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Egitto: massacro all’alba, decine di morti

Ancora vittime in Egitto. Decine di persone – 37 secondo i Fratelli Musulmani, 35 secondo una fonte del ministero della Sanità- sono morte all’alba in scontri con le forze dell’ordine al Cairo. Lo hanno annunciato fonti del Movimento dei Fratelli Musulmani, spiegando che le vittime stavano partecipando a un raduno di sostenitori del presidente deposto Mohamed Morsi davanti alla sede della Guardia Repubblicana. Almeno un centinaio di persone sono rimaste ferite, secondo un portavoce del movimento. Uno dei membri della Fratellanza accusa i cecchini della strage: “I soldati hanno lanciato gas lacrimogeni e successivamente alcuni cecchini hanno aperto il fuoco. I morti sono stati quasi tutti colpiti alla testa”.

L’esercito ha replicato con una nota, diffusa dalla tv di Stato, secondo cui “la sede della Guardia Repubblicana è stata assaltata all’alba da un gruppo di terroristi”. Un ufficiale è stato ucciso, fanno sapere le forze armate, e 40 militari sono stati feriti. La Fratellanza Musulmana sostiene invece che fra i morti ci siano “tre bambini e due neonati”.

Il partito Giustizia e libertà, vetrina politica del Movimento dei Fratelli Musulmani, ha lanciato un apepllo alla “rivolta del grande popolo d’Egitto contro coloro che stanno cercando di soffocare la rivoluzione con i carri armati”. Il partito “esorta la comunità internazionale, i gruppi internazionali e tutti gli uomini liberi del mondo a intervenire per impedire altri massacri e l’emergere di una nuova Siria nel mondo arabo”, si legge in una dichiarazione scritta.

Intanto Ahmad al Muslimani, portavoce della presidenza ad interim egiziana, ha spiegato che “molto probabilmente” l’economista Ziad Bahaa Eldin sarà nominato nuovo primo ministro, mentre il premio Nobel Mohamed El Baradei – che inizialmente sembrava destinato a guidare il nuovo Esecutivo – dovrebbe diventare vice-presidente. Il capo di Stato ad Interim Adly Mansour “è favorevole alla nomina di Bahaa Eldin e Baradei”, ha riferito il portavoce, precisando che una decisione finale è attesa per oggi.

La duplice scelta ha già incontrato l’opposizione del partito salafita al Nur, che però ha annunciato il suo ritiro dal tavolo dei negoziati per l’elezione del nuovo premier egiziano “in risposta al massacro davanti alla sede della Guardia Repubblicana”.

L’Italia, spiegano dalla Farnesina, continua a seguire con “particolare attenzione e preoccupazione” l’evoluzione della situazione egiziana che sarà oggetto della riunione europea di oggi a Vilnius. Il nostro Paese chiede che “cessi qualsiasi tipo di violenza e venga avviato quanto prima l’annunciato processo politico inclusivo e aperto alla concreta partecipazione di tutte le forze politiche”.

L’Egitto, secondo il ministero degli Esteri italiano, “ha urgente bisogno di ritornare alla normalità, evitando arresti arbitrari e assicurando un regolare processo alle persone arrestate. Il ritorno alla normalità è necessario anche per risolvere le quotidiane sfide economiche e sociali che più di ogni altra cosa toccano da vicino i comuni bisogni della popolazione. E’ responsabilità di tutti contribuire a creare il clima favorevole per far sì che l’Egitto possa iniziare concretamente ad affrontare tali sfide”.

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