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Eni prepara lo sbarco in Borsa di Plenitude: potrebbe arrivare in estate, mercati permettendo

Imagoeconomica

Dopo lo spin-off delle energie rinnovabili, della mobilità sostenibile e dei clienti retail luce e gas, ora l’Eni si prepara a quotare in Borsa la società – Plenitude – che raccoglie queste attività. Tutto dipenderà dall’andamento, finora assai volatile, dei mercati finanziari. Ma se i segnali provenienti dall’inflazione, dalla politica monetaria delle banche centrali e naturalmente dagli sviluppi della guerra tra Russia e Ucraina e di un possibile cessate il fuoco fossero incoraggianti, il debutto di Plenitude a Piazza Affari potrebbe arrivare entro l’estate e, secondo i più ottimisti, addirittura tra giugno e luglio.

Plenitude punta a una capitalizzazione di Borsa di oltre 10 miliardi di euro

L’Eni non fa mistero di puntare molto su Plenitude che può soddisfare la fame del mercato di investimenti nelle rinnovabili. Un numero vale più di tanti discorsi e l’obiettivo che l’Eni ha in mente per Plenitude è una capitalizzazione di Borsa di 10 miliardi di euro e anche più. Del resto il comparto dell’energia è uno dei pochi che, in tempi di mercati depressi, ha dato qualche soddisfazione agli investitori anche nel 2022. Ecco perché Eni va veloce e perché ha strutturato l’operazione Plenitude in un solo anno, rafforzandola con l’acquisizione di Be Power nell’ottobre scorso. Eni si propone così di arrivare a 31 mila punti di ricarica elettrica e a 15 milioni di clienti con un ebitda che dai 600 milioni del 2021 dovrebbe salire a 1,3 miliardi di euro nel 2025 e un piano di investimenti di 1,5 miliardi tra il 2022 e il 2025.

Una newco in vista per i biocarburanti Eni

La quotazione di Plenitude è naturalmente l’operazione più rilevante nei piani a breve termine dell’Eni ma non l’unica. Secondo quanto riferisce il settimanale MF-Milano Finanza, il gruppo guidato da Claudio Descalzi, starebbe infatti pensando di replicare nei biocarburanti l’operazione Plenitude. L’idea è quella di creare una newco nella quale far confluire le attività agricole, le bioraffinerie, le aree di servizio e le joint operanti in questi comparti con l’obiettivo di valorizzare i biocarburanti. Lo schema sarebbe quello già praticato con Plenitude: prima lo spin-off e poi la quotazione in Borsa (o, in alternativa, la cessione di una quota di minoranza a un partner finanziario).

Alcune scelte sono ancora da perfezionare, ma per l’Eni si preannuncia un’estate effervescente, come la Borsa ha già dimostrato di capire bene visto che dall’inizio dell’anno il titolo – grazie soprattutto al rialzo dei prezzi del petrolio – è salito del 16,68% mentre il Ftse Mib ha perso più dell’11%.

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Categories: Finanza e Mercati