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Effetto Grecia su Mediobanca: utili crollano del 75,9% per svalutazioni

Mediobanca ha chiuso il primo semestre dell’esercizio 2011-2012 con un utile netto consolidato in calo del 75,9%, a 63,4 milioni di euro, rispetto ai 262,9 milioni del primo semestre dell’esercizio precedente. L’istituto ha scontato nuove svalutazioni su titoli per 269 milioni complessivi.

Dopo il Cda sui conti di questa mattina, nel pomeriggio a Piazzetta Cuccia è in programma la riunione del direttivo del patto di sindacato. Poco prima delle 14 e 30 è stato visto entrare nella sede milanese di Mediobanca il presidente e amministratore delegato del gruppo assicurativo francese Axa, Henri De Castries, che però non ha rilasciato dichiarazioni sulle ragioni della sua visita. Ma subito dopo di lui è arrivato a Piazzetta Cuccia anche Salvatore Ligresti, presidente onorario di Fonsai.

Il gruppo Axa era stato indicato nei giorni scorsi da indiscrezioni di stampa tra i possibili interessati a partecipare al riassetto di Fondiaria-Sai. Operazione nella quale si sono tra l’altro incuneate a sorpresa le finanziarie Palladio e Sator, che complessivamente hanno rastrellato circa l’8% del capitale della compagnia e hanno sottoscritto un patto di consultazione tra loro. Mediobanca è artefice della regia dell’annunciata operazione di integrazione tra il gruppo Unipol e la catena Premafin-Fonsai-Milano, in attesa del via libera delle autorità e delle assemblee.

Tornando ai conti semestrali, i titoli di Stato della Grecia in portafoglio hanno perso valore per 114 milioni (al 30% del valore nominale), portando così la loro svalutazione complessiva al 70%. Svalutata per 55 milioni anche la partecipazione in Rcs (con il valore di carico portato a 1,23 euro per azione) e per 59,4 milioni le azioni disponibili per la vendita, di cui 34 milioni su Delmi (nell’ambito dello scambio tra la partecipazione Edison e quella in Edipower).

Il Roe normalizzato è risultato pari a fine dicembre scorso all’8%, mentre il Core Tier1 si è attestato all’11% (rispetto all’11,2% di fine giugno 2011). I ricavi sono scesi nel semestre del 4,5%, a 973,3 milioni, “esclusivamente” – si legge nel comunicato ufficiale – per il minor contributo delle partecipazioni strategiche. Nel solo secondo trimestre dell’esercizio in corso (ottobre-dicembre 2012), Mediobanca ha realizzato un utile netto in calo a 6,6 milioni rispetto ai 56,8 milioni del secondo trimestre dell’esercizio precedente.

I risultati divisionali hanno visto per il Cib (corporate & investment banking) un calo dei ricavi del 5%, a 448 milioni nel semestre, e una perdita netta di 37 milioni a causa di 222 milioni di rettifiche/perdite sul portafoglio titoli disponibili per la vendita, inclusi i 114 milioni di svalutazioni sui titoli di Stato greci.

La divisione retail & private banking ha registrato un utile netto salito a 95,8 milioni dai 38 milioni del primo semestre dell’esercizio precedente grazie anche alla plusvalenza di 44 milioni realizzata dalla cessione di un immobile nel principato di Monaco. Il semestre ha registrato infine un miglioramento del funding e della liquidità. La raccolta è salita da 51,7 a 54 miliardi grazie al finanziamento triennale Bce di dicembre (4 miliardi) e all’aumento dei depositi di CheBanca!. Le disponibilità finanziarie sono risalite a 18,7 miliardi dai 16,7 miliardi di settembre 2011.

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