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Fico Eataly World compie un anno: tutti i numeri e gli eventi in programma

Fico

Com’è bella Bologna, soltanto un anno dopo. E con la città delle due Torri, “dotta e grassa”, il suo Parco agroalimentare più grande del mondo – Fico Eataly World – inaugurato il 15 novembre 2017. Una struttura che nei dieci ettari di superficie espositiva, di cui otto coperti, in 12 mesi ha registrato la presenza di 2,8 milioni di visitatori da tutto il mondo, generando un fatturato complessivo di 50 milioni. Un primo obiettivo in linea con il business plan che gli artefici del progetto, tra cui Prelios Sgr, Centro agroalimentare di Bologna (Caab), Coop Alleanza 3.0 e Coop Reno, hanno lanciato con un investimento iniziale di 140 milioni e l’obiettivo comune di “rappresentare il cibo italiano dal campo alla forchetta”.

Per il primo compleanno della Fabbrica italiana contadina (Fico è l’acronimo ideato dal patron di Eataly, Oscar Farinetti) gli organizzatori hanno predisposto una settimana di eventi (fino a domenica 18 novembre) aperta ufficialmente oggi con un incontro sulla Dieta mediterranea. Questo in concomitanza con il lancio della terza edizione della Settimana della Cucina italiana nel mondo (19-25 novembre) organizzata dal Governo italiano. L’appuntamento odierno ha unito virtualmente Bologna con Roma, Pechino e New York, alla presenza di Vincenzo De Luca, direttore generale per la Promozione del sistema Paese, Ettore Francesco Sequi, ambasciatore d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese, Phil Kafarakis e Daniel W. Dowe, rispettivamente presidente e chairman di Speciality Food Association, l’ente che promuove il Fancy Food nella Grande Mela.

In base alle ultime rilevazioni di Nomisma circa 600mila persone nell’ultimo anno hanno pernottato nella città metropolitana di Bologna per almeno una notte. E di queste, circa 170mila (8% del totale) si sono fermate per visitare appositamente questa cittadella del Food made in Italy. La società di ricerca stima con un indotto diretto, solo per la città felsinea, di oltre 23 milioni.

Rilevanti anche i numeri della sostenibilità ambientale e sociale. A realizzare il Parco hanno contribuito 150 aziende, con un centinaio di eccellenze da Nord a Sud Italia che in un anno hanno già prodotto 900 occupati: 3mila con l’indotto, soprattutto giovani e con un’alta percentuale di donne. Nei 100mila metri quadrati dell’area dedicata, frutto della riconversione del Caab senza consumo di suolo, grazie a un impianto fotovoltaico installato sul tetto della struttura sono stati utilizzati 3 milioni di Kwh di energia “pulita”. E 10 tonnellate di alimenti invenduti sono state donate ad associazioni che si occupano di persone bisognose e indigenti.

Il Parco ha anche un’anima scientifica e culturale che fa leva sulla Fondazione Fico, presieduta dall’economista Andrea Segrè. Il quale il 16 novembre porterà il Parco “fuori porta” a Napoli con una “Mediterranean Lecture” per sancire la valenza culturale e la mission educativa del progetto.

L’educazione alimentare diventi polo di conoscenza per le scuole europee“, ha commentato Paolo De Castro, presidente del comitato scientifico di Fico e primo vicepresidente della commissione Agricoltura del Parlamento Ue, a margine dei lavori dell’Assemblea di Strasburgo.

“La nostra realtà è viva e autentica – ha affermato Tiziana Primori, ad di Fico Eataly World – e viene studiata a livello internazionale. Sta diventando una piattaforma per portare i nostri prodotti e le grandi competenze delle nostre aziende agroalimentari nel mondo”. Tra gli obiettivi, ha aggiunto Primori, “aumentare la quota di presenze straniere dall’attuale 20 al 30%”.

Soddisfatto Andrea Cornetti, direttore generale di Prelios gr, che ha istituito e gestisce il Fondo Pai (Parchi agroalimentari italiani), nel quale attualmente figurano lo stesso Fico e Caab, ma che a breve coinvolgerà anche una nuova struttura alberghiera a 4 stelle superior (già firmato un accordo di gestione con StarHotels) che sarà realizzata entro il 2019 nell’area adiacente al Parco. Il Fondo Pai (120 milioni investiti da parte di 26 investitori istituzionali italiani) è partecipato attualmente al 38% da una decina di casse previdenziali, tra cui Enpam, Cassa forense, Enpaia ed Epap, circa al 30% dal Caab e al 29% da Coop Alleanza. “La nostra soddisfazione – ha detto Cornetti – va comunque al di là dei risultati meramente economici: la realizzazione di questa complessa operazione, condotta da Prelios Sgr con il supporto dei vari stakeholders, ha consentito infatti il raggiungimento di obiettivi qualitativi di estremo rilievo”. Tra questi, il riconoscimento internazionale Mipim Award 2018, “Oscar” del settore immobiliare.

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