Chapeau. Il colpo d’ala del Ceo dell’eni, ক্লডিও অ্যান্সক্লাজি, con l’introduzione di un tetto volontario al পেট্রোলের দাম e del diesel è una mossa astuta. Sarà stata il frutto della moral suasion della premier জর্জিয়া মেলোনি? Può darsi e certamente è una mossa che fa piacere al Governo perché offre sollievo agli automobilisti e non spreca denaro pubblico. Ma non è che una decisione è giusta o sbagliata solo se piace o no al Governo. In primo luogo il tetto ai prezzi del carburante non può non essere gradito ai consumatori. E’ questo è un fatto. Poi la mossa non spreca inutilmente denaro pubblico e anche questo è un fatto. Inoltre sarà interessante vedere quale sarà la reazione del mercato e delle altre compagnie petrolifere. Seguiranno l’esempio dell’Eni oppure no? E’ presto per dirlo ma se seguiranno il modello Eni si frenerà il continuo rialzo dei prezzi dell’intero settore e anche questo può diventare un fatto. Se l’Eni – che, non scordiamocelo è un gruppo a controllo pubblico – resterà un caso isolato, i suoi ricavi voleranno. Infine c’è un altro aspetto della mossa di Descalzi da non dimenticare: di fronte al tetto volontario del prezzo del carburante, quale Governo avrebbe il coraggio di applicare un prelievo fiscale sui cosiddetti extraprofitti delle compagnie petrolifere derivanti dalle tensioni in Medio Oriente? Probabilmente nessuno. Naturalmente è un effetto che può piacere o non piacere, ma non si può negare che la scelta del Ceo dell’Eni sia stata astuta.
পেট্রোল ও ডিজেলের দামে এনির সর্বোচ্চ সীমা নির্ধারণ একটি বিচক্ষণ পদক্ষেপ: এটি ভোক্তাদের স্বস্তি দেয় এবং অতিরিক্ত মুনাফার ওপর কর আরোপের প্রয়োজনীয়তা দূর করে।
Il tetto volontario ai prezzi del carburante deciso dall’Eni fa certamente piacere al Governo ma non può essere questo il solo metro di misura della mossa di Descalzi. E’ un fatto che il tetto ai prezzi giovi ai consumatori e che non spreca denaro pubblico e questi sono elementi da considerare al di là di ogni altro effetto
