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Covid in Italia: decessi ancora alti ma la fine dell’incubo si avvicina

Pixabay

Dopo il picco delle scorse settimane, è iniziata la tanto attesa discesa dei numeri Covid nel nostro Paese: contagi sotto quota 100mila, si allenta la pressione sugli ospedali sia nei reparti ordinari che in terapia intensiva, anche l’indice Rt è in calo e il tasso di positività nettamente inferiore (11,2%) rispetto a una settimana fa. Il nostro Comitato tecnico scientifico è ottimista e vede la luce in fondo al tunnel in primavera. Ma anche se gli indici sono in miglioramento rimane ancora alto, troppo, quello dei decessi (tra i 350 e i 450 al giorno).

Il virus corre veloce, ma anche la scienza. Contenere la diffusione delle varianti è fondamentale. Anche se le mutazioni fanno parte della vita del virus, l’esperienza con altri agenti patogeni ha dimostrato che la risposta immunitaria che si ottiene con i vaccini “è la direzione giusta”. E come sottolineato anche dal coordinatore del Cts, Franco Locatelli “ci ha consentito di mantenere tutto aperto. “A differenza di altri paesi come Germania, Olanda e Austria che hanno dovuto ricorrere a lockdown o a chiusure di attività ed è stato possibile grazie all’alto numero di vaccinati”.

Nelle prossime settimane, la corsa del virus continuerà a rallentare e “potremmo affrontare anche la tematica delle mascherine” – ha detto Locatelli -. Vediamo in funzione dei numeri ma la fine dell’obbligo potrebbe arrivare a breve”, ha aggiunto il numero uno del Cts

Anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha dato numeri positivi con il 91% di italiani over 12 che hanno ricevuto la prima dose, l’88% due dosi e quasi 35 milioni di italiani il booster. Questo “ci mette nelle condizioni di poter aprire una fase diversa nella lotta al Covid” e che se i numeri continuano a scendere nei prossimi giorni “ci potrà consentire di aprire una fase nuova”. Sono le parole di Speranza in occasione della conferenza stampa per spiegare le nuove regole sulla scuola e sul Green Pass.

La campagna vaccinale sta proseguendo anche se negli ultimi giorni si è assistito a un calo di iniezioni. L’auspicio del commissario Figliuolo è arrivare a inizio estate con il 95% degli italiani immunizzati tra vaccini e guariti, somministrando il booster a tutti quelli che hanno ricevuto due dosi.

E per quanto riguarda il vaccino agli under 5, l’ultima fascia scoperta, Locatelli ha affermato che potrebbe arrivare già in primavera. Per i bambini under 5 il vaccino “sarà certamente in due dosi, con un dosaggio ridotto. Una volta che avremo i dati saremo più precisi”, ha concluso il coordinatore del Cts. Tutto dipenderà dal via libera della Fda all’uso dei vaccini Pfizer per i più piccoli negli Usa.

Molto ottimista anche l’Organizzazione mondiale della Sanità, convinta che la situazione europea stia migliorando grazie agli alti tassi di vaccinazione, alla minore “gravità” di Omicron e alla fine dell’inverno. “Questo contesto, che non abbiamo mai sperimentato finora in questa pandemia, ci dà la possibilità di un lungo periodo di tranquillità – ha affermato il direttore dell’Oms Europa Hans Kluge -. Questo periodo di maggiore protezione può essere considerato come una sorta di tregua che potrebbe portare ad una pace duratura”.

Covid: perché tanti morti in Italia?

Il numero di morti in Italia è elevato soprattutto in rapporto al numero di contagi. E questo fa schizzare il tasso di mortalità dell’Italia in vetta rispetto a tutti gli altri Paesi europei, con percentuali di vaccinazione più o meno analoghe. C’è una differenza che non trova spiegazione per la maggior parte della comunità scientifica. Secondo gli esperti ci sono due aspetti da valutare: il primo è che i morti potrebbero essere provocati dalla variante Delta ancora attiva nel territorio (il numero dei morti è indietro di 3-4 settimane rispetto al numero dei contagi); mentre il secondo riguarda il conteggio stesso dei morti (i decessi con Covid e non a causa del Covid).

Massimo Galli, ex direttore dell’Ospedale Sacco di Milano ha detto a Repubblica: “Uno dei fattori è sicuramente la popolazione più anziana e il numero importante di anziani non vaccinati o che hanno un’insufficiente risposta immunitaria ai vaccini”. E che sarebbe utile valutare quanti sono i decessi da Covid legati alla variante Omicron e quanti alla Delta per comprendere un po’ meglio quello che sta succedendo”.

Più cauto Francesco Vaia dell’ospedale Spallanzani, sempre a Repubblica ha detto: “Pur considerando una coda della Delta e che la nostra popolazione è anziana, comunque i numeri sono eccessivi e probabilmente chi di dovere dovrà fare analisi approfondita del numero dei morti analizzando ogni dettaglio. C’è chi è deputato a farlo e sono certo che lo farà”.

Ma i decessi sono alti non solo in Italia. A livello mondiale, il Paese con più vittime sono gli Usa (oltre 900mila), seguiti da Brasile (sui 630mila), India (500mila) e Russia (quasi 335mila). Anche secondo l’Oms il bilancio delle vittime potrebbe essere 2/3 volte più elevato di quanto dicano le cifre ufficiali.

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