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Borsa: Fca, Poste, Juve e Prysmian salvano Piazza Affari

Wikimedia - Paolobon140

Piazza Affari rimane a galla in una giornata in cui i realizzi colpiscono in maniera generalizzata l’Europa e gli Stati Uniti. Sostenuto da Fca e Poste italiane, il Ftse Mib chiude sopra la parità (+0,06 a 21.771 punti), spinto anche dalle buone performance di Bper e Juventus.

Segno meno per le altre Piazze europee. Francoforte (-0,39%), Parigi (-0,08%), Madrid (-0,84%). Si salva invece Londra (+0,07%) che attende con ansia il responso del Consiglio Europeo, in programma mercoledì 10 aprile, sulla richiesta di rinvio al 30 giugno della Brexit.

In rosso Wall Street, frenata dai dubbi sulla stagione delle trimestrali che partirà la prossima settimana: -0,4% il Dow Jones, -0,14 lo S&P 500, – 0,1% il Nasdaq. Pesa il nuovo crollo di Boeing (-4,5%), zavorrata dall’annuncio di tagli alla produzione del 737 Max 8 in seguito all’incidente avvenuto in Etiopia. Dopo che molti Paesi hanno deciso di lasciare a terra l’areo per motivi di sicurezza, a rischio sarebbero anche le nuove commesse, dato che molte compagnie hanno già fatto sapere di voler recedere o ridiscutere i contratti già stipulati. Boeing ha dichiarato che a partire da metà Aprile, la produzione sarà tagliata del 20% e i velivoli fabbricati saranno di 42 unità al mese.

All’attendismo dell’azionario corrisponde il rally del petrolio, con il caos libico che manda in orbita i prezzi. Il Brent raggiunge i 70,9 dollari al barile (+0,7%), ai massimi da inizio anno, mentre il Wti americano sfonda i 64 dollari al barile per la prima volta in cinque mesi. A Milano ne approfittano i petroliferi: Saipem (+1,17%), Tenaris (+0,62%). Fa eccezione Eni (-0,21%). Il gruppo guidato da Claudio Descalzi realizza in Libia il 15% della propria produzione upstream e venerdì 6 aprile ha annunciato la decisione di richiamare tutto il suo personale operante nel Paese nordafricano per motivi di sicurezza.

Sul listino principale spicca il balzo di Fca (+1,89%), che allunga nel pomeriggio grazie all’accordo siglato con Tesla che dal prossimo anno consentirà al gruppo italo-americano evitare pesanti sanzioni relative alle emissioni di Co2. A stretto giro Poste Italiane (+1,71%) che tocca un nuovo record di Borsa a 8,91 euro, galvanizzata dalla promozione di Deutsche Bank che ha aggiornato la propria raccomandazione a “Buy”, portando il target price sui dodici mesi a 10 euro. Alla base del giudizio ci sono la maggior penetrazione in Italia dell’e-commerce e i servizi finanziari.

Bene anche la Juventus,(+1,65%), ormai a un passo dallo scudetto, e già proiettata verso i quarti di finale di Champions League: mercoledì la partita d’andata contro l’Ajax. Completa la Top 4 Prysmian (+1,51%).

In controtendenza il lusso con Ferragamo (-1,44%) e Moncler (-1%) che si piazzano in fondo al Ftse Mib. Male anche A2a (-1%) e Telecom Italia (-0,6%) dopo che venerdì l’agenzia Fitch ha abbassato il rating sul debito del gruppo delle telecomunicazioni.

Contrastate le banche: Unicredit (-0,93%), Mediobanca (-0,88%), Intesa Sanpaolo (-0,04%), Bper (+0,86%). In rialzo anche Banca Generali (+0,34%) che a marzo ha registrato una raccolta netta di 536 milioni.

Fuori dal Ftse Mib spiccano: Neurosoft (+29,17%), Risanamento (+21%), Bioera (20,87%).

Sull’obbligazionario, lo spread tra btp e bund sale leggermente, raggiungendo quota 263 punti base (da 261), mentre sul fronte monetario, Euro/dollaro sale a 1,1223 (da 1,1216).

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