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Covid: chiusure in Francia. Johnson parla alla nazione

Imagoeconomica

La pandemia viaggia verso la soglia del milione di vittime in tutto il mondo, dallo scorso dicembre. E che il virus stia tornando a fare molta paura se ne sono accorte persino le Borse, con una seduta – quella di lunedì 21 settembre – molto negativa proprio a causa dei timori legati a una probabile nuova ondata del Covid. In alcuni Paesi europei è già allarme e sono già tornate le misure restrittive. Il caso più eclatante e che riguarda da più vicino l’Italia è quello della Francia, che la settimana scorsa ha toccato i 13.000 contagi giornalieri, con i ricoveri che nell’area di Parigi raddoppiano di settimana in settimana. Ormai mezzo Paese è zona rossa (non solo l’Ile-de-France ma anche, da Nord a Sud, Alvernia-Rodano- Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa azzurra, quest’ultima al confine con l’Italia) e il ministro della Salute italiano, Roberto Speranza, ha immediatamente disposto il tampone obbligatorio per chi arriva da quelle regioni.

IN FRANCIA SCATTANO LE ZONE ROSSE

Come già accaduto durante l’estate (e tuttora) con Croazia, Grecia, Malta e Spagna, ora anche chi arriva da determinate aree della Francia (più della metà: 55 provincie su 96) dovrà sottoporsi ad un test, che potrà essere molecolare (il tampone classico) o antigenico (il cosiddetto test rapido) ed eseguibile prima di partire, in aeroporto o nella Asl dove si abita entro 48 ore dall’arrivo. Le zone rosse della Francia sono scattate laddove il tasso di incidenza del contagio supera i 50 casi ogni 100.000 abitanti e prevedono di fatto un nuovo mini lockdown, cioè smart working obbligatorio almeno per gli uffici pubblici, chiusura parziale o totale di attività come palestre, centri commerciali, musei, cinema, parchi, mercati, divieto di assembramenti e divieto di spostarsi dalla propria città, provincia o oltre un raggio di 100 km. Le misure vengono prese a livello locale e in alcuni casi sono state disposte persino le mascherine all’aperto e nuove limitazioni per bar e ristoranti.

REGNO UNITO, LE NUOVE MISURE ANNUNCIATE DA JOHNSON

Anche il Regno Unito corre ai ripari e propone una nuova strategia per evitare un nuovo lockdowm. Per i prossimi 6 mesi, a partire da giovedì prossimo, tutti i pub, i bar e i ristoranti dovranno chiudere entro le ore 22. Tra le altre misure smart working per chi può, l’obbligo di indossare mascherine per il personale dei negozi e delle strutture ricettive e nei taxi, il limite di 15 invitati ai matrimoni.

Il Regno Unito è il Paese europeo ad oggi con più vittime (quasi 42.000) e ha appena alzato l’allerta dal livello 3 al livello 4: è sempre più nell’aria un nuovo lockdown, anche se per ora il premier Boris Johnson – che ha parlato alla nazione, forse anche per dirimere il “giallo di Perugia” sul calciatore Suarez – non sembra volerlo prendere in considerazione. Ma le previsioni del consigliere scientifico del governo, Patrick Wallance, fanno paura: a metà ottobre ci si aspettano 50.000 nuovi contagi al giorno, cioè 12 volte più di adesso.

Per ora comunque l’Europa procede in ordine sparso, e sembra prevalere l’intenzione di intervenire solo a livello locale. E’ anche il caso della Spagna, che è il Paese con tasso di contagio più alto in proporzione alla popolazione: negli ultimi 14 giorni 300 positivi ogni 100.000 abitanti, contro i 192 della Francia, i 70 della Gran Bretagna e i 34 dell’Italia.

Per questo motivo ha già preso provvedimenti la regione di Madrid, col pieno sostegno del governo centrale: da lunedì 21 settembre oltre 860.000 cittadini di alcune aree (quindi un settimo degli abitanti dell’intera area metropolitana) non possono allontanarsi nemmeno dal loro quartiere, salvo che per andare al lavoro, dal medico o per accompagnare i propri figli a scuola. Inoltre, bar, ristoranti e negozi dovranno ridurre la capienza del 50%: le misure sono molto restrittive, tanto che le autorità locali di Madrid hanno chiesto l’intervento dell’esercito per farle rispettare, ed è tornato anche l’obbligo di autocertificazione. In ordine sparso, in giro per il continente ci sono anche la decisione di Monaco di Baviera di imporre le mascherine nei luoghi pubblici (una misura assolutamente inedita per la Germania, ma i casi totali sono saliti a 275.000), mentre il Belgio paradossalmente allenta la presa: le zone rosse istituite qualche tempo fa verranno sostituite venerdì da aree in cui semplicemente è sconsigliato recarsi.

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