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Balzo degli utili netti (112 milioni) per Fiat e Chrysler torna in attivo

l gruppo Fiat-Chrysler ha diffuso i risultati che per la prima volta riflettono il contributo per intero di Chrysler. Nel terzo trimestre mette a segno ricavi per 17,6 miliardi di euro e l’utile della gestione ordinaria è di 851 milioni di euro, a cui Chrysler ha contribuito per due terzi del totale, grazie alla perfomance operativa in un contesto di mercato che in Europa si mantiene difficile. Il margine sui ricavi è salito al 4,8% e l’utile netto è pari a 112 milioni di euro, 169 milioni di euro al netto delle componenti atipiche. Il gruppo ha rafforzato le stime per il 211 sulla gestione ordinaria a oltre 2,1 miliardi di euro (da -2,1 miliardi di euro) e ha confermati i rimanenti target con ricavi attesi di oltre 58 miliardi di euro e utile netto di circa 1,7 miliardi di euro. L’indebitamento netto industriale consolidato del gruppo e’ atteso tra 5,0 e 5,5 miliardi di euro circa dai 5,8 del terzo trimestre.

Rafforzate le stime 2011 anche di Chrysler che ha rivisto al rialzo i target per l’intero 2011. In particolare, ha ritoccato al rialzo l’utile netto adjusted da una forchetta tra 200 e 500 milioni di dollari a circa 600 milioni di dollari, mentre le stime sul flusso di cassa sono state aumentate da 1 a 1,2 miliardi di dollari. Il giro d’affari netto e’ atteso a 55 miliardi di dollari, con un utile operativo a 2 miliardi di dollari e un Ebitda di 4,8 miliardi.

Per quanto riguarda l’intero gruppo la liquidità disponibile si attesta a 20,8 miliardi di euro. Il gruppo ha ottenuto una nuova linea di credito revolving da 1,95 miliardi di euro e ha emesso due prestiti obbligazionari per complessivi 1,5 miliardi di euro.

Nel dettaglio dei conti i ricavi di Fiat esclusa Chrysler sono cresciuti di oltre il 4% rispetto al terzo trimestre 2010, con Fiat Group Automobiles che mantiene i livelli dell’anno scorso nonostante le difficili condizioni del mercato dell’auto in Europa. Confermano il trend positivo i marchi sportivi e di lusso e i settore dei componenti. L’utile netto di 112 milioni di euro è influenzato da oneri atipici netti di 57 milioni di euro e dall’effetto negativo per 138 milioni di euro derivante della valutazione a valori di mercato di due equity swap correlati a piani di stock option di Fiat. Escludendo queste due componenti negative, l’utile netto sarebbe di circa 300 milioni di euro. L’indebitamento netto industriale è in aumento a 5,8 miliardi di euro dai 3,4 miliardi di euro alla fine del secondo trimestre: l’incremento, spiega Fiat, “riflette principalmente la crescita stagionale del capitale di funzionamento oltre agli esborsi per I’acquisizione delle quote in Chrysler detenute dal Dipairtimento del Tesoro statunitense e dal Canada (per complessivi 0,5 miliardi di euro) e a poste non monetarie (0,3 miliardi di euro).

Gli investimenti del trimestre sono stati pari a 1,6 miliardi di euro. Il livello delle scorte della rete di vendita è diminuito del 12% per Chrysler negli Stati Uniti e del 3% per Fiat, principalmente in Europa.

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Categories: Finanza e Mercati