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Borsa, Mediobanca scalda Piazza Affari

FIRSTonline

La ripresa delle attività economiche e il miglioramento dei dati del manifatturiero in Cina, in Europa e negli Stati Uniti, nel mese di maggio, portano una ventata di aria fresca sui mercati, dove il barometro oggi segna bel tempo. I listini europei chiudono positivi, mentre Wall Street si muove cauta ma in progresso dopo un avvio zoppicante. Da segnalare inoltre che Washington, per ora, non ha messo in discussione gli accordi di Fase uno con la Cina sui dazi, forse perché è troppo impegnata ad occuparsi dei problemi interni e delle proteste legate alla morte di George Floyd, per alzare ulteriormente i toni con Pechino.

In Europa molte piazze sono chiuse per la festività di Pentecoste, a partire da Francoforte, ma Parigi +1,43%, Madrid +1,74%, Londra +1,53%, archiviano un’ottima seduta.

Anche Milano è in gran forma, addirittura la migliore e guadagna l’1,79%, portandosi a 18.523 punti. Un lunedì che poteva risultare anonimo, stretto fra una domenica e una festa (domani, 2 giugno, la Borsa è aperta ma le banche sono chiuse) si è rivelato invece un giorno interessante e vivace. A tenere alta l’attenzione è stata soprattutto Mediobanca, +8,09%, dopo la mossa di Leonardo Del Vecchio, che ha chiesto alla Bce di salire dal 10% fino al 20% di Piazzetta Cuccia, aprendo una partita avvincente che ha conseguenze importanti e dirette anche su Generali +3,24%, di cui Mediobanca detiene il 13%. Crolla invece Cattolica, -16,75%, a seguito della richiesta da parte dell’Ivass, l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni, di effettuare un aumento di capitale da 500 milioni di euro entro l’inizio dell’autunno dopo aver rilevato un indebolimento della solvibilità del gruppo.

Sul listino principale recuperano posizioni i titoli industriali, Cnh +6,49%, Leonardo +5,57%, Fca +3,51%; i titoli petroliferi, Tenaris +4,51%, Saipem +3,04%; Atlantia +3,91%, che guarda alla riapertura del 3 giugno e alla ripresa del traffico autostradale. Le banche sono in evidenza con Banco Bpm +6,52% e Unicredit +3,13%. È tonica anche Bper +2,47%, che il 22 giugno potrebbe dire addio al Ftse Mib. I titoli Inwit (-0,82%) e Interpump (+0,74%) sono infatti probabili candidati a entrare tra i big con la revisione del paniere che verrà annunciata mercoledì sera e che sarà efficace dopo la chiusura delle contrattazioni del 19 giugno, quindi il lunedì 22. Secondo i calcoli fatti da alcuni broker, i due titoli dovrebbero prendere il posto di Salvatore Ferragamo (-0,32%) e della Popolare dell’Emilia Romagna. Dall’ultima revisione del 4 marzo scorso Bper ha perso in Borsa il 33% portando la capitalizzazione, uno dei criteri usati per la selezione dei 40 titoli del paniere, a 1,1 miliardi. 

Salvatore Ferragamo ha perso il 10% nello stesso periodo e il valore di Borsa è scivolato a 2 miliardi di euro. 

Di contro invece, nonostante il forte calo dei mercati a inizio primavera, sia Inuit sia Interpump hanno quotazioni in linea rispetto a inizio marzo con capitalizzazioni rispettive di 5,5 e di 2,9 miliardi di euro.

Tornando alla seduta odierna sul listino principale di Piazza Affari perdono quota i titoli della salute, sempre in evidenza nel periodo più caldo del Covid, Diasorin -3,71%, Amplifon -1,28%, Recordati -0,66%.

La seduta è positiva per l’obbligazionario, in attesa dell’evento clou delle settimana e cioè la riunione della Bce giovedì che potrebbe potenziare il suo bazooka di acquisti pandemici. Lo spread fra decennale italiano e tedesco scende a 191 punti (-1,35%); il tasso del Btp è 1,46%

Sul fronte macroeconomico è risultato in forte rialzo a maggio l’indice Ciani cinese che registra le impressioni dei manager in azienda e ha segnato il maggior tasso di crescita da oltre nove anni, salendo a 57,7 (sopra 50 punti indica un’espansione economica) da 49,4 di aprile. Il recupero è importante anche nell’Eurozona, dopo lo choc di aprile quando si sono toccati  i minimi storici. Gli indicatori sono ancora sotto il livello della sufficienza, ma in netto recupero. In Italia il Pmi manifatturiero è risalito da 31,1 a 45,4 punti. In Germania da 34,5 a 36,6 punti, in Francia da 31,5 a 40,6 punti. Negli Usa, infine, il Pmi manifatturiero di maggio è salito, ma meno delle stime da 41,5 a 43,1 punti.

L’euro si mantiene in progresso sul dollaro, con il cambio a 1,11. 

L’oro tratta in rialzo intorno a 1754 dollari l’oncia. Il petrolio è in calo, in attesa della riunione Opec+, il Brent cede lo 0,6%% e tratta a 37,61 dollari al barile. 

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