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Covid-19 rivoluziona la mobilità urbana: trasporti da ripensare

Imagoeconomica

Le misure di contenimento contro il coronavirus stanno modificando radicalmente lo stile di mobilità dei cittadini, costringendo a un ripensamento delle logiche da anni consolidate nel settore dei trasporti. Strade e mezzi pubblici deserti, spostamenti limitati per lo più alla prossimità e prevalentemente a piedi o in bicicletta. I dati (aggregati e anonimizzati) messi a disposizione da grandi operatori come Google e Apple mostrano con chiarezza che in meno di una settimana a partire dall’8 marzo 2020 gli spostamenti per motivi di lavoro si sono ridotti del 45%, mentre gli spostamenti sui mezzi pubblici del 53%. Questo, da una parte, ha avuto impatti positivi sulla qualità dell’aria con una riduzione pari al -40% delle concentrazioni di CO2, dall’altra, ha messo a rischio il già precario equilibrio economico del trasporto pubblico, che ha registrato perdite per 200 milioni al mese in marzo e aprile, come segnalato da ASSTRA.

La cosiddetta “fase 2” presenta ulteriori specifiche criticità. Da un’analisi svolta dai nostri ricercatori sul sentiment di operatori e istituzioni, e sulle misure ad oggi promulgate, emerge che il trasporto pubblico locale vedrà una forte contrazione della sua quota modale per tutti i tipi di spostamenti, principalmente a causa delle necessarie misure di distanziamento. Le conseguenze sulla mobilità dipenderanno in larga misura dalla capacità delle città di reagire prontamente con interventi ambiziosi su infrastrutture e regolazione del traffico, oltre che dall’efficacia di eventuali misure governative a supporto della mobilità dolce. Alcune città italiane ed europee si sono infatti già mosse per estendere le piste ciclabili e ampliare i marciapiedi, creare corsie preferenziali per i lavoratori essenziali e introdurre specifiche norme di comportamento sui mezzi pubblici. Tutte queste misure però non potranno non accompagnarsi al consolidamento dei modelli di smart working che sono stati adottati nella fase più acuta della crisi.

AGICI

Le scelte che le città faranno nei prossimi giorni e settimane saranno cruciali per tracciare un percorso che porti a un nuovo modello di mobilità. Garantire la distribuzione ottimale della domanda di mobilità renderà essenziale rafforzare l’integrazione modale, opportunamente coadiuvata da un alto livello di digitalizzazione. Ma per fare questo le città dovranno definire con chiarezza la propria strategia. Il centro di ricerca OSMM di Agici ha individuato le scelte alla base di casi di successo a livello globale (es. Lisbona, Los Angeles, Londra, Tel Aviv, Barcellona):

• La gestione della mobilità deve essere pubblica, centralizzata e guidata da una forte volontà politica dotata di visione e dei mezzi per implementarla.

• L’approccio deve essere sistemico così da incrementare l’efficienza dell’intero network di spostamenti.

• L’innovazione è fondamentale, in termini di nuove modalità di trasporto (e.g. micromobilità in sharing) e di nuove forme di pianificazione e comunicazione (e.g. app), e può essere stimolata attraendo operatori privati e creando regole chiare e coerenti.

• La corretta gestione dei dati è fondamentale; devono essere adottati standard di condivisione aperti e sicuri per sbloccare una condivisione fruttuosa con stakeholder e start-up.

A queste scelte strategiche fanno poi da corollario altre azioni abilitanti: la spinta verso una maggiore integrazione fisica delle infrastrutture (e.g. la creazione di Hubintermodali); una migliore pianificazione dei percorsi e della viabilità; la digitalizzazione attraverso App e “duplicati digitali” dell’intero sistema. Discuteremo di questi argomenti e delle iniziative degli operatori con i protagonisti del settore: Andrea Gibelli di ASSTRA, Gianfranco Pignatone di RFI, Riccardo Breda di CISCO e Antonella Galdi di ANCI. Per l’OSMM interverranno il direttore Stefano Clerici e Federico Montanaro, Senior Analyst. A conclusione verrà aperto un dibattito con i partecipanti.

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Categories: Economia e Imprese