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Borsa: Intesa regge, ma moda e Fca zavorrano Piazza Affari

Finale di settimana debole per i mercati azionari europei dopo i segnali di frenata dell’economia. A Milano l’indice FtseMib scende dello 0,8%, attorno a 20.700 punti. La Borsa di Parigi perde lo 0,6%, Francoforte -0,8%. Madrid -0,9%. Peggiora anche Londra (-0,5%). Per la prima volta la maggioranza dei britannici ha dichiarato che il leader dell’opposizione laburista Jeremy Corbyn sarebbe un primo ministro migliore dell’attuale inquilino di Downing Street, Theresa May. 

La crescita dell’attività delle imprese nella zona euro ha rallentato a sorpresa. L’indice preliminare composito dei direttori acquisti a cura di Ihs Markit a giugno è sceso a 55,7 da 56,8 di aprile e maggio, che erano stati i massimi da aprile 2011. Una lettura sopra 50 segnala espansione. Le attese degli economisti erano per un indice invariato.

Prosegue con cautela il tentativo di recupero del petrolio ma il semestre si avvia a chiudere con un calo dei prezzi del 20% rispetto a gennaio. Il greggio sale dello 0,2% sia per il Brent (45,3 dollari al barile) che per il Wti (42,8 dollari). In Piazza Affari scendono Eni (-0,8%), Saipem (-0,9%) e Tenaris (-1,2%). 

Situazione stabile sul mercato dei bond: il Btp è scambiato a un rendimento di 1,89%, invariato su ieri. Spread con il Bund stabile a 164 punti base. 

Intesa arretra dello 0,2% in attesa di passi avanti nella trattativa fra il governo e l’Unione europea per il salvataggio delle banche venete. L’offerta di Intesa Sanpaolo è l’unica sul tavolo per rilevare le banche venete ha detto il presidente della Popolare Vicenza, Gianni Mion anticipando la convocazione del consiglio tra oggi e martedì. “Penso che questo avvii il problema verso una soluzione finale e rapida che è quello che tutti auspichiamo”, ha detto Giovanni Bazoli.

Unicredit arretra dello 0,6%, Banco Bpm -0,6%. Spicca il ribasso di Ubi (-1,7%), dopo la notizia che la procura di Bergamo ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Ubi, dell’ad. Victor Massiah, del presidente e del vicepresidente del consiglio di sorveglianza Andrea Moltrasio e Mario Cera, oltre a Giovanni Bazoli ed altri 25 persone. “Tutte le persone che sono informate dei fatti conoscono perfettamente l’integrità e l’assoluta correttezza del mio operato di sempre” ha commentato Bazoli.

Fra le blu chip milanesi si mette in evidenza Prysmian con un rialzo dell’1,7%. Bene anche Azimut (+0,6%). Fra gli altri titoli dell’industria, StM sale dello 0,4%. Arretrano anche Leonardo (-0,9%), Fiat Chrysler (-0,6%) ed Exor (-1,66%). Atlantia -0,51%. Il Principato di Monaco, a seguito del via libera del governo francese, entrerà nel capitale sociale di Azzurra Aeroporti (75% Atlantia – 25% Edf) acquistando una quota del 12,5% dalla stessa società del gruppo Benetton.

Vendite su Enel -0,8% e sulle altre utility: A2A -1,8%, Snam -0,3%. Telecom Italia perde lo 0,6%, ribasso dell’1,3% per Mediaset -1,3%. Nel lusso spicca il ribasso di Ferragamo (-2,3%). In controtendenza Yoox (+0,2%).

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Categories: Finanza e Mercati