X

BORSE CHIUSURA 17 FEBBRAIO – Piazza Affari in rosso ma banche e Telecom Italia ancora sugli scudi

Imagoeconomica

Le Borse europee riducono le perdite ma chiudono in rosso l’ultima seduta della settimana. A preoccupare gli investitori i toni da falco dei banchieri centrali. Dopo Isabel Schnabel, che vede il rischio che i mercati sottovalutino la persistenza dell’inflazione nell’Eurozona, Francois Villeroy de Galhau, governatore della banca centrale francese e consigliere della Bce, ha sottolineato che i tassi di interesse della Bce raggiungeranno probabilmente il picco durante l’estate, al più tardi a settembre, ma un taglio quest’anno è fuori questione. 

Piazza Affari perde oggi lo 0,37 e scende a 27.751,14 punti, spezzando la catena positiva di quattro consecutivi rialzi iniziata lunedì scorso. Parigi ha registrato un calo simbolico (-0,2%) dopo il nuovo record di questa mattina, trainato dai buoni risultati di Air France-Klm con il ritorno all’utile nel 2022 e un fatturato nel quarto trimestre e un risultato operativo migliore delle attese. Piatta Madrid (+0,1%). Nel resto d’Europa è debole Francoforte -0,6%, Londra -0,15% e Amsterdam -0,8% mentre si muovono in calo anche i future su New York.

In rosso Wall Street

Dopo il rosso marcato del 16 febbraio, Il Dow Jones perde lo 0,23% a 33.619,87 punti, il Nasdaq cede l’1,13% a 11.721,54 punti e lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,96% a 4.050,98 punti. Pesano i dati sul mercato del lavoro, con le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione scese a 194mila che fanno ipotizzare una Fed più aggressiva.

Sul fronte obbligazionario, il Treasury decennale rende il 3,88%, mentre nel Vecchio continente il rendimento del Btp a 10 anni italiano sale al 4,19% e quello del pari durata tedesco al 2,42%. Lo spread viaggia si attesta a 178 punti base (+1,60).

Giù gas e petrolio, il dollaro si rafforza

Notizie positive arrivano dal prezzo del gas, sceso per la prima volta sotto i 50 euro al megawattora (-5,98% a 48,39 euro) dopo 17 mesi. Giornata no per il petrolio, che cede attorno ai tre punti percentuali, con il Wti a 76,84 dollari al barile e il Brent a 82,72 dollari.

In un contesto incerto si rafforza il biglietto verde, con il cambio a quota 1,064. Perde terreno l’oro, che scambia a 1.823,9 dollari l’oncia, ritracciando dello 0,76%.

A Milano banche e Tim sugli scudi

A Piazza Affari si muovono in controtendenza le banche, con Bper (+4,75%), Banco Bpm (+1,25%) e Intesa Sanpaolo (+0,8%). Mentre fuori dal paniere principale, Mps guadagna il 7,12%, in scia alla promozione di Moody’s sui rating della banca.

Apprezzabile rialzo per il gruppo industriale italo-statunitense Cnh (+1,69%).

Performance negative per i titoli del settore petrolifero dove si verificano i più forti ribassi: Tenaris perde il 4,27% ed Eni il 2,43%. Seduta negativa anche per Amplifon che mostra una perdita del 2,52%. Scivolano Finecobank (-1,59%) e Pirelli (-1,07%).

Male anche Recordati, giù dello 0,68%, che paga il taglio del giudizio da parte di Barclays.

Rete Tim, Cdp pronta al rilancio 

Tra le blue chip più comprate c’è Tim (+2,85%), che aspetta la risposta di Cdp e Macquarie all’offerta di Kkr per la rete. La Cassa riunirà il board questa domenica in una sessione straordinaria per formalizzare l’offerta per la NetCo – la società che accorpa tutti gli asset infrastrutturali di Tim – con gli australiani di Macquarie, che, secondo le indiscrezioni di stampa, potrebbe ammontare a 18 cash più 5 miliardi legati alla futura integrazione con Open Fiber. Proposta che si va ad affiancare a quella presentata il 1° febbraio da Kkr. Il fondo americano avrebbe messo sul piatto circa 20 miliardi di euro per Netco.

Le due proposte verranno analizzate da un Cda dell’ex monopolista che è stato convocato in via straordinaria per il 24 febbraio. E il tempo stringe visto che l’offerta di Kkr scade il 28 febbraio.

Related Post
Categories: Finanza e Mercati