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Effetto Draghi: euro in volo e spread giù. La Ferrari oltre i 100 dollari

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Sale l’euro, nonostante la Bce non abbia mosso un solo passo verso una stretta della politica monetaria. Per ora, almeno. Ma è bastato che Mario Draghi, dopo aver riconosciuto i progressi dell’economia dell’area, abbia detto che si potrà cominciare a parlare di tapering in autunno, per innescare la corsa dei mercati verso l’eurozona. E così, dopo uno sbandamento iniziale, l’euro si è rafforzato stamane fino a quota 1,1630 dollari, ai massimi dall’agosto 2015. Intanto il dollaro, colpito dagli sviluppi del Russiagate scivola ai minimi da 11 mesi anche nei confronti dello yen.

I nuovi equilibri dei mercati valutari si riflettono sull’andamento degli altri asset: frenano i prezzi delle azioni calcolate in euro, ma prende fiducia il mercato del debito. Gli investitori credono nel futuro della zona euro tanto da spingere al ribasso tutti gli spread periferici, compresa la Grecia, già abituata a scenari drammatici in questa stagione. E l’Italia, invece del previsto e temuto rialzo del costo del debito, rischia di vivere un sogno di mezza estate: tassi verso il basso, economia in ripresa, banche che non fanno più paura. Una congiuntura favorevole tanto più gradita quanto inattesa: speriamo che il risveglio in autunno non sia troppo brusco.

FRENA TOKYO, AMAZON SPINGE SEARS (+10,6%)

Russiagate e banche centrali tengono banco anche stamane. Contrastati i listini asiatici. Tokyo lascia sul terreno lo 0,3%, rallentano anche gli altri mercati: Sidney -0,6%, Hong Kong fallisce l’obiettivo del decimo giorno consecutivo di rialzo. Shanghai -0,2%, Seoul +0,2%. Ma il bilancio dell’indice Asia Pacific (+5% nelle ultime due settimane) è largamente positivo.

Le disavventure del Russiagate non distolgono l’attenzione di Wall Street dalla campagna delle trimestrali che si profila migliore del previsto (utili in aumento dell’8,7% contro l’8% previsto).

Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono state 233 mila, in calo dalle 247 mila della settimana precedente, al di sotto delle stime di consenso, che si attendevano 245 mila richieste. Il superindice è salito in giugno dello 0,6%, in accelerazione da +0,3% di maggio e contro il +0,4% stimato dagli analisti.

Si mantiene su livelli record il Nasdaq (+0,08%). Stabile l’indice S&P 500 (-0,02%), Dow Jones -0,13%. Amazon +0,2% sotto il tiro dell’Antitrust che contesta i meccanismi degli sconti praticati dal gigante dell’e-commerce, mette segno un nuovo colpo: Sears (+10,6%) ha deciso di vendere i suoi prodotti attraverso la società di Jeff Bezos, utilizzando l’assistente digitale Alexia, promosso dal colosso. In caduta libera Home Depot (-4%), la catena assediata dalla stessa Amazon. Conti positivi per Microsoft (+0,9%), grazie alla crescita del cloud e alcuni benefici fiscali: i ricavi cono saliti a 24,7 miliardi (contro i 24,2 miliardi previsti).

Forte calo per Qualcomm (-4,9%) dopo risultati inferiori alle stime e, soprattutto, dopo la notizia che diversi fornitori di Apple hanno avviato una causa contro il fornitore dei chip, accusato di chiedere una commissione supplementare per l’assemblaggio dell’iPhone.

PETROLIO A 50 DOLLARI IN ATTESA DEL SUMMIT IN RUSSIA

Il petrolio tratta a 49,27 dollari dopo aver superato nel corso della seduta quota 50 dollari. Il mercato aspetta l’esito del vertice di lunedì a San Pietroburgo tra produttori Opec e non Opec. Exxon (+0,5%) avanza nonostante la condanna (2 milioni di dollari) per aver aggirato nel 2014 le sanzioni contro la Russia: all’epoca alla guida della società era Rex Tillerson, attuale segretario di Stato. A Piazza Affari Eni +0,1%, Saipem +0,2%. In controtendenza Tenaris (-1,2%).

L’EUO FRENA LE BORSE UE. SALE LONDRA

La corsa dell’euro ha frenato la crescita dei listini azionari. Milano chiude in rosso dello 0,19% a 21.438 punti. In ribasso Parigi (-0,32%), Madrid (-0,22%), Francoforte (-0,04%). Ben diverso l’andamento di Londra (+0,77%) a causa della sterlina debole rispetto alla moneta unica e al dollaro.

La fiducia dei consumatori della zona euro scende inaspettatamente a luglio dopo il deciso incremento del mese precedente. La stima flash relativa alla zona euro è scesa di 0,4 punti a -1,7, secondo quanto indicato dalla Commissione Ue senza fornire ulteriori dettagli sul calo.

La Bce ha confermato le linee guida del QE (quantitative easing) lasciando i tassi invariati. A sorpresa, non figura nel comunicato fiale alcun accenno ad un futuro cambiamento di rotta. “Ci siamo semplicemente detti che la discussione dovrebbe avvenire in autunno”, ha detto Mario Draghi, aggiungendo che “occorre pazienza e perseveranza perché non è ancora il momento” per avviare il tapering. È stato così ribadito l’impegno formale – inserito nero su bianco nel comunicato – a mantenere il programma di stimolo degli acquisti Qe, che in caso di peggioramento dello scenario potrebbe essere aumentato in termini di importo e/o durata.

BTP IN SALUTE, LA GRECIA TORNA SUL MERCATO

Chiusura in rialzo per i Btp, che approfittano del messaggio accomodante emerso dal meeting Bce, con lo spread che è arretrato ai minimi da inizio anno. Nel pomeriggio il tasso sul Btp decennale è sceso fino a 2,10%, minimo da inizio luglio: quella odierna è la quinta chiusura consecutiva positiva per l’obbligazionario italiano.

Lo spread su Bund ha stretto fin sotto 160 pb, toccando un minimo intraday a 157, il livello più basso da inizio gennaio. Francia e Spagna hanno collocato poco meno di 14 miliardi complessivi di carta a medio lungo, indicizzati compresi. A mercati chiusi arriveranno invece gli annunci del Tesoro sulle aste di Ctz e Btpei di mercoledì prossimo, primo appuntamento della tornata di collocamenti di fine luglio. La prossima settimana potrebbe scattare il ritorno della Grecia sul mercato obbligazionario; Atene ha incaricato un gruppo di banche a gestire l’emissione (indicativamente a 5 anni con importo tra 2 e 4 miliardi) anche se i tempi dell’operazione restano ancora incerti.

“ROSSA” SUPERSTAR. EXANE NON SVEGLIA FIAT CHRYSLER

La discesa del dollaro ha contribuito ad un nuovo primato di Ferrari (+2,4%). In serata il titolo della Rossa ha superato a Wall Street il muro dei 100 dollari, portandosi sul nuovo massimo storico. Nell’ottobre del 2015 il titolo era stato collocato nella Borsa Usa a 52 dollari.

Fca arretra dell’1,3%, nonostante l’aumento del target price (da 7,2 a 7,4 euro) da parte di Exane (rating underperform). Gli esperti hanno aumentato le stime di eps della società del 3% per il 2017 e dell’8% per il 2018. In deciso calo la holding Exor (-2,2%).

BUZZI, FERRAGAMO E MONCLER PREMIATE DAI BROKER

L’effetto dollaro non frena Buzzi Unicem (+1,64%).Il titolo ha reagito bene al report di Bernstein in cui gli analisti hanno aumentato il prezzo obiettivo dell’azione a 27,4 da 27 euro (outperform) in vista dei risultati semestrali che dovrebbero mostrare una forte crescita dell’Ebitda. Gli esperti non escludono un miglioramento della guidance sull’intero anno.

Positivo anche il lusso. Salvatore Ferragamo +2,97%: Hsbc ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 32 euro in attesa dei conti semestrali. Gli analisti sottolineano poi che nei recenti incontri con gli investitori hanno notato un grande interesse per la storia di ristrutturazione del gruppo.

In rialzo anche Moncler (+0,56% a 21,46 euro): Jefferies (buy, Tp 24 euro) prevede una crescita dei ricavi solida nel primo semestre del 2017 (i conti saranno pubblicati il 26 luglio).

MORGAN STANLEY ALZA IL TARGET DI INTESA

Peggiorano nel finale i bancari, nel giorno in cui Quaestio Capital Management Sgr ha alzato bandiera bianca annunciando che sta valutando l’ipotesi di liquidazione del fondo Atlante I dopo l’azzeramento del valore delle banche venete partecipate in cui erano stati investiti circa 3,5 miliardi.

Ha resistito Intesa San Paolo, +0,4% grazie al giudizio di Morgan Stanley: il broker ha alzato il target price da 3,2 a 3,4 euro sul titolo, confermando il rating overweight. Secondo gli analisti, la Banca potrebbe annunciare un target di Rote al 12% per il 2020, mentre le stime di eps salgono del 10% e il dividendo atteso 2017 a 0,20 euro ora è visto dalla banca d’affari come un floor. La valutazione sul titolo nello scenario migliore passa da 4 a 4,2 euro, in quello peggiore da 2 a 2,5 euro.

Unicredit +0,1%. Banco Bpm ha chiuso in parità a 3,1 euro (era +1% nel primo pomeriggio).

PARIGI PROMUOVE FINCANTIERI. CREDIT SUISSE METTE LE ALI A RECORDATI

Brilla Recordati (+3%): Credit Suisse ha alzato il target a 37 euro da 33 euro, confermando tuttavia il giudizio Neutral.

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