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Borsa, Piazza affari oltre quota 20mila: brillano le banche ma preoccupa la tassa sul trading

IL PARLAMENTO DI ATENE SALVA L’EURO E LE BORSE
A MILANO L’FTSE/MIB “BUC” DI NUOVO A QUOTA 20.000

Alle quattro della sera, in un’Atene insolitamente deserta dopo gli scontri della vigilia, il Parlamento greco ha dato il secondo, decisivo assenso al pacchetto di austerità che permetterà di sbloccare gli aiuti di Ue, Fmi e Bce. Il premier George Papamdreou ha superato la prova con 155 voti a facvore, contro 136 contrari.

Alla Borsa di Milano, quasi incontemporanea l’indice Ftse/Mib ha di nuovo superato quota 20.000 punti (+1,62 % a quota 20186) in linea con il Cac 40 parigino (+1,48%), davanti al Dax di Francoforte (+1,13%).

Le notizie in arrivo dalla Grecia hanno permesso anche a Wall Street di accelerare il passo in una seduta che si annuncia, per la quarta volta consecutiva con il segno più: il Dow Jones guadagna l’1,14% %, al pari del Nasdaq +1,29%. In rialzo anche l’S&P 500 che guadagna lo 0,3%.

Alle 14.30 è stato diffuso il dato sulle nuove richieste settimanali di disoccupazione per la settimana del 25 giugno, scese a 428mila dalle 429mila della settimana precedente. Il dato è tuttavia leggermente peggiore delle stime degli economisti, che ne attendevano 420mila.

 

A MILANO BRILLANO LE BANCHE. POPOLARE IN TESTA
PREOCCUPA LA TASSA SULLE ATTIVITA’ DI TRADING

Piazza Affari segue il trend dei mercati, anche se nella comunità della City meneghina non si nasconde la preoccupazione per le conseguenze dei provvedimenti in corso di discussione, proprio mentre la seduta si stava avviando alla conclusione., nell’ambito della Finanziaria.

La bozza della manovra di rientro dal deficit, che dovrebbe essere approvata oggi dal consiglio dei ministri, contiene infatti l’innalzamento del regime di tassazione sul trading di attivi finanziari al 35% e l’introduzione di un’imposta di bollo sulle transazioni finanziarie pari allo 0,15% . Il provvedimento, che non dovrebbe comportare un significativo aumento della tassazione sulle attività di trading (anche perché le  banche potrebbero aumentare i volumi delle attività di trading svolte all’estero) rischia però di avere un notevole impatto negativo sui volumi dell’intermediato, con ricadute sulle commissioni generate dal trading . Ad una prima valutazione si stima che i due provvedimenti possano avere complessivamente un impatto negativo, per le banche, pari al  4/5% dell’utile netto. Ma ci saranno due conseguenze altrettanto negative, almeno sul piano qualitativo: la fuga dei traders on line, un un fenomeno quasi esclusivamente italiano nelle sue dimensioni di massa; l’assottigliarsi dei volumi di trading, cosa che indirettamente favorirà, come ha subito commentato a caldo l’Assosim, i fenomeni di opacità del listino, a partire dall’insider trading.

A Milano, comunque, salgono le banche. Banco Popolare +3,2%, dopo che stamattina ha presentato il nuovo piano industriale che prevede una crescita dell’utile netto a 603 milioni nel 2013 e 930 milioni nel 2015, dal 308 milioni realizzati l’anno scorso. Bpm sale del 4,5%, Intesa +2,35%, Ubi (+1,05)-.

Di rilievo, in giornata la notizia che il pm milanese Luigi Orsi ha presentato oggi istanza di fallimento nei confronti della società immobiliare Norman95 (che ha presentato al Tribunale fallimentare una proposta di concordato), su cui il giudice si è riservato di pronunciarsi Fabrizio Palenzona, attuale vicepresidente di Unicredit (+2,32) è stato presidente di Norman dal 2011 al 2008.

Addirittura euforici , alla vigilia dell’introduzione del nuovo regime di tassazione dei fondi comuni e del “passaporto europeo” del settore, i titoli del risparmio gestito: Azimut +4,31%, +Mediolanum + 3,23%.

Giornata movimentata, al solito per il gruppo Fonsai. Dopo una lunga serie di saliscendi Fondiaria Sai chiude tra i titoli migliori della giornata, al pari di Premafin. Al contrario, Milano assicuirazioni figura tra i peggiori. Nelle prime negoziazioni il prezzo di Fonsai era salito fino a 2,976 euro, con un rialzo quasi del 10%.

Dalle segnalazioni di insider dealing emerge che il 29 giugno, prima del rimbalzo dei titoli della scuderia, Giulia Maria Ligresti ha comperato 21.132 azioni Fonsai a 2,397 euro (investimento complessivo di 50.653 euro) e 68.611 Premafin a 0,4848 euro (investimento di 33.262 euro).

I diritti di opzione Fondiaria Sai sono in calo dell’10% a 1,56 euro.

LA NORGES BANK OLTRE IL 2% IN FIAT INDUSTRIAL
I FONDI THREADNEEDLE ENTRANO IN PRYSMIAN

Pirelli sale dell’1,3%: Citigroup ha avviato la copertura con raccomandazione buy e target price di 9 euro.

Threadneedle Asset Management Holdings ha annunciato di avere in portafoglio il 2,050% del capitale di Prysmian. Threadneedle è una società di gestione del risparmio che ha asset in gestione per oltre 97,7 miliardi di dollari.

Norges Bank ha in portafoglio il 2,032% del capitale di Fiat Industrial. In un incontro con gli investitori ha confermato i target di piano industriale che prevedono margini sulle vendite di Iveco a oltre il 10%, ben superiori alle attese.

Confermato il target di portare a zero il debito industriale entro la fine del 2013, meglio rispetto alla nostra stima che prevede un debito netto industriale di circa 600 milioni di euro. Nessuna revisione al momento dei target 2011.

Intermonte ha intanto alzato l’outlook su Fiat (+0,27%) ad outperform dal precedente neutral, con prezzo obiettivo da 7,5 a 9 euro sulla base “dell’andamento migliore dell’attese della generazione di cassa, grazie al capitale d’esercizio e a minori investimenti. Dell’andamento delle vendite auto previsto ancora debole in Europa ma con mix in miglioramento per il maggiore contributo di Brasile e veicoli commerciali. Dell’inclusione di Chrysler a partire da giugno, che farà emergere come il titolo tratti a multipli inferiori ai concorrenti”. Inoltre “rimangono infine temi speculativi legati alla possibile valorizzazione di Ferrari e/o al listing di Chrysler negli Stati Uniti”.

TIMEDIA ROMPE LE TRATTATIVE CON SANTORO: -3,7%
MEDIASET: CALA L’UTILE, MA NON IL DIVIDENDO

“Inconciliabili posizioni riguardo alla gestione operativa dei rapporti tra Autore ed Editore”. Così recita la nota di Telecom Italia Media con cui l’emittente ha comunicato la rottura delle trattative con Michele Santoro: il titolo scende del 3,7% dopo aver annunciato lo stop delle trattative con Michele Santoro.

Mediaset chiuderà il 2011 con un utile netto in calo se non ci sarà una ripresa della raccolta pubblicitaria. Lo ha detto il Cfo Marco Giordani parlando ieri sera in occasione della presentazione dei palinsesti d’autunno.

Il gruppo rivede così le stime di crescita dell’utile confermate meno di due mesi fa e legate alle speranze di una seconda parte dell’anno in ripresa sul fronte della pubblicità.

Il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi ha comunque sottolineato che il risultato netto dell’anno sarà “vicino” ai numeri del 2010. “Non crediamo che la nostra politica sui dividendi debba cambiare”, ha dichiarato.

Giordani ha specificato che i ricavi pubblicitari in Italia sono scesi nel primo semestre del 2-2,5% e quelli della sola Tv free-to-air si sono contratti del 3-3,5%. “I costi stanno crescendo e i ricavi scendendo, questo significa che l’utile diminuirà a fine anno se non si riprende la pubblicità”, ha detto il manager confermando le stime di crescita dei costi televisivi del 3%.m La situazione del mercato pubblicitario in Spagna, dove il gruppo è presente con Mediaset Espana, è “molto peggiore” dell’Italia, ha continuato Giordani. Mediaset ha previsto un calo del 4-5% del mercato italiano nei primi sei mesi dell’anno.

SMALL IN EVIDENZA. CITI “SENTE” AMPLIFON
DEAL TRA TERNIENERGIA E MARINA SALAMON

Amplifon sale dell’1,5% Citigroup ha alzato il target price a 5,5 euro da 5,1 euro. Ieri il titolo ha chiuso a 4,19 euro.

IGD (+1,8%) viene promossa da JP Morgan che ha alzato il giudizio a neutral da underweight.

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Categories: Finanza e Mercati