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Draghi-sindacati, sulla sicurezza del lavoro il primo accordo per il Patto

Imagoeconomica

“Un incontro molto utile per fissare un metodo di lavoro”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha definito il vertice di lunedì pomeriggio con i sindacati, durante il quale – in vista del “Patto sociale” auspicato dal Premier per il rilancio del Paese – si è discusso di sicurezza sul lavoro, ma anche degli investimenti legati al Piano nazionale di riresa e resilienza.

Per quanto riguarda il primo tema, si è trovato l’accordo su alcuni interventi immediatamente realizzabili. Ad esempio, la revisione e il potenziamento del sistema della formazione dei dipendenti degli imprenditori. Il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha annunciato poi che il governo si è impegnato a emanare un decreto per sospendere l’attività delle aziende dove si riscontrano violazioni delle norme di sicurezza, per dare loro la possibilità di mettersi a norma.

Il numero uno della Cisl, Luigi Sbarra, fa sapere invece che l’intesa è stata raggiunta anche sulla costituzione di una banca datai unica e nazionale per facilitare il lavoro degli ispettori regionali dell’Inail e delle Asl.

Ma Draghi e le delegazioni sindacali hanno parlato anche di altro. In vista della scadenza del blocco dei licenziamenti per diversi settori il prossimo 31 ottobre, i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto di prolungare la Cig Covid, aspettando la riforma (in cantiere) degli ammortizzatori sociali, oltre a quelle delle politiche attive, del fisco e delle pensioni (quest’ultima particolarmente urgente, visto che il 31 dicembre scade Quota 100 e il governo non ha intenzione di rinnovarla).

Su tutti questi argomenti – dice Maurizio Landini, segretario della Cgil – il governo si è impegnato a convocare nei prossimi giorni altre riunioni con i sindacati per entrare nel merito delle questioni. Il prossimo vertice, tuttavia, dovrebbe essere dedicato alla definizione di un protocollo sulla gestione degli investimenti collegati al Pnrr.  

Infine, Landini conferma che durante il vertice non si è parlato del salario minimo, misura sostenuta da Pd e Movimento 5 Stelle ma osteggiata tanto da Confindustria quanto dai sindacati, perché riduce i margini per la contrattazione.

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