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Banca Generali, la raccolta sale del 34%

Banca Generali chiude il primo trimestre del 2016 con una raccolta netta in crescita del 34% e commissioni di gestione in progresso dell’8,5%. Cala però sensibilmente l’utile per il venir meno del contributo del trading e dei ricavi per le commissioni di performance in uno scenario di mercato complesso.

Nella nota sui risultati del primo trimestre la società indica che “i risultati del primo trimestre 2016 sono stati realizzati in un contesto significativamente diverso rispetto a quello del corrispondente periodo dello scorso anno ma, nonostante questo, hanno evidenziato una crescita continua delle attività ”core” della banca, come le management fees”. In particolare, la raccolta netta si è attestata 1,5 miliardi a fine marzo, +34% rispetto a un anno prima, che salgono con i dati di aprile a circa 2 miliardi. Le commissioni di gestione  sono salite a 116,7 milioni (+8,5%) grazie all’aumento delle masse gestite.

L’utile si è però attestato a 29,4 milioni contro i 93,1 dell’anno precedente. “A livello di risultato netto le complessità dei mercati, esogene alla banca, hanno invitato alla cautela – spiega Banca Generali nella nota sui conti – lasciando poco spazio alle voci variabili del trading e ai ricavi dalle commissioni di performance che lo scorso anno avevano invece beneficiato dell’eccezionale fiducia generata dagli stimoli straordinari delle banche centrali (72 milioni di euro nel primo trimestre 2015)”. Lo scorso anno la società aveva anche beneficiato dei ricavi legati alle operazioni di finanziamento con la Bce. Fattori che hanno inciso anche sul calo del margine d’intermediazione che è passato a 94,9 milioni di euro dai 180,5 milioni dello scorso esercizio. La variazione è legata alla variazione delle commissioni di performance, alla normalizzazione dell’attività di trading e appunto al definitivo esaurirsi delle operazioni di rifinanziamento promosse dalla Bce (Ltro). Al netto dei fattori che hanno inciso (variazione delle commissioni di performance, normalizzazione dell’attività di trading e definitivo degli Ltro), i ricavi netti ricorrenti si sono confermati stabili a 79,5 milioni di euro (80,7 milioni nel corrispondente periodo dello scorso anno).

Gli impieghi sono saliti del 28% a 6,5 miliardi grazie “all’intensa acquisizione di nuova clientela” e i costi operativi netti sono cresciuti del 4,4% a 43,3 milioni, un aumento che si riduce al 2,2% al netto dello stanziamento di 0,9 milioni per il Single Resolution Fund commisurato all’impegno contributivo di Banca Generali per il 2016.

“Condizioni di mercato antitetiche allo scorso anno, ma crescita dei fondamentali che accelera grazie ad un posizionamento d’eccellenza con un modello unico di servizi a disposizione di professionisti di grande esperienza – ha commentato il direttore generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa – La straordinaria volatilità delle prime settimane del 2016 ha spinto alla cautela, limitando le opportunità dalle voci variabili legate ai listini e la loro incidenza sul risultato netto, ma dal punto di vista dell’attività “core” del nostro business ha avvicinato ulteriormente i nostri consulenti a migliaia di nuovi risparmiatori che stanno rispondendo positivamente alle molteplici proposte innovative della banca. I segnali dalla raccolta sono superiori alle nostre previsioni, complice anche l’appeal negli inserimenti, e di questo passo crediamo ci sia spazio per uno sviluppo della stessa al di là delle previsioni iniziali; con queste premesse guardiamo con grande entusiasmo e ottimismo alle prospettive per i prossimi mesi”.

Il totale dell’attivo del gruppo Banca Generali al 31 marzo 2016 è salito del 13,3% a 6.930 milioni di euro grazie al forte sviluppo della raccolta da clientela retail avvenuta nel periodo. La patrimonializzazione della banca si è mantenuta sui livelli di fine 2015 attestandosi al 14,1% in termini di Tier 1 Capital ratio e al 15,7% a livello di Total Capital ratio.

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Categories: Finanza e Mercati