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Borse in grande rimbalzo dopo il rallentamento del lavoro Usa. Exor guida il rialzo di Piazza Affari

Photo by Jonathan Simcoe on Unsplash

Dulcis in fundo: le Borse europee chiudono l’ultima seduta della settimana con un robusto rimbalzo e rialza la testa anche l’obbligazionario, nel giorno in cui il G7 trova l’accordo su un tetto ai prezzi del petrolio russo e von der Leyen invita gli europei a fare altrettanto con il gas di Mosca. Delude invece leggermente l’andamento dell’occupazione Usa in agosto, ma proprio questo fa sperare i mercati in una Fed meno aggressiva.

Piazza Affari si apprezza del 2,91% a 21.921 punti base, in linea con Francoforte +3,33%, Parigi +2,21%, Amsterdam +1,74%, Madrid +1,66%, Londra +1,83%.

Dopo cinque giorni di passione dunque la propensione al rischio si è riaffacciata sul Vecchio Continente e sta lambendo anche Wall Street, che sarà chiusa lunedì per il Labor Day. Gli indici di New York, positivi in avvio, mostrano rialzi intorno all’1%, dopo aver recuperato ieri parte delle perdite dei giorni precedenti. Per quanto riguarda il lavoro il mese scorso i posti creati (esclusi gli agricoli) sono stati 315mila rispetto a luglio, contro attese di 318mila. La disoccupazione è salita al 3,7%, contro attese per una conferma del 3,5%.

In questo quadro il dollaro cede moderatamente terreno e l’euro tenta di consolidare la parità.

Petrolio in rialzo, con tetto ai prezzi e in attesa dell’Opec+

Il petrolio si muove in progresso in attesa della riunione di lunedì dell’Opec+ e nel giorno in cui i ministri delle finanze del G7 hanno dato via libera a un tetto per prezzi del gas russo, allineandosi ai tempi delle sanzioni Ue, il 5 dicembre per il greggio e il 5 febbraio per i prodotti raffinati. Per Janet Yellen, segretaria al Tesoro statunitense, il limite “è uno degli strumenti più potenti per combattere l’inflazione” e ridurrà notevolmente le fonti russe di finanziamento alla guerra in Ucraina. La mossa è una sfida che il Cremlino aveva già detto di non poter accettare e che avrebbe avuto come conseguenza il blocco delle vendite a chi applica il tetto, poiché – dice Mosca – porterebbe a una significativa destabilizzazione del mercato petrolifero globale. 

Il Brent in queste ore si apprezza del 2,77% a 94,92 dollari la barile.

Gas in calo, domani dovrebbe riaprire il Nord Stream 1 

“Sono fermamente convinta che sia giunto il momento di fissare un tetto massimo per il prezzo del gas che arriva in Europa attraverso gasdotti russi”, dice Ursula von der Leyen a margine di una riunione di parlamentari conservatori tedeschi nella città di Murnau. La Russia però non starà a guardare nemmeno in questo caso ed è pronta a chiudere i rubinetti del tutto. 

Intanto domani, alle 3 del mattino, dovrebbero ripartire i flussi dal Nord Stream 1 (nonostante una sola turbina funzionante, secondo Gazprom) e oggi i volatili prezzi dei future del metano sono scesi fino a -17% sulla piazza di Amsterdam, per poi assestarsi attorno ai 220 euro MWh.

Tutte in rialzo, o quasi, le blue chip di Piazza Affari

Sono quasi tutte in rialzo oggi le blue chip di Piazza Affari, con l’eccezione di Leonardo che scende di un piccolissimo 0,03%.

A dare sprint al listino contribuisce la galassia Agnelli, con il settore automotive ben comprato a livello europeo. Numero uno è la capogruppo Exor +6,29% che tra poche settimane lascerà definitivamente Milano, per restare quotata solo sulla piazza di Amsterdam. In scia Iveco +4,14%, Cnh +4,64%, Ferrari +2,5%, Stellantis +2,62%. Quest’ultima ha visto un aumento del 16,47% delle immatricolazioni delle proprie vetture in Italia ad agosto e ha raggiunto una quota di mercato del 35,44% nel mese.

Segnano importanti progressi molti titoli finanziari. Tra le banche svettano Banco Bpm +5,2% e Mediobanca, +3,81%; fuori dal paniere principale rialza la testa Mps +4,87%.

Appare in denaro il risparmio gestito: Finecobank +4,45%, Banca Generali +4,06%, Azimut +3,69%.

Bene Stm, + 3,84%.

Scende lo spread e rendimenti in calo

La propensione al rischio favorisce anche la carta italiana che chiude in verde. Lo spread tra decennale italiano e tedesco scende a 231 punti base (-1,55%) e il rendimento del Btp si allontana dalla soglia del 4% (toccata nel corso della seduta di ieri e anche di oggi), chiudendo a 3,83%, mentre il Bund si ferma a +1,52%.

Sul tema della speculazione sui titoli di Stato italiani si registra una presa di posizione del presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, a margine del forum The European House – Ambrosetti di Cernobbio. Secondo il banchiere è importante non offrire pretesti: “le scommesse dei fondi fanno parte della speculazione, che si muove quando i fondamentali le danno qualche speranza di guadagno”. E questo è successo con la caduta del governo Draghi.

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