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Finecobank: utile netto da record a 104 milioni

Sei mesi da incorniciare per FinecoBank che ha chiuso il primo semestre del 2017 con un utile netto di 104,3 milioni. La variazione del risultato è pari a +3,2% escludendo le poste non ricorrenti registrate lo scorso anno, tra cui la vendita della partecipazione in Visa Europe.

Da gennaio a giugno, i ricavi sono scesi del 2,2% a 282,7 milioni (+3,3% la variazione “adjusted”), con interessi netti a 127,2 milioni (+3%) e commissioni nette a 129,7 milioni (+10,1%).

La banca diretta multicanale del gruppo UniCredit, ha registrato costi operativi in salita del 2,9% a 121,2 milioni, mentre per quanto riguarda la solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 è pari al 22,14%. Da inizio anno la raccolta netta è in aumento del 9% annuo a 2,9 miliardi, di cui 2 miliardi confluiti nei prodotti guidati (+17%). A fine giugno il totale delle attività finanziarie è cresciuto del 15% a 63,6 miliardi.

Parlando del mercato delle gestioni d’alta gamma, il patrimonio totale riferibile alla clientela nel segmento private banking, ossia con asset superiori a 500 mila euro, si attesta a 24 miliardi, in rialzo del 22% anno su anno e pari al 38% delle masse della banca.

“Siamo particolarmente soddisfatti dei risultati del primo semestre, il migliore di sempre”, ha commentato l’a.d. Alessandro Foti. “Dati che ancora una volta testimoniano l’efficacia di un modello di business diversificato e sostenibile, in grado di ottenere risultati solidi in tutte le fasi di mercato e al contempo di soddisfare le necessità finanziarie della clientela a tutto tondo”

“Il semestre – continua il numero uno di Finecobank – conferma le prime evidenze positive dell’implementazione delle nuove iniziative volte ad accelerare la crescita organica di Fineco, tra cui il rafforzamento dell’attività di lending e il forte impegno verso una maggiore qualità della raccolta. Iniziative cui si aggiunge il progetto di costituzione di una Asset Management Company, dalla quale ci aspettiamo un ulteriore miglioramento della nostra competitività.”

Nel secondo trimestre 2017 la società del risparmio gestito guidata da Alessandro Foti ha riportato un margine di intermediazione di 142 milioni, allineato ai 141 milioni attesi dagli analisti. Superiore al consensus invece, l’utile netto, cresciuto a 52,5 milioni (+1,7% rispetto alle stime). Sia il margine di intermediazione, sia l’utile netto, in assenza di proventi non ricorrenti per 15,3 milioni registrati nel secondo trimestre 2016, sono risultati inferiori del 5,4% e del 21,1 per cento. Al netto di tali proventi, il margine di intermediazione e l’utile netto evidenziano un progresso rispettivamente del 5,5% e del 5,6 per cento.

Su Piazza Affari, il titolo guadagna lo 0,94% a 7,50 euro. 

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