale (Spid), che da febbraio farà accedere ai servizi web di tutte le amministrazioni pubbliche (Inps, Agenzia entrate, Comuni, Scuole, Asl).

DECONTRIBUZIONE CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO

Per tre anni i datori di lavoro non pagheranno i contributi sulle assunzioni a tempo indeterminato, fino a 8.060 euro l’anno, purché i contratti vengano siglati fra il primo gennaio e il 31 dicembre 2015 e i lavoratori assunti non abbiano avuto un contratto a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti. Restano esclusi dalla decontribuzione i contratti di apprendistato e quelli di lavoro domestico. 

BONUS BEBE’ 

Si tratta di un contributo triennale di 80 euro mensili per ogni bambino nato o adottato tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. Hanno diritto al bonus tutte le famiglie con un reddito Isee non superiore a 25mila euro annui. L’importo dell’assegno sarà raddoppiato a 160 euro per coloro che hanno un valore Isee sotto i 7mila euro l’anno. 

NUOVO ISEE

Dal 2015 l’Isee cambia sotto due aspetti: aumenta il numero delle prestazioni sociali per cui si tiene conto dell’indicatore (viene aggiunto, ad esempio, il nuovo bonus bebè), ma al contempo si punta a restringe la platea dei beneficiari, escludendo chi gode di agevolazioni senza averne diritto. Per raggiungere questo obiettivo, il calcolo dell’Isee diventerà più complicato: non si terrà più conto solamente di redditi e risparmi, ma anche di depositi e conti bancari, Bot, obbligazioni, azioni e patrimoni dati in gestione. Gli immobili contribuiranno ad alzare il reddito, mentre si potrà portare in detrazione l’assegno al coniuge. Sarà necessario indicare anche i redditi esenti da Irpef, come la pensione d’invalidità o l’assegno sociale, oltre a quelli soggetti a imposte sostitutive, come la cedolare sugli affitti. Il tutto, come sempre, sarà messo in relazione all’ampiezza del nucleo familiare.

FORFAIT PARTITE IVA

L’aliquota forfettaria, che comprende Irap, Iva, Irpef e addizionali, sale dal 5 al 15%, ma si allarga la platea di chi può beneficiare del regime agevolato, nel quale si potrà rimanere oltre il limite fin qui previsto dei cinque anni, che viene cancellato. A seconda delle attività sono previste soglie di ricavi differenti, perciò, in alcuni casi, potrà rientrare nel regime agevolato anche chi fattura fino a 40mila euro l’anno. Se si avvia un’attività e si opta per il nuovo regime, inoltre, la base imponibile sarà ridotta di un terzo per i primi tre anni. 

CONTRIBUTI PIU’ PESANTI PER AUTONOMI E PENSIONATI

Dal 2015 sale al 30% l’aliquota contributiva dei lavoratori autonomi titolari di posizione Iva, purché siano iscritti alla gestione separata Inps ma non ad altre gestioni di previdenza obbligatoria, né pensionati. Per chi invece percepisce un assegno previdenziale ed è iscritto ad altra gestione, l’aliquota passa al 23,5%.

TFR IN BUSTA PAGA

Per i periodi di paga tra il primo marzo 2015 e il 30 giugno 2018, i dipendenti del settore privato con un rapporto di lavoro in corso da almeno sei mesi, esclusi i lavoratori domestici e agricoli, potranno chiedere d’incassare mensilmente la quota maturanda del Tfr, compresa quella eventualmente destinata a una forma pensionistica complementare, tramite liquidazione diretta mensile. Il Tfr in busta paga è soggetto a tassazione ordinaria e non sarà imponibile ai fini previdenziali. Il prelievo fiscale sarà quindi calcolato con l’aliquota Irpef marginale e non più con quella agevolata oggi prevista per il Tfr. Tuttavia, non cambierà nulla per i lavoratori con un reddito annuo fino a 15mila euro lordi (gli stessi che hanno diritto al bonus di 80 euro), perché nel loro caso l’aliquota Irpef e quella del Tfr coincidono (23%). Superata la soglia dei 15mila euro, invece, anticipare il Tfr comporta dei rincari, anche se per il secondo scaglione Irpef l’aggravio è minimo. Ecco lo schema:
– Da 15mila a 28.650 euro di reddito (aliquota Irpef al 27%) le tasse aumentano di circa 50 euro. 
– Da 28.650 a 55mila euro di reddito (aliquota Irpef al 38%) l’incremento è di circa 300 euro.
– Da 55mila a 75mila euro di reddito (aliquota Irpef al 41%) l’aumento previsto è di circa 500 euro.
– Oltre i 75mila euro di reddito (aliquota Irpef al 43%) anticipare il Tfr comporterà un aggravio fiscale di poco inferiore a 600 euro. 
Non solo. L’aggiunta del trattamento di fine rapporto in busta paga può alzare il reddito facendo scattare l’aliquota Irpef più alta, ma può anche incrementare l’Isee, traducendosi in minori agevolazioni – in termini variabili a seconda dei Comuni – per asili nido, mense scolastiche, tasse universitarie e detrazioni Tasi.

FONDI PENSIONE E RIVALUTAZIONE TFR

L’aliquota di tassazione sale dall’11 al 20% per i fondi pensione e dall’11 al 17% per la rivalutazione del Tfr. Il rincaro sarà però in parte restituito con un credito d’imposta a chi sostiene investimenti a medio-lungo termine nell’economia reale.

BONUS CASA

Prorogati al 2015 i bonus fiscali del 50% per i lavori di ristrutturazione e del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica (che comprende anche gli interventi antisismici), così come quelli del 50% per l’acquisto di mobili nuovi e di grandi elettrodomestici. Per avere lo sconto sui mobili bisogna aver fatto lavori di ristrutturazione e il tetto di spesa globale rimane a 96mila euro, all’interno del quale lo sconto per mobili e grandi elettrodomestici vale fino a 10mila euro. I pagamenti delle ristrutturazioni vanno fatti con bonifico mentre per mobili e grandi elettrodomestici va bene anche il bancomat. Frigo, lavatrice e lavastoviglie dovranno avere almeno la classe energetica A+, per i forni basta la A.

VOLUNTARY DISCLOSURE E AUTORICICLAGGIO

Chi ha commesso violazioni fiscali e nascosto denaro o beni all’estero o in Italia può far emergere le somme con un’autodenuncia attraverso la cosiddetta voluntary disclosure. L’evasore dovrà pagare tutte le tasse evase ma avrà sconti su sanzioni e interessi, non incorrerà nelle pene previste per i reati fiscali compiuti e soprattutto non verrà perseguito per il nuovo reato di autoriciclaggio, che è stato introdotto nel provvedimento proprio con l’obiettivo di dare una spinta all’emersione. Il pagamento da parte dell’autore delle violazioni dovrà avvenire “in un’unica soluzione” o in “tre rate mensili”. La procedura potrà essere attivata entro il 30 settembre 2015 su violazioni commesse fino al 30 settembre scorso. L’autoriciclaggio, che è stato inserito nel codice penale italiano, prevede un doppio binario: le condanne saranno più o meno severe a seconda che i soldi siano frutto di un reato punito con pene superiori o inferiori ai cinque anni.

IVA SULL’ E-COMMERCE, CONTA DOVE SI TROVA L’ACQUIRENTE

I consumatori italiani che faranno acquisti online pagheranno l’Iva italiana (al 22%), mentre i fornitori che hanno sede in Italia dovranno applicare l’Iva del Paese di residenza dell’acquirente.

IVA SUGLI E-BOOK ABBATTUTA AL 4%

L’imposta sugli e-book viene ridotta dal 22 al 4%, come quella sui libri cartacei. L’Ue aveva ammonito l’Italia chiedendo di non varare questa misura, che però dal primo gennaio 2015 è in vigore. 

SIGARETTE, SALGONO LE ACCISE

Dal primo gennaio 2015 salgono le accise sulle sigarette. Il rincaro sarà compreso tra i venti e i quaranta centesimi e riguarderà soprattutto i pacchetti che costano fino a 4 euro e 40 centesimi. Le marche che tengono i prezzi più bassi saranno le più colpite, mentre per le sigarette più care le variazioni saranno minime. I pacchetti da 4 euro, ad esempio, dovrebbero salire a 4 euro e 15 centesimi, ma non è detto che i produttori decidano di scaricare tutto il rincaro sul prezzo finale del prodotto.

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