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Brexit penalizza EasyJet, stime al ribasso anche per Lufthansa

Giornata di conti per le compagnie aeree. Sotto i riflettori in particolare EasyJet, la low cost britannica che inizia ad accusare le conseguenze del peggioramento dei flussi turistici in seguito a Brexit ma anche gli scioperi e la paura di attentati terroristici in Europa. Nel terzo trimestre dell’esercizio contabile 2015-2016 la compagnia ha visto contrarre il suo giro d’affari spiegando appunto di aver pagato in prima battuta gli scioperi e poi gli scenari geopolitici internazionali, compresa la possibile uscita del Regno Unito dall’Unione europea.

Il fatturato è sceso nel terzo trimestre del 2,6% a 1,19 miliardi di sterline (1,4 miliardi di euro). Il ricavo per posto è sceso del 7% a 54,5 sterline. Nella nota diffusa per illustrare i risultati di bilancio EasyJet sottolinea che la sua priorità è poter continuare a volare in Ue malgrado la Brexit e ricorda che sta cercando di ottenere una licenza di trasporto aereo in un altro Paese dell’Ue non specificato.

Notizie negative anche per la tedesca Lufthansa, che ha rivisto al ribasso le stime sull’Ebit per il 2016 che saranno “inferiori a quelle dello scorso anno” a causa delle crescenti incertezze politiche ed economiche, anche alla luce dei recenti attentati. E’ quanto comunica la compagnia aerea tedesca in una nota sui dati preliminari del primo semestre dell’anno, chiuso con ricavi di 15 miliardi di euro (15,4 miliardi un anno fa), e un Ebit adjusted di 529 milioni (468 milioni 12 mesi fa).

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Categories: Finanza e Mercati