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BORSE DI OGGI 4 Novembre: Piazza Affari leader della settimana in Europa, Ftse Mib oltre 23 mila e Pirelli +11%

Imagoeconomica

Seduta in rally oggi per i mercati finanziari europei che chiudono in netto progresso. A dare sprint sono state nuove indiscrezioni sulle riaperture in Cina (che hanno favorito l’impennata delle Borse di Hong Kong e Shanghai) e un rapporto sul lavoro in chiaroscuro negli Usa che, almeno per qualche ora, ha riacceso la speranza di una Fed più cauta in futuro, dopo il quarto aumento dei tassi di 75 punti base varato mercoledì. In base a questa iniziale lettura l’avvio di Wall Street è stato esuberante, ma al momento la borsa americana è in gran frenata e si sta muovendo in leggero calo.

Europa in rally, arretra il dollaro, corrono le materie prime

Piazza Affari sale del 2,54%, superando di slancio la soglia psicologica dei 23mila punti (23.282). Una pioggia di acquisti è confluita inoltre su Parigi +2,77%, Francoforte +2,53%, Londra +2,28%, Amsterdam +1,62%, Madrid +1%.

Si sgonfia il dollaro, dopo l’impennata di ieri. L’euro recupera oltre l’1,6% e tratta intorno a 0,99. Volano le materie prime, che vendono in dollari e vedono nel ridimensionamento del biglietto verde l’opportunità di maggiori affari. Il Brent sale del 3,35%, a 97,86 dollari al barile; il greggio texano cresce del 3,81%, a 91,53 dollari al barile.

Le notizie dal Celeste Impero gasano le materie prime a partire dal rame, che segna un progresso del 6,5% e in scia l’argento. Bene l’oro.

Dopo una partenza in rialzo, ha frenato invece il prezzo del gas ad Amsterdam che, a fine mattinata, trattava in calo del 3,17% a 121,47 euro al MWh.   

Sale la disoccupazione negli Usa e il Toro ne approfitta

Cina e Usa hanno contribuito al rally odierno.

Partiamo dalle notizie più recenti: il rapporto del dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti sugli occupati non agricoli mostra 261.000 in più, un numero superiore alle attese. Ma anche la disoccupazione è cresciuta al 3,7% dal 3,5% di settembre, suggerendo un allentamento delle condizioni del mercato del lavoro che potrebbe dare alla Fed la possibilità di orientarsi verso aumenti dei tassi più contenuti il mese prossimo.

A sostenere la propensione al rischio in Europa ha contribuito poi l’esuberanza dei mercati asiatici (Hong Kong +5,36%) in scia a nuove indiscrezioni relative a un progressivo cambio di politica anti Covid da parte del Dragone. Notizie che fanno battere il cuore di molti titoli e delle materie prime al ritmo della loro credibilità. È la terza volta nell’arco di una decina di giorni che le azioni cinesi e quelle di Hong Kong salgono sulla base di rapporti e notizie non confermate, ma oggi sarebbe arrivata anche un parziale avallo da parte di qualche ex funzionario cinese.

A dare manforte al Toro anche l’indiscrezione di Bloomberg secondo cui ci sarà una conclusione anticipata delle verifiche degli ispettori Usa sulle società cinesi quotate a Wall Street.

Vanno a ruba le grandi firme, spinte anche da Kering

Tra i titoli che più hanno beneficiato delle notizie provenienti dalla Cina ci sono quelli del lusso, che oggi hanno centrato un grosso rimbalzo dopo le perdite della vigilia. A Parigi chiudono in vetta Lvmh +5,75%, Hermes +3,71% Kering (Gucci) +7,07%. Quest’ultima avrebbe contribuito a tonificare il settore dopo che il Wall Street Journal ha scritto che l’azienda titolare del marchio Gucci sarebbe in fase di discussione avanzata per l’acquisto di un altro marchio famoso della moda come quello di Tom Ford.

Tra i marchi sportivi Adidas è andato in orbita con un rialzo del 21,38% a Francoforte su indiscrezioni relative a un cambio del Ceo.

Piazza Affari festeggia molte trimestrali migliori delle attese

Le notizie dal mondo, ma anche le trimestrali migliori delle attese sono alla base dell’ottima performance del giorno di Piazza Affari.

In cima al listino svetta Pirelli, con un balzo dell’11%, dopo il miglioramento dell’outlook sui ricavi 2022 e 9 mesi in grande crescita.

Il lusso si mette in evidenza a Milano soprattutto con Moncler +7,41%, in altalena in questo periodo con le contraddittorie note provenienti dalla Cina.

A stupire ancora una volta positivamente per i ricavi e le previsioni è Intesa, che che guadagna il 4,84%. La banca chiude il terzo trimestre con un utile netto superiore alle attese e prevede per l’intero 2022 un risultato netto nella parte alta del range precedentemente indicato, anche grazie alla riduzione dell’esposizione verso la Russia.

“Abbiamo realizzato i migliori nove mesi dal 2008 – osserva l’ad Carlo Messina -. Visti i risultati ottenuti abbiamo deciso di alzare la guidance dell’utile per quest’anno a oltre 4 miliardi di euro”. Il Cda ha deliberato la distribuzione di un acconto dividendi cash sui risultati del 2022 di 7,38 centesimi per azione per un ammontare complessivo di circa 1,4 miliardi.

Il settore bancario appare complessivamente ben intonato, con l’eccezione di Monte Paschi, che precipita del 11,96% a 1,61 euro al termine dell’aumento di capitale da 2,5 miliardi.

Energetici in spolvero: Enel, +2,31%, che era partita negativa a seguito della revisione al ribasso delle previsioni sull’utile netto 2022.

Tenaris +3,03%, con dati solidi ed Ebitda sopra le stime. Utile e ricavi, pur se in netto aumento rispetto all’anno scorso, hanno però rallentato la corsa rispetto ai tre mesi precedenti.

Nel settore oil progredisce Eni, +2,11%, ma arretra Saipem -3,61%.

La trimestrale non sostiene Leonardo, -7,73%, nonostante i conti risultino in linea con le stime degli analisti e la guidance sia migliorata. Probabilmente la conferma delle aspettative ha fatto scattare le prese di profitto, visto che il titolo, da inizio anno ha guadagnato circa il 20% in scia del balzo delle azioni della difesa a livello globale. 

Spread in calo, tassi in rialzo, Lagarde parla di recessione

Il secondario italiano chiude in verde, ma i tassi salgono, con vendite spalmate su tutti i titoli di Stato della zona euro.

Lo spread tra Btp 10 anni benchmark e omologo tedesco scende a 220 punti base (-3,62%), con rendimenti rispettivamente a +4,45% e +2,25%.

Sul reddito fisso del blocco si fanno sentire le parole della presidente della Bce Christine Lagarde, che ha ribadito la priorità della lotta all’inflazione, nonostante sia cresciuto il rischio di recessione nella zona euro. “Anche se i recenti dati sulla crescita del Pil hanno sorpreso al rialzo, il rischio di recessione è aumentato”, ha detto Lagarde intervenendo a una conferenza della banca centrale estone. La frenata “potrebbe essere esacerbata dalla stretta di politica monetaria globale”, ma “non possiamo lasciare, e non lasceremo che un’elevata inflazione si consolidi”. Inoltre “a dicembre definiremo i principi chiave per ridurre il portafoglio di bond acquistati”.

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Categories: Finanza e Mercati