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Bankitalia, Visco alla Giornata del Risparmio: parlerà di Vigilanza bancaria?

Fresco di riconferma alla guida della Banca d’Italia per altri sei anni, Ignazio Visco, nel suo intervento alla Giornata del Risparmio, si toglierà qualche sassolino dalla scarpa o volerà alto ma, soprattutto, affronterà o no  la questione aperta dell’inadeguatezza di regole e di uomini della Vigilanza bancaria, palesemente esplosa in occasione della crisi delle quattro banche dell’Italia centrale e delle due banche venete?

Il confronto ravvicinato tra il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco sarà anche quest’anno il clou della tradizionale cerimonia che si terrà a Roma martedì 31 ottobre per la Giornata mondiale del Risparmio, aperta come sempre dagli interventi del presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, e da quello dell’Abi, Antonio Patuelli di fronte alla consueta platea di banchieri. Ma quest’anno non sarà come le altre volte e l’attenzione sarà rivolta principalmente al Governatore dopo la recente e tormentata riconferma alla testa della Banca d’Italia.

La curiosità non riguarderà solo il suo punto di vista sulle prospettive dell’economia mondiale e di quella italiana ma soprattutto la sua analisi sullo stato delle banche italiane e in particolare della Vigilanza di Banca d’Italia, messa sotto accusa in occasione delle maggiori crisi emerse nel sistema bancario italiano. L’accusa che viene rivolta alla Vigilanza della Banca d’Italia è di essere spesso intervenuta tardi e male, un po’ per la complessità e la mutevolezza delle regole europee e un po’ per la sua concezione formalistica e barocca che non le permette di intervenire tempestivamente. Ma è inutile negare che sotto accusa, oltre alla regole, ci sono gli uomini che hanno gestito la Vigilanza della Banca d’Italia sotto il Governatorato di Visco, dal capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo al vicedirettore della banca centrale, Fabio Panetta, da sempre un pupillo del non rimpianto ex Governatore Antonio Fazio.

Aver pensato che un banchiere discusso come l’ex Presidente della Banca Popolare di Vicenza, Gianni Zonin, potesse essere il perno attraverso cui salvare prima la Banca Etruria e poi Veneto Banca è l’errore capitale che i critici addebitano a Banca d’Italia. Ma anche i sostenitori di Visco gli chiedono di voltare pagina nella Vigilanza e di questo se ne parlerà anche nella Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario italiano.

Resta da vedere se il Governatore, oltre a difendere l’operato di Via Nazionale, comincerà da domani a scrivere una pagina nuova nel suo secondo mandato.

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Categories: Cultura