After Banco Santander e Unicredit, the stagione delle trimestrali bancarie europee continua con il colosso francese BNP Paribas e il copione è sempre lo stesso: come le altre due colleghe che hanno alzato il velo sui conti, anche Bnp registra una pioggia di utili e risultati sopra le attese. A Parigi (-1,1%) il titolo segna però un ribasso dell’1,7%, zavorrato dalle vendite che stanno colpendo il comparto del credito in tutta Europa, Italia compresa. A metà giornata l’Euro Stoxx Banks cede infatti l’1,74%.
Bnp Paribas: nel secondo trimestre oltre 4 miliardi di utili
Per Bnp Paribas il secondo trimestre del 2026 si è chiuso con un net profit of 4,3 billion of euros, in growth of 33,4% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. A contribuire al risultato sono state anche la vendita della propria partecipazione in una compagnia assicurativa belga e l’integrazione delle attività di gestione patrimoniale acquisite l’anno scorso dalla compagnia assicurativa Axa.
In the three months from April to June, revenues increased by 12% a 14,091 miliardi, con operating profit arrivato a 5,057 miliardi (+15,9%). Al 30 giugno 2026, il Cet1 si è attestato al 13%, in miglioramento di 20 punti base rispetto al 31 marzo.
“Il Gruppo ha conseguito risultati eccellenti, trainati dal dinamismo delle sue linee di business, dalla solidità del suo modello diversificato, dall’accelerazione della trasformazione – in particolare nell’ambito dell’intelligenza artificiale – e dalla dedizione dei nostri team. In un contesto che richiede disciplina e agilità, continuiamo a essere al fianco dei nostri clienti, portando avanti al contempo le nostre priorità strategiche. Forte delle iniziative intraprese negli ultimi anni e di solidi fondamentali, il Gruppo è a buon punto nella definizione del piano 2030, che sarà presentato nel febbraio 2027. Desidero ringraziare i nostri team per il costante impegno nel servire i clienti’, ha commentato l’amministratore delegato Jean-Laurent Bonnafé.
Bnl: utile ante imposte di 175 milioni nel secondo trimestre
In Italia, la controllata Bnl presenterà il nuovo piano strategico il prossimo 18 novembre. Nell’attesa, il secondo trimestre è stato archiviato con un margine d’intermediazione di 679 milioni (-1,6%), ma sostanzialmente stabile (-0,6%) al netto dell’effetto base sui finanziamenti specializzati: il margine di interesse è calato per la compressione dei margini sui crediti, che ha neutralizzato i margini favorevoli sui depositi, mentre le commissioni finanziarie e bancarie sono cresciute grazie al Private Banking e al segmento imprese, beneficiando del cross-selling con i corporate and investments banking.
I costi operativi sono saliti a 437 milioni (+2,6%) per gli adeguamenti del contratto collettivo nazionale e i nuovi investimenti tecnologici, portando il risultato lordo di gestione a 242 milioni (-8,4%).
On the commercial front gli impieghi sono aumentati dell’1,8% che diventa +2,2% al netto dei crediti deteriorati. Risultati trainati dalla significativa crescita dei crediti alle imprese (+5,7%), in parte compensata dalla flessione del credito residenziale in un contesto di erogazione selettiva. La raccolta indiretta è salita del 10,6%, sostenuta da clientela private banking e individuale, con masse gestite del private banking a 51 miliardi di euro (+9,5%) e raccolta netta di 200 milioni nel trimestre.
Passando alla qualità del credito, il costo del rischio si è ridotto del 18,4% a 56 milioni di euro, attestandosi a soli 31 punti base sugli impieghi, uno dei livelli più bassi degli ultimi anni grazie alla riduzione degli accantonamenti sui crediti deteriorati.
Finally, pre-tax profit si è attestato a 175 milioni, in ribasso del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.
