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Banche e Telecom alla ribalta di Piazza Affari

“Mai la politica monetaria è stata tanto accomodante”, si legge in un report di Goldman Sachs uscito a commento delle scelte di Fed, Banca del Giappone e Bce. Grazie a questo sforzo congiunto i mercati finanziari hanno recuperato il buon umore. Cina compresa, nonostante l’allarme lanciato dal governatore della banca centrale, Zhou Xiaochuan, sul debito eccessivo delle aziende, pari al 160% del pil, percentuale che sale al 230% se si considera anche il debito pubblico.

Ma l’allarme non ha impedito un robusto rialzo sia di Shanghai che di Shenzhen, entrambi su del 2%. Positiva anche Hong Kong (+0,3%). Tokyo è chiusa per la festa de solstizio di primavera. Deboli gli altri listini asiatici, frenati dal calo del petrolio: il Brent tratta a 41 dollari.

Nonostante il recupero di fiducia di Wall Street, in terreno positivo da inizio anno, si profila un’apertura cauta sui mercati europei: i futures segnalano una partenza in lieve flessione a Londra, Parigi e Francoforte. Piazza Affari riparte invece dopo una settimana negativa (-1,9%) per la pressione sui titoli bancari. Da inizio anno la perdita è del 13,1%. In questa cornice i mercati si preparano a rallentare l’attività in vista delle feste di Pasqua: venerdì si fermeranno i listini americani ed europei.

L’AGENDA: APPLE, PETROBRAS, FIDUCIA DEI CONSUMATORI

L’evento di giornata più atteso a Wall Street è la presentazione dell’ultimo iPhone a piccolo schermo e a prezzo ridotto. Apple cerca così di contrastare il trend calante delle vendite: gli analisti prevedono che nel 2016, per la prima volta da dieci anni, si compreranno meno iPhone. Gli analisti guardano con attenzione anche ai conti di Nike, regina del mercato nel 2015.

Riflettori in Brasile sul’assemblea di Petrobras, il colosso brasiliano al centro dello scandalo che ha messo in crisi la presidenza Roussef.

Leggero il calendario macro della settimana. Negli Usa l’appuntamento più rilevante riguarda il dato definitivo del pil del quarto trimestre in uscita venerdì a Borse chiuse. Sono in programma interventi di James Bullard, presidente della Fed di Saint Louis e Charles Evans della Fed di Chicago. L’attenzione è concentrata su due appuntamenti politici: la visita di Obama a Cuba e l’andamento delle primarie in vista delle convention dei partiti. Da segnalare nell’Eurozona il dato sulla fiducia dei consumatori. In arrivo in settimana i numeri sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio. Giovedì sarà distribuito il bollettino economico della Bce.

Stamane Piazza Affari dovrà giudicare l’evoluzione di alcune partite finanziarie che stanno cambiando i rapporti di forza nella corporate Italia: l’impronta di Vincent Bolloré su Telecom, ma anche su Generali e i possibili accordi con Mediaset. Non meno importanti le tribolate nozze bancarie tra Bpm e Banco Popolare, la prova di forza decisivo per imprimere velocità al risanamento del sistema bancario.

TELECOM, TANTE NOVITA’ DOPO LA STAFFETTA PATUANO-CATTANEO

Occhi puntati stamane su Telecom Italia. Venerdì sera Marco Patuano ha annunciato che in settimana darà le dimissioni dalla carica di amministratore delegato. Trovano così conferma le voci sull’insoddisfazione di Vivendi, ormai forte del 24,9% del capitale, per i risultati e il piano strategico presentato a Londra non più tardi di un mese fa. Oggi Flavio Cattaneo, attuale ad di Italo, già presente nel cda dell’ex incumbent, potrebbe assumere l’incarico. Al di là della staffetta al vertice, il mercato si attende numerose novità:

1) E’ probabile la svolta per Tim Brasil. Patuano era deciso a non vendere, Vivendi intende concentrare gli sforzi sull’Europa meridionale. Ad indebolire la posizione dell’ad ha contribuito la gravissima crisi del mercato carioca, prima causa dell’impairment test negativo (-460 milioni) emerso dai conti appena approvati.

2) Cambio di rotta, probabile, anche nella partita Inwit. Patuano era propenso a privilegiare l’offerta F2i-Cellnex per una quota nella società delle torri. Il ribaltone in casa Telecom segna un punto a favore per la proposta di Ei Towers, la controllata di Mediaset.

3) L’operazione, infatti, s’inquadra nel pressing di Vivendi per acquisire una quota se non tutta Mediaset Premium in cambio di azioni della società media e di un piano di successivo ingresso nel Biscione, che potrebbe coinvolgere a questo punto anche la stessa Telecom.

4) Infine, le conseguenze su Metroweb. C’è chi scommette sul conferimento a Telecom della controllata della Cdp, in cambio di azioni. Naturalmente con la benedizione del premier Matteo Renzi.

BANCHE, PIU’ CAPITALE E GOVERNANCE PER LE NOZZE

Ancor più elettrica la vigilia delle possibili nozze tra Banca Popolare di Milano e Banco Popolare. Sabato a Lodi l’assemblea dei soci, 7.200 i presenti nelle varie sedi collegate, ha approvato con una percentuale bulgara (il 99,70%) il bilancio 2015 della banca capitanata da Pier Francesco Saviotti. Ma l’attenzione era già rivolta al cda di domani, quando, in contemporanea con la riunione analoga di Bpm, si dovrà dare una risposta definitiva alle richieste della Vigilanza Europea.

Per dare il via libera al merger da cui dovrebbe nascere il terzo polo bancario italiano, Francoforte ha chiesto precisi impegni patrimoniali e di governance, obbligatori per un istituto che avrà caratteristiche di banca sistemica. No, quindi, ad una fase intermedia pre-matrimoniale di lunghissima durata per preservare i privilegi del sindacato di Piazza Meda, ma anche netto rifiuto ad un assorbimento diluito ne tempo delle sofferenze del Banco.

Grazie anche all’intervento del ministro Pier Carlo Padoan, il filo della trattativa non si è spezzato. Saviotti, in assemblea ha per la prima volta aperto alla prospettiva di un aumento di capitale per circa un miliardo cui si oppongono i grandi azionisti. Si procederà anche alla cessione di diversi asset, compresa la partecipazione in Anima. Intanto Carlo Bonomi ha declinato l’invito del sindacato di piazza Meda di mettere a punto un piano B da far scattare in caso di flop delle nozze.

Le tensioni sul merger hanno contribuito al ribasso del settore del credito (-3,6% la settimana scorsa), in discesa verticale dal giorno delle decisioni sui tassi della Bce (-6% l’Eurostoxx). Il fenomeno è stato particolarmente acuto sul mercato italiano: Banco Popolare (-14,3%) è stato il peggior titolo europeo della settimana. Molto male anche gli altri bancari: Banca Pop. Milano -8,9%, Intesa -8,7%, Unicredit -8,6%, Banca Pop Emilia -7,8% e Mediobanca -7,3%.

S&P DA’ LA CARICA A FIAT CHRYSLER

Tra le voci più positive della settimana il rilancio del settore automotive, favorito dalla ripresa del mercato anche grazie alla spinta delle banche centrali. Fiat Chrysler (+5,98%) ha messo a segno una delle performance più interessanti. Ma stamane il titolo potrebbe trarre beneficio della revisione del rating a lungo termine di Fca da parte di S&P 500 da BB- a BB decisa dopo lo sblocco definito della liquidità di Chrysler, finora congelato a tutale dei crediti del governo Usa.

L’AGENDA ITALIANA: ENEL, MEDIASET, POSTE. TOD’S FUORI DAL PANIERE

Intensa l’attività societaria pre-paquale. Il Cda dell’Enel di domani darà il via operativo al piano per la cablatura del territorio in coincidenza con l’impianto delle nuove centraline. Il progetto, due miliardi di investimento, prevede l’intervento in 250 città nei prossimi 18 mesi in accordo con Vodafone e Wind. Oggi è un programma il Cda sui conti di Enel Green Power.

Domani appuntamento con i conti anche Mediaset e Poste Italiane chiamate a deliberare il primo dividendo dopo la quotazione: previsto un pay out ratio dell’80%. Oggi intanto uscirà dal paniere Ftse Mib il titolo Tod’s (-9,8%), tra i peggiori della passata settimana. In vetta alla classifica invece Campari (+9,37%) davanti a Finmeccanica (+5,37%), che cambierà nome in Leonardo.

Oggi è in programma il pagamento della cedola di Stm (0,1 dollari; quarta tranche) e di BB Biotech (14,5 franchi svizzeri). Sempre oggi, infine, sarà comunicato l’importo dell’offerta di Ctz e Btpi in programma il prossimo giovedì 23, in apertura delle aste di fine mese.

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