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CICLISMO – Il Tour de France è di Froome che rintuzza l’assalto di Quintana. Sfortunato Nibali

Nairo Quintana attacca e stacca Froome  altri 1’26” ma non centra né la tappa vinta da Thibaut Pinot né tantomeno la maglia gialla: il Tour per 72 secondi resta nelle mani del keniota bianco che realizza il bis senza fare l’extraterrestre dell’edizione 2013, anzi patendo gli attacchi di Quintana nelle ultime due tappe alpine  come mai si era visto prima.

Un Froome che senza l’aiuto prezioso di Porte e Poels sui leggendari tornanti dell’Alpe  avrebbe potuto compromettere un Tour che sembrava già messo in cassaforte. Per Quintana, che come nel 2013 finisce secondo dietro il britannico senza vincere ancora una tappa, il rimpianto di non aver attaccato prima, magari già sui Pirenei.

Con una squadra forte come la Movistar – che stravince il Tour per équipe – e con un compagno d’eccezione come il Valverde di questo Tour, il Condor colombiano avrebbe potuto osare qualcosa in più visto che è il più forte grimpeur in circolazione e che il Froome dell’ultima settimana dava segni di insofferenza dopo aver atterrito tutti con la terribile frullata nella tappa di La Pierre-Sainte-Marie.

  Ma grazie al suo doppio attacco, venerdì sulle rampe della Tousseirie, ieri dell’Alpe d’Huez, Quintana ha dimostrato che anche Froome non è invincibile, anche se ancora nell’arco delle tre settimane del Tour, il leader del Team Sky si è mostrato il più forte vincendo anche la maglia a pois di leader degli scalatori.

Se Quintana ha dei rimpianti ma ha tutto il tempo per conquistare il Tour, un grande come Contador esce da un Tour che non l’ha mai visto protagonista, tranne che per brevi e velleitari attacchi come quello sul Glandon. Il sogno di vincere Giro e Tour è definitivamente tramontato per il Pistolero che ha certamente pagato in Francia le fatiche fatte in difesa della maglia rosa.

Tour che rischiava di essere fallimentare per Nibali, se non ci fosse stata la strepitosa impresa nella tappa di ieri l’altro che l’ha portato a ridosso del podio. Peccato per lo Squalo che proprio ai piedi dell’Alpe d’Huez una foratura abbia fatto saltare il piano di attacco al terzo posto di Valverde. Nibali si è dovuto accontentare di arrivare sull’Alpe assieme a Contador, Gesink, Mollema a 3’30” da Thibaut Pinot, splendido vincitore su un traguardo che vale una carriera.

Il francese, finito presto fuori classifica anche per  incidenti e cadute, è stato protagonista di un’ascesa perfetta, prima con Ryder Hesjedal a caccia del compagno in fuga Geniez, poi piantati tutti in solitario resistendo al forcing scatenato da Quintana che staccato Froome, cercava il clamoroso en plein. Il colombiano arrivava in cima ad appena 18” da Pinot. Dietro di Hesjedal a 41”. Quindi la coppia Valverde-Froome a 1’41” con il murciano che meritatamente consolidava il suo terzo posto nei confronti di Nibali. Non c’era bisogno di attendere la classifica ufficiale per capire che per 1’12” Froome aveva vinto il Tour e che Quintana l’aveva perso. Oggi passerella sui Campi Elisi per il terzo trionfo britannico nella storia del Tour. Sarà anche l’ultima occasione per Peter Sagan di vincere una tappa per brindare alla sua maglia verde di leader della classifica a punti, la quarta in carriera  al pari di Sean Kelly..          

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