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Atlantia, nel 2020 perdita di 1,17 miliardi e niente dividendo

Imagoeconomica

Atlantia per il 2021 stima ricavi a 9,4 miliardi e flussi operativi a 3 miliardi ma nel 2020 il gruppo controllato dalla famiglia Benetton ha subito il forte impatto del Covid-19 e ha lasciato sul campo quasi un terzo dei ricavi.

“I risultati 2020 risentono dell’impatto del Covid-19 sui volumi di traffico delle concessionarie del Gruppo e recepiscono la proposta di accordo di Autostrade per l’Italia, condivisa con il Governo ed ora in attesa di formale approvazione anche da parte di tutti gli Organismi competenti, per 3,4 miliardi di euro, di cui 700 milioni di euro aggiuntivi rispetto al 2019”.

Comunicato Atlantia


Venendo ai numeri, i ricavi operativi sono in calo del 29% e pari a 8,284 miliardi (-29%), l’Ebitda si attesta a 3,7 miliardi (-35%), “parzialmente mitigato dalle iniziative di riduzione dei costi intraprese dalle societa’ del gruppo”. L’anno si chiude con una perdita, di competenza del gruppo Atlantia, di 1,177 miliardi a fronte di un utile di 136 milioni nel 2019. Il risultato, fa rilevare la nota del gruppo, tiene conto anche di “svalutazioni per 282 milioni di euro principalmente derivanti dagli impatti della pandemia sui volumi di traffico”. Il Cda ha proposto all’assemblea di non distribuire alcun dividendo.

Gli investimenti sono stati pari a 1,53 miliardi, “in diminuzione di 260 milioni (-14%) principalmente per i rallentamenti nei cantieri legati al Covid-19” mentre l’indebitamento finanziario netto è aumentato di 2,51 miliardi a quota 39,238 miliardi, “essenzialmente per gli effetti delle acquisizioni di varie acquisizioni di Abertis”.

Per il 2021 Atlantia stima per il gruppo ricavi nell’ordine di 9,4 miliardi di euro ed un valore dei flussi operativi (FFO) di circa 3 miliardi di euro. Si prevede in ogni caso che i flussi operativi attesi siano superiori agli investimenti programmati nell’esercizio 2021.

L’approvazione del bilancio avviene a pochi giorni di distanza dal 16 marzo, giorno in cui il Cda tornerà nuovamente a riunirsi per valutare l’offerta Cdp-fondi su Autostrade. L’offerta formulata dal consorzio scade infatti il 16 marzo e, secondo Radiocor, il Cda Atlantia tornerà a valutare la situazione e, nel caso, eventuali proposte migliorative da parte degli acquirenti che potrebbero portare a una proroga del negoziato. Il board, va comunque precisato, aveva deciso di rivedersi il 16 marzo già nell’ultima riunione del 26 febbraio, giorno in cui aveva esaminato l’offerta di Cdp-fondi.

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Categories: Finanza e Mercati