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Borse: Usa, Ue, Bce e Uk sono i temi del giorno

Imagoeconomica

Tre notizie influenzano i mercati: il rafforzamento del bazooka da parte della Bce; il via libera del Consiglio europeo al Recovery Fund (grazie all’accordo trovato da Angela Merkel con Ungheria e Polonia); e il successo di Joe Biden in Arizona, che fa cadere il primo ricorso di Trump. L’aggiornamento dagli Usa, arrivato nella notte, allenta la tensione sulle Borse che, dopo i giorni dell’euforia per il vaccino, hanno segnato giovedì il passo, vuoi per lo stallo delle misure al Congresso, frenato dalla guerriglia dell’ex presidente, vuoi per la situazione sanitaria: più di una dozzina di stati Usa hanno segnalato un raddoppio di nuovi casi di Covid-19 nelle ultime due settimane.

Hanno così chiuso in rosso sia i listini Usa che stamane le borse asiatiche: l’indice MSCI Asia Pacific escluso Giappone segna un calo dello 0,2%. Il Nikkei di Tokyo perde lo 0,7%, mentre il cross dollaro yen scende a 104,9. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen -1%.

VOLA TENCENT: 100 MILIONI DI ABBONATI AD UN SUO GIOCO

Scende anche l’Hang Seng di Hong Kong (-0,3%), nonostante il +4% di Tencent. La società delle attività social media e dei giochi ha registrato nel trimestre passato un incremento dell’utile dell’89%, a 5,8 miliardi di dollari, meglio del previsto. Il suo gioco di punta, Onore dei Re, è arrivato alla cifra record di 100 milioni di utenti attivi su base giornaliera.

Il Kospi di Seul è in rialzo dello 0,5% (nonostante uno scandalo che ha colpito i fondi di investimento), il Taiex di Taipei dello 0,2%, il Sensex di Mumbai dello 0,3%.

AUSTRALIA: IL MAGNATE DELLE MINIERE PUNTA SULL’IDROGENO

Sulla parità la Borsa dell’Australia. Il primo azionista del colosso minerario Fortescue Metals Andrew Forrest ha annunciato che investirà una parte rilevante delle sue fortune personali nella realizzazione di un impianto di produzione dell’idrogeno verde da 235 GigaWatt di capacità installata, quattro volte più di un simile programma annunciato da BP per il 2030.

I future di Wall Street sono leggermente positivi. Ieri il Dow Jones ha chiuso a-1,08%, S&P 500 a -1%, Nasdaq a -0,73%. Da segnalare il balzo di Moderna (+6,5%), che tra pochi giorni svelerà il suo vaccino.

73 MILIONI DI ABBONATI PER DISNEY+

Frena Walt Disney, ma la piattaforma Disney+ annuncia di aver raggiunto quota 73 milioni di abbonati.

Il dollaro è poco mosso nei confronti delle controparti di riferimento. Il Treasury Note a dieci anni, arrivato in prossimità di quota 1% di rendimento a inizio settimane, torna indietro: stamattina siamo a 0,86%. La curva dei tassi, per effetto dei nuovi lockdown annunciati a Chicago, Detroit e in California, torna a schiacciarsi, un movimento che ieri ha penalizzato le grandi banche di Wall Street. Ieri l’asta da 27 miliardi di dollari di Treasury note a 30 anni ha avuto un buon esito: domanda forte e presenza di investitori stranieri in aumento.

IL PETROLIO SCENDE A 40,3 DOLLARI

Il petrolio WTI perde quasi il 2%, a 40,3 dollari il barile. La scorsa settimana le scorte di greggio degli Stati Uniti sono salite di oltre quattro milioni di barili, mentre il consensus si aspettava un calo di 900.000 barili.

L’AD DI PFIZER HA VENDUTO TITOLI DOPO LA SCOPERTA

Dopo otto giorni di ripresa (+16% Piazza Affari) i listini europei si sono concessi una pausa, in attesa di nuove conferme sul fronte del vaccino e di segnali dalla Casa Bianca, dove Donald Trump promette ancora di dar battaglia, tra i primi cedimenti dei fedelissimi (tra cui Fox News). L’azionario ha pagato alcune prese di profitto dopo il rally registrato nelle sedute precedenti, cui non è stato estraneo lo sconcerto per la notizia che Albert Bourla, ceo di Pfizer, ha venduto titoli per 5.6 milioni di dollari prima dell’annuncio sul vaccino.

In compenso, si moltiplicano gli annunci: il vaccino russo, lo Sputnik 2, che è stato adottato dall’Ungheria, garantisce un’efficacia del 92%; il Brasile ha ripreso gli studi sul Sinovac cinese. I riflettori sono concentrati sulla presentazione del farmaco di Moderna, già promosso da Anthony Fauci. L’attenzione si è anche concentrata sul forum virtuale cui hanno partecipato i banchieri centrali, tra cui Jerome Powell.

POWELL: RIPARTIREMO MA CI ASPETTANO MESI DURI

Il presidente della Fed ha voluto frenare gli entusiasmi sul fronte dei vaccini sottolineando che “nei prossimi mesi affronteremo sfide molto pesanti. Ripartiremo – ha detto – ma l’economia sarà senz’altro cambiata: ci sarà un cospicuo numero di lavoratori che avranno bisogno di aiuto per inserirsi in un’economia profondamente diversa”. Christine Lagarde ha voluto invece sottolineare la minor incertezza sul futuro dopo le elezioni Usa e i progressi sulla Brexit.

LAGARDE INQUIETA PER LA STRAGE DEI VISONI DANESI

Ma tante cose possono ancora andare storte, come dimostra il caso dei 17 milioni di visoni che la Danimarca dovrà abbattere per fermare la diffusione del contagio.

Dal mercato del lavoro Usa arrivano comunque segnali confortanti: il numero dei disoccupati scende a 709 mila unità. Troppo poco per negare l’urgenza degli stimoli fiscali e di nuovi interventi di politica monetaria.

La produzione industriale nei 19 paesi che condividono l’euro è diminuita dello 0,4% su base mensile a settembre, per un calo del 6,8% su base annua. Gli economisti stimavano +0,7% su mese e – 5,8% su anno.

La produzione di beni di consumo durevoli, come televisori e lavatrici, è stata la componente più forte della crescita dei mesi precedenti, ma in settembre c’è stato un calo del 5,3%.

PIAZZA AFFARI FRENA DOPO TRE GIORNI DI RALLY

Piazza Affari limita i danni a -0,84%, fermandosi a 20.817 punti, sotto un diluvio di trimestrali. Perde colpi Francoforte, -1,21%. In forte calo Siemens (-3,6%). Parigi -1,52%, Valeo lascia sul terreno il 4,18%. Madrid -0,92%. Poco meglio fa Londra: -0,63%.

NUOVA ASTA RECORD PER I BTP

Continua la discesa dei rendimenti dei titoli di Stato: il Btp decennale arretra a 0,68% -5 punti. Nelle aste a medio e lungo termine di ieri, i tassi dei Btp a 3 e 15 anni hanno registrato i nuovi minimi storici, mentre il 7 anni si è mosso in frazionale rialzo ma a ridosso del minimo record. Il Tesoro ha assegnato l’importo massimo di 6 miliardi di euro, su una forchetta offerta di 4,75-6 miliardi. La terza tranche del 3 anni gennaio 2024 cedola zero è stata assegnata per 3 miliardi al tasso lordo di -0,19%, nuovo minimo record, da -0,14%, segnato nel collocamento di metà ottobre.

La nona tranche del sette anni con scadenza a settembre 2027 e rendimento dello 0,95% è stata collocata per 1,75 miliardi al rendimento di 0,35%, un centesimo appena sopra il minimo storico di 0,34% toccato il mese scorso. Il rapporto tra domanda e offerta è pari a 1,58 da 1,76. Quanto al 15 anni marzo 2036, alla sesta riapertura, l’importo assegnato è di 1,25 miliardi al tasso lordo di 1,05% da 1,91% dell’asta di metà giugno.

IN VISTA UN BOND IN DOLLARI

Il Tesoro comunica di aver dato mandato a un pool di banche per il lancio di un nuovo bond in dollari con scadenza febbraio 2026, con la possibilità di una seconda tranche novembre 2050.

ENEL: VICINA LA VENDITA DI OPEN FIBER, BENE HERA

Enel (-1,61%) è vicina a raggiungere un accordo per vendere la propria quota nell’operatore di banda larga Open Fiber al fondo australiano Macquarie e a Cassa Depositi e Prestiti (Cdp). Lo scrive Reuters rilevando l’approssimarsi del decisivo cda di Enel in agenda il 17 dicembre: il governo sta aumentando la pressione sulle due parti per accelerare i piani di creazione di un operatore nazionale di banda larga.

Tra le utilities bene Hera (+1,74%), promossa da Kepler Cheuvreux da hold a buy, con prezzo obiettivo che passa da 3,5 a 3,6 euro.

POSTE ITALIANE (+3,03%) TITOLO DI GIORNATA

Protagonista della giornata è stata Poste Italiane (+3,03%) ai massimi del trimestre. A influenzare la performance, gli ottimi conti della società guidata dall’amministratore delegato Matteo Del Fante, ma anche l’accordo sul dividendo relativo al bilancio 2020, pari a 0,162 euro per azione, in aumento del 5%. In crescita i ricavi, pari a 2,58 miliardi (+0,8% su base annua), in forte ripresa dopo il -13,1% del secondo trimestre.

GENERALI -0,5%, METÀ DIVIDENDO PAGATO NEL 2021

Generali (-0,5%) ha chiuso i primi nove mesi del 2020 con 4 miliardi di euro di utile operativo, circa 200 milioni di euro in più del consensus. La compagnia fa sapere che non pagherà la seconda tranche del dividendo, come da richieste dell’ente di regolazione, ma il piano di remunerazione sui tre anni non cambia.

PIRELLI MAGLIA NERA. JV TRA FCA E ENGIE

Pirelli (-5,5%) batte le attese degli analisti nel terzo trimestre, con ricavi in calo del 7% anno su ano a 1,27 miliardi ed Ebitda pari a 309 milioni di euro. Ma al contempo, c’è la revisione al ribasso delle stime sulla redditività.

Fiat Chrysler (-2%) ha stipulato con Engie un accordo sui sistemi di stoccaggio dell’energia: la nuova joint venture vuol essere leader nel settore della e-Mobility. Cnh Industrial -1,61%.

Brilla Tod’s con un balzo del 10% dopo ricavi trimestrali superiori alle attese degli analisti. Ritraccia, invece, Ferragamo (-1,9%), in un settore vivace in tutta Europa grazie anche al trimestre sopra le attese di Burberry.

Fra le banche prevalgono i realizzi dopo la corsa delle ultime sedute con le big Intesa e Unicredit in flessione rispettivamente dell’1,6% e del 2%.

MEDIOBANCA PROMUOVE I “SOLIDI” UTILI MEDIASET

Ben raccolta Mediaset (+3,2%), in scia dei risultati del trimestre, definiti “solidi come una roccia” da Mediobanca Securities, che “confermano una forte generazione di cassa insieme a un migliorato trend per la parte dei ricavi pubblicitari”. Fra gli altri broker, Berenberg ha portato il prezzo obiettivo a 1,9 euro da 1,75 euro precedente, Barclays a 2 euro da 1,9 euro e Credit Suisse a 2,05 euro da 1,95.

3 MILIARDI DI REGALI FISCALI PER CHI COMPRA MPS

L’eventuale compratore Monte potrà computarsi la dote a capitale, per la trasformazione, ope legis, di 3,7 miliardi di attività fiscali differite in crediti con l’Erario. Lo prevede per ora il testo della finanziaria: il patrimonio, sceso a 6,77 miliardi per le perdite a settembre, è così vicino al minimo di vigilanza che già prepara un aumento da 2 miliardi, che a inizio 2021 vedrà il Tesoro versare per almeno il suo 68%. Nel comma 1 della legge si prevede che lo “sconto” scatti se «dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021» so compiano «operazioni di aggregazione aziendale attraverso fusione, scissione o conferimento d’azienda», che consentirebbero “al soggetto rispettivamente, risultante dalla fusione o incorporante, beneficiario e conferitario”, di accrescersi il capitale usando certe perdite fiscali della preda.

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