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Borse in rally malgrado Omicron ma Iveco scivola al debutto

Carlo Musilli - FIRSTonline

La parola “record” non intende uscire dal vocabolario finanziario 2022 e il nuovo anno parte con il botto: i listini europei archiviano una seduta brillante e lo Stoxx 600 tocca nuovi massimi storici, nonostante l’assenza di Londra, anche oggi in festa. Oltreoceano la campanella suona intonata a Wall Street, dove Tesla vola alla luce delle consegne record del 2021 (oltre un milione di auto nel mondo).

A indurre una buona dose di fiducia nell’area euro è inoltre la manifattura, che ha mostrato un andamento sostenuto a dicembre 2021 e rivelato timidi segnali di miglioramento nelle catene di approvvigionamento. Sul fronte pandemico Omicron dilaga come niente prima d’ora, eppure non fa tanta paura, se è vero che è più infettante ma la malattia indotta è meno grave (almeno nei vaccinati). 

PIAZZA AFFARI REGINA IN EUROPA, MA CROLLA IVECO

Piazza Affari è regina in Europa con un rialzo dell’1,4% e un allungo a 27.730 punti. Sul Ftse Mib si apprezzano i titoli petroliferi come Tenaris +3,95%; Saipem +3,28%; Eni +1,54%. Bene l’automotive con Stellantis, +3,85%, con il comparto spinto a livello europeo dai numeri di Tesla e dalle stime di Hyundai e Kia, che prevedono vendite annuali globali combinate nel 2022 in rialzo del 12% e oltre.

Riparte alla grande il settore finanziario: Bper +3,4%; Nexi +2,32%: Intesa +3,12%; Banco Bpm +2,88%. Telecom mette a segno un guadagno del 3,43%, spinta dalle parole del presidente di Cdp Gorno Tempini, che in un’intervista al Sole 24 Ore, parla di tempi brevi per la rete unica e apre alla presenza di un investitore privato come KKR. Tra Nella top ten del giorno anche Enel +2,12% e Atlantia +1,86%.

Le prese di beneficio invece mandano ko Cnh, -2,26%, nel giorno del deludente debutto di Iveco (-10,23%) dopo il recente spin off. Secondo trader e analisti, sentiti da Reuters, il business di Iveco resta meno appetibile di quello di Cnh, ma ci vorrà qualche giorno per capire l’esatta valutazione del titolo da parte del mercato.

Fuori da listino principale si apprezza Tiscali +12,64%, dopo il via libera all’incorporazione di Linkem Retail, operazione che darà vita al quinto operatore tlc nel mercato fisso italiano.

Bene anche Fiera di Milano +5,03%, che ha comunicato di aver rivisto al rialzo alcuni target finanziari per il 2021, in seguito a contributi per 33,4 milioni di euro sul 2020 e 18,1 milioni di euro sul 2021, erogati a ristoro delle perdite sofferte nei due esercizi dovute all’emergenza da Covid-19.

GLI ALTRI LISTINI EUROPEI

Nel resto d’Europa segnano consistenti rialzi Parigi +0,9%; Francoforte +0,9%; Amsterdam +0,67%; Madrid +0,63%. Sono in spolvero i titoli del settore auto e i finanziari, questi ultimi a seguito dei rialzi dei rendimenti dei titoli di Stato della zona euro. 

Chiudono una seduta brillante le compagnie aeree, come Lufthansa, promossa a Buy da Citi e Air France, promossa a Neutral. Vola alto Airbus, che dovrebbe aver superato l’obiettivo di consegna di 600 aerei del 2021. 

IN RIALZO I RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO

Salgono i rendimenti dei titoli di Stato, in particolare quelli dei Bund nella zona euro e i Treasury negli Usa. Anche il tasso del Btp 10 anni sale a +1,19, ma il Bund cresce a -0,13% e lo spread si tinge di verde, scendendo a 132 punti base (-3,2%). 

A vivacizzare l’obbligazionario è l’attesa di un rialzo dei tassi d’interesse a partire da quelli degli Stati Uniti, mentre si attende la pubblicazione, mercoledì, dei verbali dell’ultima riunione della banca centrale Usa.

CORRE LA MANIFATTURA NELLA ZONA EURO E IN ITALIA

L’arrivo di Omicron non ha indebolito l’attività manifatturiera della zona euro nel mese di dicembre, quando le fabbriche hanno approfittato dell’allentamento dei colli di bottiglia della catena di approvvigionamento facendo scorta di materie prime a ritmi record. È quanto emerge dall’indice Pmi finale a cura di Ihs Markit. La lettura finale si è attestata a 58,0 a dicembre dal 58,4 di novembre, confermando la stima “flash” iniziale e largamente al di sopra del livello di 50 punti che separa la crescita dalla contrazione.

L’indice che misura la produzione, inclusa nel Pmi composito in agenda mercoledì e che è considerato un buon indicatore della salute economica del blocco, è rimasto stabile al 53,8 di novembre.

“La seconda metà del 2021 è stata incredibilmente impegnativa per i produttori, ma gli ultimi dati non hanno rovinato troppo la festa”, dice Joe Hayes, economista senior di IHS Markit.

“Stiamo assistendo ad alcuni timidi, ma molto graditi segnali che la crisi della catena di approvvigionamento stia iniziando a recedere. Sebbene i guadagni siano stati solo marginali… i dati Pmi hanno mostrato scorte di acquisti aumentate a un tasso record a dicembre”.

Questo allentamento ha portato al calo dell’indice dei prezzi input a un minimo di otto mesi – seppur ancora alto – di 86,7 da 88,9, permettendo alle fabbriche di aumentare i prezzi a un ritmo molto più lento che a novembre.

In questo quadro un cono di luce investe l’Italia, che mostra una forte crescita anche se il ritmo è leggermente più lento del precedente. L’indice IHS Markit Purchasing Managers (Pmi) si è attestato a quota 62,0 dal 62,8 record di novembre.

EURO E ORO IN CALO, PETROLIO IN RIALZO

Sul mercato dei cambi l’euro è in calo contro dollaro e tratta intorno a 1,1285. Tra le materie prime è in rialzo il petrolio, con il Brent in area 79 dollari e il Wti oltre i 75,50 dollari al barile.

L’oro nero infatti non teme Omicron. Secondo indiscrezioni stampa l’Opec+ dovrebbe attenersi ai piani di aumento della produzione di petrolio a febbraio quando si riunirà domani, prevedendo un impatto lieve e di breve durata sulla domanda da parte della nuova variante del coronavirus. Secondo i piani vigenti, l’Organizzazione dovrebbe alzare l’obiettivo di produzione di febbraio di 400.000 barili al giorno come ha fatto ogni mese dalla metà del 2021.

A dare una spinta ai corsi del greggio è anche il fatto che la produzione di petrolio libico è ridotta di 200.000 barili al giorno per una settimana a causa della manutenzione degli oleodotti.

Intanto il kuwaitiano Haitham Al-Ghais è stato nominato nuovo segretario generale dell’Opec a partire dal mese di agosto al posto del kuwaitiano Haitham Al-Ghais sarà il nuovo segretario generale dell’Opec a partire dal mese di agosto. Prende il posto del nigeriano Mohammad Barkindo che ricopriva l’incarico dall’agosto 2016. 

La propensione al rischio pesa sull’oro, che perde un po’ di smalto nella seduta odierna con il future del prezioso metallo in calo dell’1,6% sotto quota 1800 dollari l’oncia.

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