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Arriva il Def, Monti: “No a nuove spese”

Questa mattina il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ufficiale al Documento di economia e finanza (Def), che oggi stesso sarà trasmesso al Parlamento. Approvato anche il Piano nazionale di riforme. Il pacchetto, secondo la nuova contabilità europea, deve essere trasmesso a Bruxelles entro il 30 aprile, dopo l’iter parlamentare.

Il Governo aveva già annunciato la revisione dei principali indicatori macro per il 2013, prevedendo un peggioramento del Pil per quest’anno, che si attesterà al -1,3%, per poi tornare positivo l’anno prossimo (+1,3%). E poi ancora: +1,3% nel 2015, +1,5% nel 2016 e +1,4% nel 2017. Le stime sul deficit/Pil 2013 salgono dal 2,4 al 2,9%, soprattutto per consentire il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Il dato (che dovrebbe attestarsi poi all’1,8% l’anno prossimo) resta comunque sotto la soglia del 3% prevista dal trattato di Maastricht, il che dovrebbe consentire la chiusura della procedura europea d’infrazione per deficit eccessivo nei confronti del nostro Paese. Quanto al rapporto debito/Pil, dovrebbe attestarsi attorno al al 130,4% quest’anno e al 129% nel 2014. Secondo l’Esecutivo, inoltre, nel 2014 l’avanzo primario sarà pari a circa il 4 per cento del Pil, tra i più elevati dell’Eurozona, e si manterrà tra il 5 e il 6% circa negli anni successivi.

“In materia di finanze pubbliche la credibilità si acquista a caro prezzo e si può perdere rapidamente – ha detto il premier Mario Monti presentando il documento -. Il Def conferma che dopo la crisi del novembre 2011 il risanamento di bilancio è avvenuto.  Abbiamo riportato il disavanzo sotto il 3% e centrato l’obiettivo del pareggio di bilancio in termini strutturali, fissato dal Governo precedente. Speriamo che nel mese di maggio l’Italia esca dalla lista dei paesi con Problemi di finanza pubblica e entri in quella dei Paesi virtuosi”. 

Il Professore ha quindi sottolineato che, nonostante “da più parti si invochino nuove iniezioni di denaro pubblico per fronte alla crisi”, a giudizio dell’Esecutivo “bisogna tenere alta la guardia sui conti pubblici anche nei prossimi anni”, perché “solo se l’Italia rimarrà fuori dalla procedura per deficit eccessivo e ridurrà il proprio debito riuscirà a imboccare la strada della ripresa, altrimenti si darebbe respiro all’economia per qualche tempo, ma con conseguenze estremamente gravi di ritorno al passato”. 

Monti ha quindi rivendicato l’efficacia delle riforme adottate dal suo governo, sostenendo che senza questi provvedimenti “il Paese sarebbe rimasto nelle secche della crescita zero o di declino ancora per molti anni. Le riforme attuate garantiranno invece un aumento cumulato del PIL di 3,9% da qui al 2020 e fino al 6,9% nel lungo periodo. Noi contiamo che l’Italia potrà fare anche meglio delle stime contenute nel Def, che sono prudenziali, come ci dicono le previsioni dell’Ocse e del Fmi. Il prezzo di scelte sbagliate in politica economica si manifesta dopo un certo tempo e i benefici di scelte giuste si manifestano anch’essi dopo un certo tempo”.

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Categories: Politica