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Richemont beats expectations and reignites European luxury: Cartier drives sales

Richemont beats estimates with revenues of €6,33 billion and sales up 20%. Cartier and Van Cleef are leading the jewelry and luxury segments on the stock market. Cucinelli and Moncler shine in Milan.

Richemont beats expectations and reignites European luxury: Cartier drives sales

Richemont inaugura il nuovo esercizio fiscale con risultati nettamente superiori alle previsioni and it offers a positive shock a tutto il comparto europeo del lusso. La domanda di gioielli resta sostenuta, soprattutto negli Stati Uniti e in Asia, consentendo al gruppo proprietario di Cartier e Van Cleef & Arpels di accelerare ben oltre le stime del mercato. E così dopo la pubblicazione dei conti, il titolo della holding svizzera è arrivato a earn over 7% nelle prime contrattazioni a Zurigo, trascinando al rialzo anche i principali concorrenti del settore, da Lvmh ed Hermès fino a Kering, Burberry, Moncler e Brunello Cucinelli.

Richemont: vendite a 6,33 miliardi, crescita doppia rispetto alle attese

Nel trimestre terminato il 30 giugno, Richemont ha registrato revenues of 6,33 billion eurosin del% increase 17 a cambi correnti e del 20% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato ha superato nettamente i 5,90 miliardi indicati dagli analisti. Il ritmo di crescita è risultato quasi doppio rispetto all’incremento dell’11% atteso dagli analisti, confermando la capacità del gruppo di mantenere una domanda elevata anche in un mercato del lusso ancora condizionato dalle tensioni geopolitiche, dai dazi e dalla debolezza dei consumi in alcune aree asiatiche.

Also the solidità patrimoniale continua a rafforzarsi. Alla fine del trimestre, la posizione finanziaria netta ha raggiunto i 9,1 miliardi di euro, includendo un incasso straordinario di 400 milioni legato alla cessione della partecipazione detenuta nell’operatore duty free Avolta.

Richemont: Cartier e Van Cleef & Arpels guidano la corsa

La spinta principale è arrivata ancora una volta dalla jewelry store, which represents approximately tre quarti del fatturato di Richemont. Le vendite della divisione sono cresciute del 24%, raggiungendo 4,73 miliardi di euro e superando ampiamente il rialzo del 13,5% previsto dagli analisti. Il segmento, che comprende Cartier, Van Cleef & Arpels, Buccellati e Vhernier, ha così archiviato il settimo trimestre consecutivo con una crescita a doppia cifra. Anelli, bracciali e collane di alta gamma hanno continuato ad attirare la clientela più facoltosa, mentre i prodotti di accesso alle collezioni hanno intercettato una fascia più ampia di consumatori.

Richemont, secondo gli analisti, sta beneficiando della crescita ai due estremi del mercato, con i gioielli più esclusivi acquistati dai clienti con maggiore capacità di spesa e le proposte entry-level sostenute da un rapporto qualità-prezzo considerato competitivo.

Segnali positivi sono arrivati anche dagli orologi specialistici. La divisione ha registrato un aumento delle vendite dell’8%, grazie in particolare alle performance di Vacheron Constantin, Jaeger-LeCoultre e A. Lange & Söhne. Nel portafoglio del gruppo figurano anche marchi come Piaget e Iwc.

Richemont: dalle Americhe alla Cina, la crescita coinvolge tutti i mercati

L’espansione ha interessato tutte le principali aree geografiche. In the Americas i ricavi sono aumentati del 27%, sostenuti dalla domanda statunitense e dalla ricchezza generata dalla crescita dei mercati azionari e dagli elevati redditi del settore tecnologico. Japan ha fatto ancora meglio, con un incremento del 36% favorito dagli acquisti dei turisti. In Europe le vendite sono salite dell’11%, grazie sia alla clientela locale sia ai visitatori provenienti dal Nord America e dal Medio Oriente. Nell’area Asia-Pacifico il fatturato è avanzato del 21%, con una forte domanda a Hong Kong e Macao e una crescita a doppia cifra anche in Cina. Il risultato appare particolarmente significativo perché arriva in un momento nel quale numerosi operatori del lusso continuano a incontrare difficoltà sul mercato cinese.

Il gruppo è tornato a crescere anche in Medio Oriente e Africa, area che vale poco meno di un decimo dei ricavi complessivi, pur segnalando un lieve arretramento delle vendite negli Emirati Arabi Uniti.

Il lusso vola in Borsa

I numeri del gruppo svizzero hanno immediatamente migliorato il clima sull’intero comparto. Richemont guadagna oltre il 6% dopo essere arrivato fino al 7,4% a Zurigo, mentre a Parigi Kering, Hermès e Lvmh registrano rialzi superiori al 2%. Bene anche Swatch e Burberry, mentre a Piazza Affari brillano Brunello Cucinelli e Moncler. Per gli analisti, i risultati rappresentano “un segnale positivo per tutto il comparto”, anche se resta da capire quanto la performance sia riconducibile a una ripresa generale della domanda e quanto, invece, dipenda dalla forza specifica di Richemont e dal peso della gioielleria nel suo portafoglio.

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