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Borsa, continua il rally di Mps

Ancora una giornata di gloria in Borsa per il titolo di Mps, che a metà mattina guadagna oltre quattro punti, nettamente in testa al Ftse Mib. A sostenere l’ondata di acquisti sulle azioni della Banca è ancora il via libera arrivato 24 ore fa dall’Unione europea alla ricapitalizzazione da 3,9 miliardi attraverso i cosiddetti “Monti bond”, che saranno sottoscritti dallo Stato. Ieri il titolo di Montepaschi aveva chiuso le contrattazioni in rialzo del 6%. 

Il ricorso al prestito obbligazionario – ha scritto la Ue nella nota ufficiale – è dettato da ragioni di stabilità finanziaria e consentirà all’istituto di adeguarsi ai parametri di patrimonializzazione stabiliti dall’Eba, l’Autorità bancaria europea. L’approvazione è temporanea e subordinata alla presentazione di un piano di ristrutturazione entro i prossimi sei mesi. 

Il Tesoro eviterà di entrare nel capitale di Mps consentendo alla Banca di pagare le cedole dei Monti Bond con altri Monti Bond. Possibilità accolta dalla Commissione Ue. Gli analisti di Banca Imi prevedono che “Mps pagherà la cedola attraverso l’emissione di nuove obbligazioni al fine di limitare la diluizione dell’utile per azione”.

Secondo Il Sole 24 Ore, la possibilità di pagare gli interessi sull’emissione attraverso l’emissione di nuovi strumenti finanziari potrebbe riguardare solo gli anni 2012 e 2013: “E’ ragionevole ritenere – commenta un sim milanese – che nel 2014 la Banca intenda ripagare almeno in parte l’emissione utilizzando come prima opzione l’aumento di capitale senza diritto di opzione da un miliardo già deliberato dall’assemblea”. La cedola dovrebbe essere vicina al 10%

A questo punto il principale problema che Mps è chiamata a risolvere è quello degli esuberi. La Banca ha stabilito la riduzione di 4.600 posti di lavoro, per un risparmio di 300 milioni, e la chiusura di 400 filiali (-186 milioni di spese amministrative).

Per 3.500 dipendenti si dovrebbe trovare una soluzione tramite il Fondo esuberi, mentre per i restanti 1.100 si troverebbe come risposta l’esternalizzazione. I sindacati chiedono, però, maggiori garanzie per questi ultimi, in modo da evitare che si trovino scoperti nel caso in cui la newco dovesse in futuro procedere a ridurre il personale.

Fisac, il sindacato di riferimento della Cgil, ha annunciato che non intende firmare l’accordo. Ma se le altre sigle in gioco (Fabi, Fiba, Uilca, Sinfub e Dircredito) arriveranno a un’intesa con la società, il quorum raggiunto sarà sufficiente. 

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Categories: Finanza e Mercati