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Auto, l’intesa tra Germania e Ue sugli e-fuel salva i motori termici ma fa infuriare l’Italia che puntava sui biocarburanti

Pixabay

Il motore termico continuerà ad essere usato a patto che venga alimentato con carburante sintetico a impatto zero al posto del carburante tradizionale.

Germania e Unione Europea hanno raggiunto l’intesa sull’uso dell’e-fuel per alimentare i motori termici anche dopo la transizione del 2035. L’accordo è stato annunciato dal vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans: “Abbiamo trovato un accordo con la Germania sull’uso futuro degli e-fuel. Ora lavoreremo per far adottare quanto prima gli standard di CO2 per la regolamentazione delle automobili”. Soddisfatto il governo tedesco: “La strada è chiara vogliamo che il processo sia completato entro l’autunno 2024”. Domani a Bruxelles gli ambasciatori del Coreper discuteranno del pacchetto mentre martedì i ministri Ue voteranno al Consiglio Energia lo stop definitivo dal 2035 ai motori termici.

Grande delusione invece per l’Italia che esce sconfitta dalla vicenda. La Commissione non ha, infatti, tenuto in considerazione la deroga ai biocarburanti come, invece, chiedeva l’Italia. Critiche anche dagli ambientalisti che ritengono la scelta del carburante sintetico un “compromesso che mina la protezione del clima nei trasporti e danneggia l’Europa”.

Italia: no al biocarburante scelta irragionevole dell’UE

La bocciatura all’uso del biocarburante da parte dell’Europa ha suscitato le ire del governo italiano. “L’Ue non si dimostri irragionevole” sono state le parole del ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin. Qualche giorno fa, proprio per scongiurare questa scelta, tre ministri del governo italiano (Salvini, Urso e Pichetto Fratin) avevano scritto al vicepresidente Timmermans chiedendo di non escludere i biocarburanti dalla decisione evidenziando come fosse necessario anche “rispettare il principio della neutralità tecnologica per garantire una transizione economicamente sostenibile e socialmente equa verso una mobilità a zero emissioni”.

Il governo Meloni non demorde e proverà ancora a far inserire i biocarburanti nel pacchetto. “Dalla politica alla diplomazia, senza nessuna inutile prova di forza. L’Italia in queste ore è impegnata a fornire tutti gli elementi utili per far comprendere all’Unione Europea, in modo scientificamente e razionalmente inappuntabile, l’importanza di inserire i biocarburanti tra i combustibili verdi. Contiamo che l’Europa non si dimostri irragionevole e sorda ai richiami che provengono da un Paese fondatore, impegnato a centrare, anche in anticipo, gli obiettivi che porteranno l’Europa a essere un continente energeticamente neutrale entro il 2050″ ha dichiarato in una nota il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin.

La decisione dell’Ue, se confermata, lascia indietro l’Italia sulla scelta del carburante. La Germania e i paesi nordici da tempo hanno avviato progetti specifici per l’utilizzo del carburante sintetico mentre l’Italia aveva puntato tutto sul bio-fuel. Eppure i costi al momento non sono paragonabili: oggi un litro di e-fuel può arrivare a superare i 10 euro al litro mentre HVOlution, il primo diesel prodotto con 100% di materie prime rinnovabili e di scarto, prodotto da Eni ha un costo di 1,910 euro al litro.

Cosa sono gli e-fuel e i biocarburanti

Il carburante sintetico (e-fuel) e il biocarburante sono entrambi utilizzati per i motori a scoppio ma hanno due origini differenti.

L’e-fuel (abbreviazione di electrofuel) è un carburante sintetico, liquido o gassoso. Viene prodotto attraverso un processo di elettrolisi dell’acqua scomponendo i suoi elementi base, idrogeno e ossigeno, fondendo, quest’ultimo, con l’anidride carbonica presente nell’aria. La successiva miscelazione dell’idrogeno, dell’anidride carbonica e di alcune sostanze catalizzanti permette di ottenere l’e-metanolo che a sua volta, grazie ad una serie di procedimenti, può essere trasformato in e-kerosene adatto a rifornire gli aerei e in e-fuel per i motori a combustione interna. Il processo, però, richiede grande quantità di acqua e di energia che deve essere prodotta da fonti rinnovabili. Comunque non una scelta 100% ad impatto zero sul clima.

Il biocarburante è ottenuto dai prodotti delle biomasse, cioè dagli scarti di materia organica generata dalle piante e dagli animali. Gli scarti provengono dall’industria agroalimentare, dall’attività agricola e forestale e dai rifiuti organici delle città. Tramite un processo di fermentazione di questi scarti si ottiene il bioetanolo che serve come carburante. Vi è anche un altro tipo di bio-fuel, il biodiesel, che è prodotto tramite un processo chimico nel quale il grasso animale, il grasso da cucina riciclato o l’olio vegetale vengono fatti reagire con un alcol come il metanolo alla presenza di un catalizzatore che ne accelera l’azione. HVOlution, il biocarburante di Eni, viene prodotto da materie prime di scarto e residui vegetali, e da olii generati da colture non in competizione con la filiera alimentare. Da marzo, il biodiesel è disponibile in 50 stazioni di servizio Eni e in 150 punti vendita in Italia.

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Categories: Politica