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Borse in rosso, a Milano brilla solo Leonardo. Pesa il pessimismo su Pil e inflazione

Imagoeconomica

Le Borse in Europa rallentano il passo e ampliano i ribassi. Milano -1,17% è la peggiore insieme a Francoforte (-1%). Ma non va molto meglio a Parigi -0,9% dove va in onda il crollo di Casino -8%, il colosso del commercio che non riesce a vendere la controllata che si occupa di energie rinnovabili. Tengono Madrid (-0,12%) e Londra, sulla parità.

A diffondere il pessimismo è il timore per l’inflazione.

Istat pessimista, Ftse Mib in calo

A pesare sul listino italiano sono le indicazioni in arrivo dall’Istat che ha tagliato la previsione di crescita del PIL per il 2022, a +2,8% dal +4,7% stimato lo scorso dicembre. Per il 2023 stima una crescita del +1,9%. L’Istituto avverte che “le prospettive per i prossimi mesi sono caratterizzate da elevati rischi al ribasso, quali ulteriori incrementi nel sistema dei prezzi, una flessione del commercio internazionale e l’aumento dei tassi di interesse”. In Germania pesa invece il dato deludente sugli ordinativi all’industria.

La borsa degli Stati Uniti dovrebbe aprire in calo. Il future del Nasdaq è in calo dello 0,7% prima della pubblicazione della bilancia commerciale di aprile. Sempre sotto pressione le obbligazioni, a due giorni dall’attesa riunione della Bce.

Il Btp decennale tratta al rendimento del 3,33% (da 3.40%) in attesa del vertice della Bce di giovedì. In Usa il Treasury Note a dieci anni tratta a 3,01%. Sono salite le aspettative sull’inflazione, arrivate sull’orizzonte dieci anni, a 2,79%, massimo da inizio maggio. I tassi reali sono poco mossi, intorno a 25 punti base.

Il petrolio Brent e WTI è poco mosso. Da segnalare il calo del gas naturale europeo – 3% sotto quota 80 euro per megawattora per la prima volta in quattro mesi. I flussi di gas verso Est attraverso il gasdotto Yamal-Europe dalla Germania alla Polonia si sono fermati oggi, secondo quanto emerge dai dati forniti dall’operatore del gasdotto Gascade. A maggio, la Polonia ha rescisso l’accordo con la Russia per ricevere il gas russo attraverso il gasdotto Yamal, dopo che Varsavia ha rifiutato la richiesta di pagare in rubli.

Piazza Affari: i migliori e peggiori

A brillare in Piazza Affari è in pratica solo Leonardo +1,5%. Gli analisti Akros scrivono che un sito di settore parla di un imminente accordo con l’Egitto per l’acquisto di aerei da combattimento dopo tre anni di negoziati.

Stabili Atlantia e Unipol, in rosso tutte le altre blue chips. La peggiore è Tim -2,2% In territorio negativo il comparto oil, in scia al calo dei prezzi del greggio: Saipem cede il 2%.Fa peggio Iveco -2,2%.

Debole il settore delle banche -1,6%. Sotto tiro i Big: Intesa -1,84% e Unicredit -1,3%. Sotto tiro anche Banca Generali, Bper e Bpm. 

Dopo un tonfo del 4,1%, le azioni B di MediaforEurope recuperano parte dei ribassi e cedono 2% circa. Lunedì il gruppo ha aumentato del 16,1% il corrispettivo in contanti dell’offerta per la controllata spagnola Mediaset Espana.

Snam -0,2% in attesa dell’Ipo di Industrie De Nora che punta a una valutazione da oltre 4,5 miliardi di euro, debito incluso, nell’Ipo in programma sulla borsa di Milano entro la fine di questo mese, secondo due fonti vicine alla situazione. L’Ipo prevede, oltre a un aumento di capitale, anche la vendita di azioni da parte della famiglia De Nora e di Snam.

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