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Confindustria, Squinzi: nel 2012 Pil calerà di oltre il 2,4%

“Nella migliore delle ipotesi, ci sarà un calo del Pil nel 2102 del 2,4%. In effetti, probabilmente, sarà anche qualcosa di più, perché nella seconda parte dell’anno faccio fatica a vedere miglioramenti”. Questo l’allarme lanciato oggi da Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, durante un convegno del Comitato Leonardo sul Made in Italy.

Il leader degli industriali contraddice così non solo le ultime stime arrivate dal centro studi di Viale dell’Astronomia, ma anche quelle diffuse ieri dal governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che intervenendo all’assemblea dell’Abi aveva parlato di una contrazione del Pil 2012 “di poco meno di due punti percentuali“. Una previsione su cui si è espresso stamane anche Vittorio Grilli: “Non abbiamo ancora fatto le nostre stime – ha detto il neo ministro dell’Economia a margine dei lavori delle commissioni Finanze e Bilancio del Senato -, ma prendiamo sempre con il massimo rispetto quello che viene da Bankitalia”.  

Squinzi ha cercato tuttavia di alleggerire i toni della polemica in corso con il premier, Mario Monti. Dopo aver rifiutato di commentare le affermazioni arrivate ieri dal Professore contro la concertazione, il numero uno di Confindustria ha lanciato un segnale di distensione: “Siamo tutti sulla stessa barca – ha detto -, siamo in un momento tempestoso e dobbiamo remare tutti nella stessa direzione”. 

Quanto alla riforma del lavoro, “non è soddisfacente – ha ribadito Squinzi – e aspetto che il ministro Fornero mi convinca del contrario”. Il provvedimento “non ha migliorato sensibilmente la flessibilità in uscita, in compenso ha abbassato la flessibilità in entrata. Ne ho parlato personalmente con il ministro Fornero che mi sembra nel confronto a tu per tu una persona molto disponibile. Continua a ripetermi che mi convincerà. Io sono disponibile e aperto al dialogo e aspetto di farmi convincere. Credo che qualche correttivo sia necessario”.

Infine, un’altra urgenza da risolvere: quella dei pagamenti alle imprese da parte della Pubblica amministrazione. Per Squinzi si tratta di “un argomento da affrontare con la massima tempestività. Nell’edilizia e nelle costruzioni, se si continua in questo modo, entro fine anno un numero elevatissimo di imprese sparirà”. Nel decreto Sviluppo “ci sono tante buone idee – ha concluso il capo degli industriali – e abbiamo grandi aspettative perché vengano tradotte in pratica”.

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