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Borsa, dopo le banche tocca a Fiat e Pirelli guidare la danza a Piazza Affari

FIRSTonline

ACCELERA FIAT, LE BANCHE TENGONO LA STRADA
IN EUROPA ORA VA DI MODA L’HELLENIC BOND

Chiusa Wall Street, le Borse europee hanno rafforzato, nel corso della seduta,il trend positivo La Borsa di Milano accelera e l’indice Ftse Mib sale dello 0,44%. Variazione analoghe per Londra, Parigi e Francoforte.

Lo spread Bund Btp è invariato a 260 punti base. In compensolo spread tra la Germania e la Grecia scende a 862 punti base ai minimi da marzo del 2011. Il bond decennale di Atene rende il 10,30%, siamo tornati sui livelli dell’ottobre del 2010.

A Milano le banche sono positive: Unicredit +1,4%, Ubi +1,46%. Banco Popolare +1,46% beneficia della notizia del collocamento di un bond da 1,25 miliardi di euro. Invariata Intesa Sanpaolo mentre Mediobanca +0,47%. Due broker francesi, Exane e Société Générale hanno alzato i target price di quasi tutte le banche italiane avvicinandoli ai prezzi di mercato. Fa notizia nel pomeriggio Fiat + 3,8% sia per l’impostazione positiva dell’indice Stoxx automotive europeo che per il risalto alle strategie del gruppo dato dal Financial Times di stamane. Pirelli +1,76% e Fiat Industrial +3,8%.

Nella galassia Tronchetti provera Camfin è sospesa per eccesso di rialzo. Prelios +4,74%. Finmeccanica scende dell’0,81% dopo che S&P ha abbassato il rating a livello di junk bond. Negativa StM -0,88%.

Mediaset perde lo 0,69% dopo aver segnato ribassi nell’ordine del 3% a inizio seduta: la società media è stata declassata da Deutsche Bank che ha tagliato il giudizio a “hold” da “buy”.

Deboli le utilities: Enel -0,13%, Terna +0,32%, A2A -0,3%. Snam sale dell’1,54%.

Finmeccanica scende dell’1% dopo che S&P ha abbassato il rating a livello di junk bond. Positiva StM +0,7%.

Telecom Italia perde il 2,68% dopo un report di Morgan Stanley che pone dubbi sulla tenuta del dividendo nei prossimi anni. Telecom Italia Media perde il 1,98% anche a seguito delle indiscrezioni su nuove difficoltà nel processo di vendita della società.

Fra le assicurazioni brilla ancora Unipol, in rialzo del 6,39%, Generali sale dello 0,36%.

Autogrill ha azzerato le perdite ed è invariata. Natixis (broker francese) ha abbassato il giudizio a “reduce” da “neutral”. Inviato un Websim sms alert prima dell’apertura della Borsa.

Negativi infine i titoli del lusso: Luxottica -0,48%, Ferragamo -0,92%. Il settore è frenato in Europa da Richemont che perde il 5% alla Borsa di Zurigo. Il gruppo del lusso che ha tra i propri brand Cartier, ha detto stamattina non essere in grado di fornire previsioni sull’andamento del business in Asia, l’area che ha alimentato la crescita del giro d’affari negli ultimi anni. I ricavi dell’ultimo trimestre sono leggermente inferiori alle aspettative.

Fra le mid cap, Camfin è sospesa per eccesso di rialzo. Prelios +4,84%.

La giornata è condizionata dalla chiusura di Wall Street e dall’esito della prima riunione dell’Eurogruppo del 2013: i ministri delle Finanze dovrebbero prendere la decisione di non prendere alcuna decisione sulla situazione finanziaria di Cipro. Il tema più spinoso, quello sul quale ci sono le divisione più nette, è la messa a punto di una percorso che permetta al fondo salva-Stati Esm di andare in soccorso delle banche senza dover passare dai governi. La sconfitta elettorale di Angela Merkel in Bassa Sassonia, la quarta regione più popolosa della Germania, non sembra avere ripercussioni sui mercati.

L’euro è invariato rispetto al dollaro, a 1,332, e si indebolisce nei confronti del franco, a 1,241 da 1,244 di venerdì sera. Nuovo record dell’euro nei confronti dello yen a 119,29 (massimo da aprile 2011): secondo indiscrezioni, il governo del nuovo premier Shinzo Abe si è accordato con la Banca del Giappone su una nuova linea di politica monetaria: il target di inflazione massima sarà portato al 2% dall’attuale 1%.

Maggiore rilevanza potrebbe avere, agli occhi degli investitori, l’ultima novità in materia di politiche di budget negli Stati Uniti: venerdì sera i leader dei repubblicani alla Camera hanno detto di essere pronti a votare un innalzamento, su base temporanea di soli tre mesi, del tetto massimo del debito federale. Il Congresso deve procedere con la delibera entro la fine di febbraio, in caso contrario scattano in via automatica alcuni provvedimenti di riduzione della spesa e di incremento delle tasse.

Infine, tra i temi della giornata, ci sono le due interviste alla stampa finlandese rilasciate dal presidente della Bundesbank, Jens Weidmann: il numero uno della banca centrale di Berlino conferma la sua contrarietà al programma di acquisto di bond della Bce, una pratiche definita destabilizzante e inefficacie nella cura del malanno principale dell’Europa, la mancanza di competitività internazionale e gli eccessivi debiti sovrani.

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