X

Dazi, la tregua spinge le Borse: corrono Mediaset e banche

FIRSTonline

L’apertura intonata di Wall Street incoraggia ulteriormente i listini europei, che archiviano una seduta in frazionale rialzo. Londra guadagna lo 0,6%; Parigi +0,34%; Madrid +0,63%. Francoforte e Zurigo, insieme ad altre piazze continentali, sono invece rimaste chiuse per la festa di Pentecoste.

Piazza Affari sale dello 0,61%, portandosi a 20.484 punti, con le banche ben comprate. Nel corso della seduta si smorza un po’ l’entusiasmo di Fca, che guadagna in ogni caso l’1,73%, con il riaffacciarsi di qualche possibilità di un futuro con Renault (+2,59% a Parigi) a seguito delle aperture del governo francese. Fuori dal paniere principale vola Mediaset (+4,23%) con il riassetto che porterà il Biscione e la controllata spagnola Mediaset Espana (-5,27% a Madrid) a fondersi nella newco olandese MFE (Media For Europe).

La seduta è volatile ma infine positiva anche per il secondario italiano. I dati macro sono risultati scoraggianti, in particolare la produzione industriale in aprile è scesa più del previsto, -0,7% rispetto a marzo, -1,5% su base annua. I Btp, dopo aver accusato il colpo in mattinata, hanno però cambiato segno nella seconda parte della seduta. Nel finale il rendimento del decennale è 2,36% e lo spread con il Bund si raffredda a 257.70 punti base (-0,73%). Resta caldo invece il fronte politico con l’incontro in serata fra il premier Giuseppe Conte e i suoi vice, Matteo Salvini e Luigi Di Maio prima del Cdm di domani sul decreto sicurezza. Conte ha rinnovato la minaccia di dimissioni e messo in guardia i due leader sui rischi di una procedura per debito eccessivo da parte della Ue e le sue conseguenze sui titoli di stato. Si attendono infine a mercati chiusi i dettagli del Tesoro sulle aste e medio e lungo di giovedì,

L’euro perde leggermente quota sul dollaro, arretrando dai massimi da due mesi e mezzo raggiunti la settimana scorsa e il cambio si muove in area 1,131. I listini Usa e il biglietto verde festeggiano l’accordo raggiunto con il Messico sull’immigrazione e lo scampato pericolo dei dazi. Un Donald Trump a tutto campo ritiene poi che sia nell’interesse dei cinesi trovare un’intesa in materia commerciale e torna a sparare a zero sulla Fed definendola “distruttiva”. Il tema è quello del taglio del costo del denaro: la politica della banca centrale statunitense orientata a non tagliare i tassi di interesse, secondo Trump, è “dannosa”.

Fra le materie prime l’oro soffre un po’ il ritorno della propensione al rischio e arretra a 1328,44 dollari l’oncia. Incerto il petrolio, con il Brent a 62,66 dollari al barile (-1%) e il Wti molto volatile, ora a 53,85 dollari al barile (-0,570).

I titoli oil di Piazza Affari chiudono in ordine sparso: sale Tenaris +3,21%, che ha vari stabilimenti in Messico; prosegue la fase positiva di Saipem +1,76%; in leggero regresso Eni -0,29%.

Fra i maggiori rialzi del giorno si collocano Banco Bpm +3,74%; Ubi +3,32%; Bper +3,14%; Unicredit +2,22%.

Recupera Telecom +3,19%.

Perdono terreno Enel -1,07%; Moncler -1,07; Campari -1,03% Italgas -0,84%.

Related Post
Categories: Finanza e Mercati