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Borsa 2 gennaio: il Toro avanza ancora in Europa. La Cina frena ma è boom della sua auto elettrica

Imagoeconomica

Il sisma del Sol Levante, non paragonabile per gli effetti al dramma di Fukushima del 2011, non ha colpito più di tanto l’umore del Toro che, stando ai risultati del test condotto da Bank of America tra i gestori che amministrano 690 miliardi dollari, resta orientato all’ottimismo.
Ma a conferma che non sarà facile ripetere i successi dell’anno passato, Il primo giorno di borsa del 2024 è iniziato in ribasso nell’area della Cina e in India, in rialzo nel resto dell’Asia Pacifico. I mercati finanziari del Giappone sono chiusi per festività: intanto è salito a oltre 20 morti il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito ieri il centro del Giappone, secondo l’agenzia di stampa nipponica Kyodo. Non risultano danni alle centrali nucleari. L’indice Hang Seng di Hong Kong perde l’1,5%, il CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen l’1%, il Taiex di Taipei lo 0,7%.

Byd, l’auto cinese sbarca in Europa. Ma l’economia frena

In settimana i mercati dovranno affrontare un test impegnativo: la pubblicazione degli indici PMI sulla congiuntura nell’Eurozona, Regno Unito e Stati Uniti. In attesa dei dati sulle immatricolazioni di auto a dicembre in Italia previsto in serata, impressiona l’ascesa delle vendite dell’auto cinese. Byd, il gigante che produce veicoli elettrici a batteria, nel 2023 ha venduto 3,02 milioni di veicoli, segnando un aumento del 61,9% dal 2022. Il gruppo cinese ha anche annunciato l’avvio di una nuova fabbrica in Ungheria. Il dato non dovrebbe impedire a Tesla di annunciare oggi un nuovo record di vendite per l’anno che si è appena concluso. Da Pechino arrivano però segnali contrastanti sulla salute dell’economia: il settore manifatturiero della Cina è sceso a dicembre per il terzo mese consecutivo, attestandosi a 49 da 49,4 restando così sotto quota 50, la soglia che separa la crescita dalla contrazione. Oggi saranno pubblicati i dati dell’Eurozona, del Regno Unito e degli Stati Uniti.

Walt Disney, da oggi liberi i diritti su Topolino

In attesa di nuovi sviluppi sulla corsa all’Intelligenza Artificiale, il mondo dei media registra oggi un appuntamento storico: sono scaduti i diritti d’autore della Disney sulle versioni di Topolino e Minnie apparse per la prima volta nel 1928 nel cortometraggio “Steamboat Willie”, un cartone animato muto e in bianco e nero in cui Topolino appare su una barca a vapore.

Veto Usa sui chips di Asml

Sotto la spinta della performance delle Borse di fine anno i mercati sono orientati ad un’apertura positiva. Non pesa più di tanto il veto Usa alla vendita da parte dell’olandese Asml alla Cina di alcuni macchinari per la produzione di chips. Washington ha annunciato che non porrà veti alla cessione di un chip per videogames che, secondo l’azienda, offre un “salto quantico in termini di prestazioni, efficienza e grafica basata sull’intelligenza artificiale”. La borsa di Seul è in rialzo dello 0,7%. Le esportazioni della Corea del Sud hanno registrato lo scorso mese un incremento del 5,1%, in frenata dal +7,8% di novembre ma meglio delle attese. L’indice S&P ASX200 di Sidney ha guadagnato lo 0,6%, il BSE Sensex di Mumbai ha aperto in calo dello 0,5%.

Piazza affari spinta dai numeri del 2023

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future dell’indice EuroStoox 50 +0,5%. Piazza Affari riparte in piena salute. Il FtseMib ha chiuso il 2023 con un progresso del +28%, miglior risultato in Eurozona. Leonardo +86% e Unicredit +85% si sono contese la palma di migliore blue chip del 2023.
Tra le mid/small caps, nell’arco dell’anno, si sono messe in luce: Sogefi +118%, Maire Tecnimont +60%, Cementir +56%, B. Pop. Sondrio +55%, Buzzi +54%.

Cnh emigra a Wall Street. Garanzia Exor per Juventus

Oggi Piazza Affari perde un titolo di grande peso per effetto del delisting di Cnh d’ora in poi quotata solo sul listino Usa. Da segnalare nella scuderia Exor i movimenti sul titolo Juventus in parte legati all’andamento positivi della squadra, in buona parte perché Exor ha siglato una lettera d’impegno garantendo la sua disponibilità a sottoscrivere le nuove azioni di Juventus qualora gli altri soci dovessero rifiutare di partecipare all’aumento di capitale di 200 milioni. In questo caso, l’esborso addizionale per Exor potrebbe essere di circa 72 milioni e la sua partecipazione in Juventus salirebbe così al di sopra dell’attuale 63,8%, potendo arrivare fino al 70%.

Enel, tramite la propria controllata al 100% Enel Green Power, ha finalizzato la vendita del 50% di Enel Green Power Hellas, controllata al 100% di Egp per le rinnovabili in Grecia, a Macquarie asset management, a seguito del verificarsi di tutte le condizioni sospensive usuali per questo tipo di operazioni. EGP ha ricevuto un corrispettivo totale pari a circa 350 milioni di euro, equivalente a un enterprise value, su base 100%, di circa 980 milioni di euro.

Venti di guerra nel golfo, sale l’oro

Sale l’oro, a 2.070 dollari l’oncia. Rimbalza il petrolio dopo tre sedute consecutive di ribasso, il WTI guadagna l’1,5% a 72,5 dollari il barile, Brent a 78 dollari. L’Iran ha inviato una nave da guerra nel Mar Rosso dopo che la Marina statunitense ha distrutto tre imbarcazioni Houthi, una mossa che rischia di inasprire le tensioni e di complicare l’obiettivo di Washington di mettere in sicurezza una via d’acqua vitale per il commercio globale.

Stabile il reddito fisso. Il Treasury Note a dieci anni tratta a a 3,88%. Bund poco sopra il 2% di rendimento e BTP al 3,68%. Il Bitcoin sale per il quarto giorno consecutivo e tocca i massimi degli ultimi ventuno mesi a 45.300 dollari.

“Turchia, troppo cara, vado da mamma” dice la governatrice

Sul fronte geopolitico da segnalare il cambio di rotta della Turchia, che rientra nell’ortodossia monetaria rinunciando a rimborsare i crediti in valuta delle società. A mo’ di nota di colore va segnalato che la governatrice della banca centrale, già di Goldman Sachs, ha annunciato che andrà a vivere con famiglia dai genitori “Perché – ha detto – non ha senso pagare ad Istanbul un affitto superiore ai prezzi di New York”.

Oggi Iran, Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti ed Etiopia entrano ufficialmente a far parte del gruppo Brics: l’Argentina sarebbe dovuta essere la sesta nazione coinvolta in questo allargamento, ma solo tre giorni fa il neo-presidente Javier Milei ha formalizzato la decisione di non fare aderire il Paese all’alleanza delle economie emergenti.

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