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Borsa super, spread giù: il miracolo Fed. A Piazza Affari bene i bancari, Mediaset, Pirelli e Fiat

Corrono le Borse, crolla lo spread, galoppa l’euro e si infiamma il petrolio. Ben Bernanke ha sganciato il proprio bazooka. Una mossa in cui i mercati speravano e che in un certo senso si attendevano ma che è andata oltre le attese dei pronostici per coraggio e portata. I listini hanno così reagito con euforia. Milano vola del 2,3% trascinata dalla positiva reazione del comparto bancario e in più alla caduta dello spread in area 332 punti dai 342 dell’apertura: Unicredit +2,92%, Intesa +2,48% e Bmps +3,75%. Ma in cima al Ftse Mib svettano Mediaset +4,50%, Prysmian +4,32%, Pirelli +4,25%, Fiat Industrial +4% dove le banche popolari e le casse di risparmio francesi (Bpce) sono dalla settimana scorsa il secondo azionista di Fiat Industria con oltre il 5% del capitale.

Stm sale del 4% circa con volumi sostenuti dopo la notizia che a dicembre arriverà il nuovo piano strategico del gruppo che si concentrerà sui due pilastri, ovvero digitale e analogico. Oggi Georges Penalver, membro del cda France Telecom/Orange, è stato inoltre nominato vicepresidente esecutivo, membro del Corporate Strategic Committee e Corporate Strategy Officer. Eni sale del 3,34%, complici i rialzi del petrolio, dopo il primo alleggerimento della Cdp nel capitale. La Cassa ha collocato ieri una prima quota eccedente il 30%, pari all’1,7 per cento. Tra i possibili compratori i fondi sovrani del Qatar, Abu Dhabi e Kuwait.

Sul Ftse Mib non partecipano però all’euforia generale Telecom Italia -0,30%, che ha annunciato un accordo con Fastweb per le reti di nuova generazione, Parmalat -0,64%, Lottomatica -0,24%

Corre anche l’Europa: Francoforte +1,49%, Parigi +1,98%, Londra +1,54%. L’euro sale sopra quota 1,30 sul dollaro a 1,3065. Il petrolio, complici anche le tensioni in Medio Oriente e Nord Africa, risale a 100 dollari al barile per la prima volta da maggio nelle contrattazioni elettroniche di New York. L’oro galoppa versa quota 1.800 sui timori inflazionistici salendo a 1.776, 30 dollari l’oncia.

In Europa rimangono sullo sfondo le nuove tensioni greche dove si è parlato della necessità, smentita da Atene, di un terzo pacchetto di aiuti. I tre irriducibili, Olanda, Germania e Austria, hanno già sbarrato a nuovi aiuti concedendo però più tempo alla Grecia per centrare i propri obiettivi di risanamento. Intanto si sta concretizzando il piano di aiuti per la Spagna che il premier Rajoy è ancora restio a chiedere ma che secondo molti osservatori è solo questione di tempo. La Bce, scrive il quotidiano olandese Financieele Dagblad, avrebbe avviato contatti informali con il Fmi per un eventuale pacchetto da 300 miliardi di euro. La questione dovrebbe essere oggi sul tavolo all’Eurogruppo di Cipro. Il piano dovrebbe prevedere in particolare l’avvio del programma di acquisto di titoli di Stato spagnoli da parte della Bce e Francoforte vuole che il Fmi garantisca uno stretto controllo sulla Spagna per verificare l’attuazione delle severe condizioni in materia di riforme e riduzione della spesa.

Ma il solo annuncio dello scudo antispread di Draghi ha già portato anche lo spread spagnolo Bono-bund rapidamente sotto quota 400 punti. L’Europa sta già vedendo “positivi risultati” dall’annuncio della Banca centrale europea di essere pronta ad acquisti illimitati di titoli pubblici emessi da paesi dell’eurozona, ha sostenuto Draghi in una intervista al giornale tedesco Suddeutsche Zeitung. Prepariamoci a vedere Draghi sotto la cupola di vetro al Bundestag per convincere i tedeschi sulla bontà delle sue mosse. Il presidente della Bce, che con le sue decisioni ha dato prova della sua abilità e della sua visione, non molla ancora la presa e punta a persuadere anche i più irriducibili affermando nell’intervista che sarebbe felice di poter spiegare i suoi piani al parlamento tedesco.

A far sperare in una maggiore stabilità sui mercati c’è poi la supervisione unica delle banche europee, affidata all’Eurotower, che partirà a gennaio 2013, anche se il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble ha già puntualizzato entrando all’Eurogruppo che la ricapitalizzazione diretta delle banche, attraverso il fondo salva stati Esm, non scatterà per quella data.

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Categories: Finanza e Mercati