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Edison: rosso da svalutazioni, Mol in forte crescita

Va in archivio il 2015 di Edison, che si è chiuso con un risultato netto negativo per 980 milioni di euro, a fronte dell’utile da 40 milioni registrato nel 2014. Il taglio dell’utile va ricercato nelle svalutazioni nette per 1,3 miliardi ,effettuate per allineare gli attivi alle condizioni di bassa redditività dei mercati energetici.

In flessione anche i ricavi, passati da 12,32 a 11,31 miliardi di euro. Migliora sensibilmente, invece, il margine operativo lordo della compagnia, dagli 814 milioni registrati nel 2014 a 1,3 miliardi. In calo anche l’indebitamento finanziario, sceso a 1,147 miliardi dagli 1,766 miliardi di fine 2014.

Si chiude l’anno anche per Edf, che controlla Edison. Il 2015 si è chiuso con un utile netto in calo del 68% su base annua, da 3,7 a 1,19 miliardi di euro. Le voci non ricorrenti rappresentano un valore negativo per 3,64 miliardi nel 2015 rispetto a 1,15 miliardi nel 2014. Per quanto riguarda la controllata Edison le svalutazioni sono relative alla attività di esplorazione e produzione. Il gruppo dell’energia francese taglia il dividendo, ma conferma il suo impegno per il progetto nucleare in Gran Bretagna.

L’AD Jean-Bernard Levy ha detto che la decisione di investimento sul progetto da 18 miliardi di sterline per la costruzione di due reattori nucleari a Hinkley Point si “sta avvicinando”. La utility francese sta negoziando gli ultimi dettagli con il partner cinese e sta valutando il modo migliore di finanziare l’operazione alla luce dei bassi prezzi dell’elettricità.

Edf ha sorpreso gli analisti riducendo il dividendo a 1,10 euro per azione dopo aver pagato 1,25 euro per tre anni di fila. Le attese erano per una conferma a 1,25.

Il titolo è comunque positivo alla borsa di Parigi (+8,5% alle 10,20) in quanto gli analisti vedono il taglio della cedola e l’opzione riconosciuta agli azionisti di prendere il dividendo in azioni come un sostegno per le finanze del gruppo.

Levy ha detto che lo Stato, che controlla l’85% del gruppo, opterà per avere il dividendo in azioni, lasciando così a Edf liquidità per un valore di 1,8 miliardi di euro.

La svalutazione di asset e gli accantonamenti hanno pesato sull’utile netto 2015, che è sceso a 1,19 miliardi di euro da 3,7 miliardi dell’anno prima.

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