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Btp a 50 anni, domanda boom. Borse rassicurate dall’Ema

FIRSTonline

Borse timide in Europa, nel giorno in cui l’Ema ammette che ci sono possibili legami tra il vaccino AstraZeneca(-1,17% a Londra) e alcuni casi di trombosi molto rare, anche se l’agenzia europea del farmaco ribadisce che i benefici superano i rischi.

Chiudono piatte Milano (-0,08%), Francoforte e Parigi, registrano frazionali perdite Amsterdam -0,3% e Madrid -0,4%. 

Fuori dal blocco compie un balzo Londra +0,9%, favorita da una campagna vaccinale a tutto campo che le consentirà di muovere i primi passi verso la normalità a partire dalla prossima settimana e dal calo della sterlina, che scambia in ribasso contro euro e dollaro. Il titolo Deliveroo guadagna il 2,14% nel primo giorno in cui gli investitori retail hanno potuto scambiare le azioni acquistate durante l’Ipo, nonostante alcuni rider britannici abbiano programmato uno sciopero per chiedere un salario equo.

Oltreoceano Wall Street appare volatile nella prime ore di scambi, in attesa dei verbali dell’ultima riunione della Fed, mentre appare stabile il mercato dei T-Bond con rendimenti in l calo per il decennale. Gli Usa sono la locomotiva di una crescita mondiale rivista al rialzo dalle stime del Fondo Monetario internazionale, ma questo non dovrebbe stravolgere in tempi rapidi la politica monetaria della banca centrale. Dopo l’ottimo rapporto sul lavoro di marzo, gli investitori sono stati infatti assicurati dalla presidente della Fed di Cleveland, Loretta Mester, che alla Cnbc ha detto che il notevole aumento degli occupati (916.000, contro i 675.000 attesi) non è sufficiente per far cambiare corso alla politica molto accomodante della Federal Reserve e Mester non è preoccupata per il recente aumento dei rendimenti. L’inflazione potrà andare oltre il 2%, se questo favorirà la piena occupazione.

Intanto dal G20, il ministro italiano dell’economia Daniele Franco, al termine del secondo vertice dei ministri e dei governatori delle banche centrali del gruppo riunito oggi sotto la presidenza tricolore, riferisce che i paesi vogliono evitare la rimozione anticipata delle misure di sostegno prese per fronteggiare la crisi. “C’è un generale consenso – dice – a rafforzare la cooperazione per indirizzare le sfide poste dalla pandemia”.

L’euro-dollaro è ancora in recupero e il cambio si avvicina a 1,19. Fra le materie prime è poco mosso l’oro, mentre il petrolio è in perdita. Il Brent cede l‘1,6% e tratta sotto 62 dollari al barile.

Tra spinte e controspinte la seduta di Piazza Affari risulta alla fine incolore, con l’indice principale ancora inchiodato sotto quota 25mila punti base, anche alla luce del fatto che l’Istat ha fornito una mappa delle imprese italiane da cui emerge che il 45% delle stesse è strutturalmente a rischio. Inoltre la pubblicazione degli indici Pmi ha mostrato una contrazione del settore italiano dei servizi in marzo, per l’ottavo mese consecutivo, con un ritmo lievemente più rapido di febbraio. 

Pesano sul listino soprattutto le prese di beneficio su titoli ieri in rialzo, come Moncler -2,64%. Diasorin -1,65%; Inwit -1,83%.

Petroliferi sotto pressione con Tenaris -1,57%. Fra i titoli industriali le vendite penalizzano in particolare Cnh -1,49% e Prysmian -1,29%.

Banche in leggero calo. La peggiore è Banco Bpm -0,86%.

Nella parte alta del listino Nexi +3,52%, Azimut +1,54%, A2a +1,29%, Leonardo +1,09%, Buzzi +1,02%.

Atlantia sale dello 0,54%, dopo che ieri Florentino Perez, presidente di Acs, ha detto che potrebbe prendere in considerazione l’acquisizione di Aspi.

Fuori dal paniere principale è piatta Unieuro, che ieri ha aggiornato i suoi massimi storici. Nella serata della vigilia, a borsa chiusa, Iliad ha comunicato di avere acquisito una partecipazione del 12% nel gruppo.

Il clima è stagnante anche sul secondario: lo spread sale a 102 punti base, mentre il tasso del Btp 10 anni resta a +0,7%.

Sul primario invece non si ferma la richiesta di carta italiana, anche nelle lunghissime scadenze. Sul mercato sono stati lanciati i due Btp a 7 e 50 anni offerti in dual tranche dal Tesoro. Il nuovo Btp benchmark a 50 anni scadenza 01/03/2072, riferiscono fonti finanziarie a Radiocor, è stato collocato per un importo pari a 5 miliardi di euro mentre la riapertura del Btp a 7 anni scadenza 15/03/2028 è stata fissata a 7 miliardi. Per il titolo a 7 anni la domanda si è attestata a 66 miliardi di euro mentre lo spread è stato tagliato a 9 punti base (dai 12 punti di inizio offerta) sul rendimento del Btp scadenza settembre 2027. Per il nuovo benchmark a 50 anni, la domanda ha superato i 64 miliardi di euro mentre lo spread è stato fissato a 47 punti base sul rendimento del BTp scadenza gennaio 2051 (dai 50 punti iniziali). A seguire l’operazione è stato un pool di banche composto da Barclays, Bank of America, Jp Morgan, Societé Generale e UniCredit.

Proseguono infine gli acquisti Pepp della Bce, che ha comprato titoli di stato italiani per 20,50 miliardi di euro nel corso degli ultimi due mesi nell’ambito del programma di emergenza pandemica (Pepp). Nei due mesi precedenti gli acquisti di btp erano stati pari a 18,14 miliardi. Il totale dei titoli italiani acquistati in ambito Pepp sale dunque a un totale di 156,81 miliardi. Nello stesso periodo, la Bce ha acquistato bund tedeschi per 31,76 miliardi a 220,51, titoli francesi per 24,63 miliardi a 158,23 miliardi e Bonos spagnoli per 14,38 miliardi a 104,22 miliardi.

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