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Borsa, Moncler: realizzi dopo conti 2013 oltre le attese

Giornata di prese di benefico a Piazza Affari sulle azioni di Moncler, che in apertura (dopo il +1,16% di ieri) arrivano a lasciare sul campo oltre quattro punti percentuali, per poi ritracciare leggermente a -3,3% (14,33 euro). Nella media mensile il titolo guadagna comunque oltre il 6%. 

Le vendite arrivano dopo i conti pubblicati ieri a mercati chiusi dall’azienda dello storico piumino, che ha chiuso il 2013 con utili e ricavi in crescita, trainati in particolare dalle performance di America e Giappone, anche se l’effetto cambi sfavorevole si è fatto sentire soprattutto nel quarto trimestre.

Moncler, sbarcata a Piazza Affari lo scorso dicembre, ha registrato un utile netto normalizzato di 96,3 milioni di euro (+17%), su ricavi per 580,6 milioni (+19%, +25% a tassi di cambio costanti). L’Ebitda normalizzato ha raggiunto i 191,7 milioni (+19%), l’Ebit normalizzato i 172,5 milioni (+18%). L’indebitamento finanziario netto è stato pari a 178,2 milioni, in miglioramento rispetto ai 229,1 milioni del 31 dicembre 2012.

I numeri sono superiori alle stime degli analisti: il consensus prevedeva per l’intero 2013 ricavi pari a 576 mln euro, un ebitda di 186 mln euro, un ebit di 166 mln euro e un utile netto di 95 mln euro.

L’ad e presidente Remo Ruffini e il chief corporate officer Luciano Santel hanno precisato in conference call che la performance di Moncler ha risentito delle fluttuazioni dei cambi, “con un ulteriore deterioramento di alcune valute nel quarto trimestre”. Tuttavia – hanno aggiunto – il gruppo è riuscito a proteggere i margini anche grazie alle politiche di prezzi, con aumenti in alcune regioni, soprattutto in Giappone.

Sul fronte geografico, nel corso del 2013 Moncler ha registrato performance di crescita a doppia cifra a tassi di cambio costanti in tutti i mercati internazionali in cui opera. In particolare, nelle Americhe il gruppo ha segnato una crescita del 44%, in Asia il fatturato è cresciuto del 34% e i paesi dell’area Emea hanno visto un incremento del 28%. L’Italia ha registrato una crescita del 2%, in linea con le attese, nonostante la riduzione programmata dei punti vendita wholesale multimarca.

“Guardando alle prime settimane del 2014, continuiamo ad avere performance forti in Nord America e Giappone – hanno spiegato i vertici della società -. L’Europa e l’Italia sono state leggermente influenzate dal clima mite, dall’inverno mite che non è particolarmente favorevole per il nostro business, ma sono sostanzialmente in linea con i trend precedenti”.

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Categories: Finanza e Mercati