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Champions: la Juve cerca il visto a Mosca, l’Atalanta riceve il City

Juve su Twitter

Un match point per gli ottavi. La Juventus è a Mosca (ore 18.55) con l’obiettivo di staccare il pass qualificazione, per il quale basterà una vittoria. Con 3 punti infatti i giochi si chiuderebbero matematicamente e le prossime due gare servirebbero “solo” per stabilire l’ordine di classifica: un bello scenario, che permetterebbe a Sarri di concentrare le forze sul campionato, oltre che di festeggiare il primo traguardo stagionale. Prima però bisogna battere la Lokomotiv e l’impresa, come si è visto due settimane fa a Torino, non è poi così scontata.

“In Europa se non fai prestazioni di livello, non prendi punti, è una gara difficile, loro già all’andata ci hanno creato difficoltà – ha spiegato il tecnico bianconero. – In Champions se non fai prestazioni non fai risultati. L’obiettivo è passare il turno, vogliamo poi il primo posto nel girone ma facciamo i conti con una squadra che si giocherà le residue possibilità di qualificazione”.  

Sarri non potrà contare su De Ligt: il “man of the match” del derby, infatti, ha rimediato una distorsione alla caviglia sinistra ed è rimasto a Torino a curarsi. L’altra assenza pesante di giornata, anche se prevista, è quella di Cuadrado, squalificato e dunque indisponibile. La rosa a disposizione resta comunque ricchissima di soluzioni e il tecnico, come sempre del resto, potrà scegliere con cura sia i titolari che i successivi cambi.

Due i dubbi principali, uno relativo al centrale di difesa da affiancare a Bonucci, l’altro al “terzo uomo” d’attacco assieme a Higuain e Ronaldo. Il 4-3-1-2 bianconero dovrebbe essere composto da Szczesny in porta, Danilo, Bonucci, Rugani e Alex Sandro in difesa, Khedira, Pjanic e Matuidi a centrocampo, Bernardeschi sulla trequarti, Ronaldo e Higuain in attacco.

“Questa partita per noi è importantissima, l’eccitazione è enorme – il pensiero di Setin. – Combatteremo su ogni episodio, in ogni momento: vogliamo creare problemi alla Juve”. Il tecnico della Lokomotiv deve fare i conti con un momento tutt’altro che positivo (dopo il ko di Torino è arrivato quello nel derby contro lo Spartak e il pareggio contro l’Ufa), ma vuole comunque giocarsi le restanti chance di qualificazione. I russi ci proveranno con un 4-5-1 che vedrà Guilherme tra i pali, Ignatjev, Corluka, Howedes e Idowu nel reparto arretrato, Joao Mario, Barinov, Murilo Cerqueira, Krychowiak e Miranchuk in mediana alle spalle dell’unica punta Eder.

Se a Mosca ci sono in palio gli ottavi di finale, a San Siro ci si gioca soprattutto la faccia. L’Atalanta infatti non ha più molto da dire in chiave Champions, per quanto il terzo posto (quello che, è bene ricordarlo, dà l’accesso all’Europa League) sia ancora matematicamente possibile, certo però che riuscire a far punti contro il Manchester City avrebbe lo stesso un sapore speciale. La missione è difficile, forse addirittura impossibile, ma i bergamaschi ci hanno abituato a clamorose sorprese: la loro stessa presenza nel gotha del calcio, del resto, rientra nella categoria.

“È un’occasione per capire a che punto siamo ma è importante anche fare risultato, con un punto siamo ancora dentro – ha spiegato Gasperini. – Il coefficiente di difficoltà è molto alto, però per fortuna si riparte da 0-0. Siamo arrivati fin qua giocando in un certo modo e continueremo a farlo, pensiamo di poter vincere”.

Ma se per l’Atalanta, matematica a parte, è soprattutto una questione di prestigio, per il City c’è invece in palio la qualificazione. Con 3 punti infatti gli ottavi diventerebbero certi, ecco perché è lecito attendersi un Manchester agguerrito e affatto disposto a regali, indipendentemente dalla stima di Guardiola per un collega “giochista” come il Gasp.

“È vietato pensare che sia troppo facile dopo il 5-1 dell’andata – il monito di Pep. – I ragazzi conoscono le difficoltà di questa partita, abbiamo parlato molto dopo la gara di due settimane fa. Nel primo tempo è stata dura, soprattutto nei primi 20-25′. E poi, in Europa, non esistono match semplici”.

I nerazzurri, in una delle notti più prestigiose della loro storia (a San Siro ci saranno circa 35 mila persone), si affideranno al consueto 3-4-1-2 con Gollini in porta, Palomino, Kjaer e Djimsiti in difesa, Castagne, De Roon, Freuler e Gosens a centrocampo, Gomez alle spalle della coppia offensiva composta da Ilicic e Muriel. Classico 4-3-3 anche per Guardiola, che risponderà con Ederson tra i pali, Cancelo, Fernandinho, Stones e Mendy nel reparto arretrato, Bernardo Silva, Gundogan e De Bruyne in mediana, Mahrez, Aguero e Sterling in attacco.

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