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Draghi lascia: “La maggioranza di Governo non c’è più”. Ma Mattarella respinge le dimissioni

Imagoeconomica

Mario Draghi ha scelto di dimettersi. Alle 18.45, poco dopo l’inizio del consiglio dei ministri, il Premier ha sciolto ogni dubbio e posto fine alle “riflessioni” di cui si è parlato per tutto il pomeriggio. Pochi minuti dopo Draghi è salito al Quirinale e ha ufficializzato la sua decisione, ma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rifiutato le dimissioni, rinviando tutto a mercoledì, quando Draghi si presenterà alle Camere.

Le dimissioni di Mario Draghi

“Voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica”, ha detto Draghi ai suoi ministri. A 17 mesi di distanza dal suo insediamento, l’avventura dell’ex presidente della banca centrale europea a Palazzo Chigi può considerarsi conclusa. 

“Le votazioni di oggi in Parlamento – ha affermato – sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico. La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo Governo dalla sua creazione non c’è più. È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo”, ha detto il Premier dopo la decisione del Movimento 5 Stelle di non votare in Senato la fiducia posta dal Governo sul Dl Aiuti. L’Esecutivo ha ottenuto comunque la fiducia con 172 sì e 39 contrari, quindi formalmente avrebbe potuto continuare il suo mandato, ma l’uscita dall’Aula dei senatori pentastellati e gli interventi durante la discussione in Aula (primo tra tutti quello molto duro della capogruppo del M5S Castellone) hanno spinto il Premier a fare il passo indietro.

Alla fine della riunione, il Presidente del Consiglio salirà dunque al Quirinale e rassegnerà le sue dimissioni nelle mani del Capo dello Stato Sergio Mattarella, mentre mercoledì parlerà alle Camere per congedarsi. Non sono servite le pressioni del Presidente della Repubblica, né di alcuni esponenti del suo Governo e dei leader dei partiti di maggioranza. 

“Dal mio discorso di insediamento in Parlamento – ha continuato Draghi – ho sempre detto che questo Esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di Governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia. Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi. Queste condizioni oggi non ci sono più“. Parole perentorie che non sembrano lasciare spazio ad alcun ripensamento, né ad azioni di moral suasion da parte del Quirinale e dei Partiti.

“Vi ringrazio per il vostro lavoro, i tanti risultati conseguiti. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli Italiani”, ha concluso Draghi.

Mattarella respinge le dimissioni di Draghi

“Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, il quale ha rassegnato le dimissioni del governo da lui presieduto. Il capo dello Stato non ha accolto le dimissioni e ha invitato il premier a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinchè si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica”. Questo quanto si legge in una nota diffusa in serata dal Quirinale.

Quello di Mattarella potrebbe però essere un “no” temporaneo. Una decisione presa non solo per permettere a Draghi di riferire alle Camere mercoledì e provare a vedere se esistono margini per andare avanti, ma anche per consentire al Governo di rispettare gli impegni istituzionali fissati da tempo. Primo tra tutti il vertice intergovernativo in Algeria del 18 e 19 luglio, fondamentale per stringere nuovi accordi sul gas che non potrebbero essere sottoscritti da un premier dimissionario.

Le reazioni dei partiti

“Draghi ha fatto bene, rispettando le Istituzioni: non si fa finta di nulla dopo il voto di oggi”, ha scritto Matteo Renzi su Twitter pochi minuti dopo l’annuncio delle dimissioni da parte di Draghi. “I grillini hanno fatto male al Paese anche stavolta. Noi lavoriamo per un Draghi-Bis da qui ai prossimi mesi per finire il lavoro su PNRR, legge di Bilancio e situazione ucraina”, ha concluso il leader di Italia Viva.

“Ora ci sono cinque giorni per lavorare affinchè il Parlamento confermi la fiducia al Governo Draghi e l’Italia esca il più rapidamente possibile dal drammatico avvitamento nel quale sta entrando in queste ore”, ha dichiarato Enrico Letta che proverà a vedere se si potrà ricreare l’attuale maggioranza e dunque un Governo che comprenda anche il Movimento 5 Stelle.

“Mercoledì sarà la giornata decisiva, non oggi. In Parlamento, alla luce del sole, tutte le forze politiche dovranno dire agli italiani cosa intendono fare”, ha detto il ministro della cultura, Dario Franceschini. 

Attraverso una nota, la Lega fa sapere che: “Siamo stati leali, costruttivi e generosi per un anno e mezzo, ma da settimane il presidente Draghi e l’Italia erano vittime dei troppi No del Movimento 5 Stelle e delle forzature ideologiche del Partito Democratico. La Lega, unita e compatta anche dopo le numerose riunioni di oggi, condivide la preoccupazione per le sorti del Paese: è impensabile che l’Italia debba subire settimane di paralisi in un momento drammatico come questo, nessuno deve aver paura di restituire la parola agli italiani”.

Chiede (ovviamente) elezioni anticipate Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, unico partito d’opposizione. “Non accettiamo scherzi, questa legislatura per Fratelli d’Italia è finita e daremo battaglia perché si restituisca ai cittadini la libertà di scegliere”, ha detto Meloni in un evento a Palombara Sabina.

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