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Borse: settembre avaro ma banche superstar a Piazza Affari

Photo by Omid Armin on Unsplash

I listini Usa potrebbero chiudere settembre in rosso. Il condizionale è d’obbligo, perché nella notte è stato rimosso uno dei problemi più urgenti: è stata approvata alla Camera la legge che sospende gli effetti dello sforamento del limite all’indebitamento federale. Resta sempre aperta la possibilità per i repubblicani di fermare il disegno di legge al Senato, ma viene meno la spinta al rialzo del T-Bond (fermo a quota 1,51%) e rallenta la marcia del dollaro, ai massimi da oltre un anno. Ma a raffreddare l’entusiasmo ci pensa la Fed. Non solo perché sotto la spinta dell’inflazione si avvicina il tapering, ma perché ieri Jay Powell, parlando al simposio della Bce, ha dovuto ammettere che i rialzi dei prezzi non sono più alti e meno controllabili del previsto. “È frustrante – ha detto – ammettere che i colli di bottiglia dell’economia reale resistono agli sforzi delle autorità centrali”.

Stessi problemi, ma in forma più grave, percorrono altre aree del pianeta investite dal rialzo del gas naturale e dalla penuria di energia. A partire dall’Asia, in perdita di velocità, probabilmente ben di più di quanto non indichino i dati ufficiali.

TOKYO SCEGLIE IL PREMIER, LA POLITICA NON CAMBIA

Il Nikkei di Tokyo viaggia sulla parità dopo la pubblicazione di una serie di dati macroeconomici. Settembre si chiude in rialzo di oltre il 5%, il trimestre del 2,8%. Ieri il partito di maggioranza ha scelto il nuovo premier: Fumio Kishida, rappresentante della vecchia guardia.

Il mese scorso, il Giappone è stato penalizzato dallo stato di emergenza sanitario in molte aree strategiche del paese: la produzione industriale è scesa in agosto del 3,2% mese su mese, dal -1,5% di luglio: il consensus si aspettava -0,5%. Le vendite al dettaglio registrano un calo del 4% rispetto a luglio, attesa -1,7%. Ieri sera, nel corso del convegno annuale della Bce, il governatore della Banca centrale del Giappone, Haruhiko Kuroda, ha affermato che la crisi degli immobili in Cina non è una minaccia rilevante per il Giappone e per i mercati finanziari mondiali, in quanto non è stata provocata da investimenti esageratamente speculativi.

LA CINA FRENA, EVERGRANDE NON PAGA I BOND IN DOLLARI

L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen guadagna lo 0,5%: a questi prezzi, settembre è leggermente positivo (+1%), mentre il bilancio del trimestre è del tutto negativo (-7%).

Gli indicatori anticipano una perdita di spinta dell’industria cinese. L’indice Pmi sulle aspettative dei direttori degli acquisti delle aziende manifatturiere è sceso a 49,6 da 50,1: attesa 50. Confortante però il balzo dell’indice Pmi dei servizi, tornato ben sopra la soglia che delimita l’espansione dalla contrazione, a 53,2 da 47,5 (consensus a 49,8). Una buona notizia in vista delle vacanze di ottobre.

L’Hang Seng perde lo 0,9%: settembre -5%, trimestre -15%. Evergrande è in calo del 5%: ieri la società non ha pagato la cedola del bond in dollari, a conferma che la linea è di tutelare i risparmiatori cinesi e i diritti di chi ha comprato casa.

L’INDIA (+12%) REGINA DELLE BORSE ASSIEME A SIDNEY

Kospi di Seul +0,4% nel mese (-7% il trimestre), BSE Sensex sulla parità (+12% il trimestre), S&P ASX 200 di Sidney +1,7% (+13% il trimestre).

L’indice Bloomberg Commodity è sulla parità dopo il calo dell’1,5% di ieri (+4% il mese e +6% il trimestre).

Petrolio Wti piatto a 74,7 dollari il barile (+9% il mese e +1,5% il trimestre). Brent a 78,53% (-0,14%).

Euro dollaro poco mosso a 1,160, livello che non si vedeva da novembre 2020: su questi livelli, il mese si chiude con un calo dell’1,7%.

Ieri nuova discesa del Nasdaq (-0,24%). In equilibrio Dow Jones (+0,26) e S&P (+0,16%).

IL DOLLARO FORTE SPINGE L’EXPORT EUROPEO

Sempre più forte forte il dollaro, mentre il petrolio galleggia sui livelli di ieri. Basta questo a restituire il sorriso agli operatori europei, peraltro attenti ai segnali in arrivo dalla politica e delle banche centrali. Mario Draghi manda un messaggio preciso alla Germania del dopo Merkel sostenendo che sarebbe “irrealistico” pensare di riproporre il vecchio Fiscal Compact. Christine Lagarde, invece, dedica il suo terzo intervento in tre giorni all’incertezza provocata dai colli di bottiglia, dall’aumento di prezzi dell’energia e dal timore di nuove ondate della pandemia, flagelli con cui le Borse hanno imparato a convivere.

STABILI I BTP, FORTE DOMANDA ALL’ASTA

Si placa anche nell’Eurozona la febbre sui bond governativi. Il bund tedesco tratta a -0,22%, il Btp a 0,81%. Lo spread si restringe a 103 punti.

Buona in mattinata la domanda alle aste del Tesoro. Il Mef ha emesso la quinta tranche del BTp a 5 anni scadenza 01/08/2026 per 2 miliardi a fronte di una richiesta pari a 3,672 miliardi. Il rendimento è salito di 12 centesimi attestandosi allo 0,11%. La sesta tranche del BTp a 10 anni scadenza 01/12/2031 ha ricevuto richieste per 4,331 miliardi e l’importo emesso è stato di 2,5 miliardi mentre il rendimento, in aumento di 20 centesimi sull’asta del mese scorso, si è attestato allo 0,86%. Infine, la undicesima tranche del CcTeu scadenza 15/04/2026, assegnata per 1,75 miliardi a fronte di una domanda totale pari a 2,759 miliardi, ha spuntato un rendimento lordo pari a -0,21%.

DRAGHI PRESENTA LA NADEF DELLA RIPRESA

Piazza Affari sale dello 0,64%% (a 25.736 punti base). Dalla nota di aggiornamento del Def emerge la conferma che la crescita per il 2021 è migliore di quanto previsto: il Pil passa dal 4,5% al 6%, il rapporto deficit/pil scende da 11,8% a 9,4%, quello debito/pil da 159,8% a 153,5%. In ogni caso “il quadro economico – dice il premier Draghi – è di gran lunga migliore di quello che noi stessi pensavamo potesse essere”.

Il miglior quadro macroeconomico – dovuto all’andamento dell’epidemia, al successo della campagna vaccinale e al clima di fiducia – consentirà con la legge di Bilancio di avere una politica fiscale espansiva di oltre un punto di Pil (circa 20 miliardi). La manovra avrà nel 2022 un impatto sulla crescita di mezzo punto di pil aggiuntivo (4,7% anziché 4,2%).

Nel provvedimento è prevista la proroga fino al 2023 del Superbonus al 110% e fino al 31 ottobre per l’assegno unico, il rinnovo della cassa integrazione d’emergenza e nuovi tempi supplementari per le imprese che devono pagare l’Irap sospesa nel 2020

SALE L’INFLAZIONE TEDESCA

In terreno positivo anche le altre Borse dell’Eurozona: l’indice Eurostoxx avanza dello 0,7%. Francoforte chiude con un progresso dello 0,73%. Ad agosto i prezzi all’import tedeschi sono cresciuti del 16,50% su base annua: è il ritmo più rapido degli ultimi 40 anni, spinto dal balzo dei prezzi di gas e petrolio. Gli economisti stimavano un aumento del 16,1%.

DRAHI PUNTA EUTELSAT

Parigi si apprezza dello 0,84%. Il finanziere Patrick Drahi intende acquistare il controllo di Eutelsat, l’operatore francese dei satelliti che vanta una capitalizzazione di 2,3 miliardi di euro.

LONDRA RECORD, ROLLS ROYCE ELETTRICA DAL 2030

Più toniche Madrid (+1,24%) e Londra (+1,15%). AstraZeneca scambia in rialzo dell’1,6% dopo aver annunciato che assumerà il pieno controllo di Caelum Biosciences (valore 500 milioni di dollari).

Dal 2039 anche la Rolls Royce sarà esclusivamente elettrica.

Amsterdam resta leggermente indietro (+0,25%) e Asml – uno dei principali fornitori a livello mondiale di macchine per l’industria dei semiconduttori – perde il 2,6% nonostante abbia rivisto al rialzo le stime di crescita a lungo termine, sulla base di una crescente domanda per i suoi prodotti.

CORRE UNICREDIT IN VISTA DI MPS

Il settore bancario ha dominato la scena di Piazza Affari. Avanza Unicredit (+3,73%) in attesa di novità sul merger con Monte Paschi (+0,69%).

In occasione del cda sui risultati del terzo trimestre 2021 (27 ottobre), i vertici dell’istituto potrebbero comunicare l’esito delle trattative. Orcel intende chiudere prima della presentazione del nuovo piano industriale a fine novembre. L’istituto si accinge a cartolarizzare prepara a cartolarizzare 11,8 miliardi di euro di portafoglio crediti.

DA BNP PARIBAS LE AZIONI DI NAGEL CHE ARRUOLA MONGE

Ancora sotto i riflettori Mediobanca (+2,73%). Oggi i rappresentanti del patto che detiene oltre il 10% della merchant milanese si riuniranno per esaminare il bilancio 2020-21 e gli ultimi sviluppi della governance. Martedì sera a mercati chiusi l’azionista Leonardo Del Vecchio, tramite Delfin, ha chiesto delle modifiche allo statuto, pur precisando che non intende revocare l’attuale cda prima del termine del suo mandato. Si sfila anche Benetton, forte del 2,1%, ma Alberto Nagel potrà rafforzare il nucleo duro oltre il 19% grazie alla famiglia Monge, il leader italiano degli alimenti per cani entrato in primavera nel capitale e sulle quote di Lucchini e della famiglia Gavio. “Nel complesso il quadro speculativo per i titoli Generali e Mediobanca resta abbastanza vivace”, commenta Equita Sim.

A fornire a Nagel il 4,22% di titoli Generali in vista del confronto con il patto Del Vecchio/Caltagirone è stata Bnp Paribas, che ha organizzato l’operazione di prestito titoli.

GENERALI, TUTTO PRONTO PER L’OPA CATTOLICA

Generali (+0,93%) ha dal canto suo pubblicato il prospetto dell’Opa su Cattolica che verrà lanciata il 4 ottobre. Sale anche Unipol (+1,55%) assieme all’alleata Bper (+2,56%).

Nel lusso ben raccolto Moncler (+1,2%). Mediobanca Securities si aspetta nei prossimi risultati del terzo trimestre il 28 ottobre che i ricavi superino i livelli di pre-pandemia. Salgono anche Tod’s (+1,10%), Ferragamo (+1%) e Cucinelli (+0,55%).

CONSUMI IN RIPRESA, OVIESSE AI MASSIMI DAL 2018

Nella distribuzione molto forte Ovs, che balza del 5% circa sui massimi da novembre 2018.

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Categories: Finanza e Mercati