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Apple, multa in Francia per obsolescenza iPhone

FIRSTonline - Peppe Baselice

Dopo Usa e Israele, un terzo Paese ha condannato Apple per la questione dell’obsolescenza programmata, ovvero del rallentamento dei sistemi operativi degli iPhone modelli 6, 6S e 7. Si tratta della Francia, che in base alla legge sulla transizione energetica del 2015, ha inflitto alla casa di Cupertino, tramite una decisione dell’Antitrust sollecitata da un ricorso dell’associazione HOP (costituita proprio per arginare il fenomeno, l’acronimo sta per “Halte à l’Obsolescence Programmée”), una sanzione da 25 milioni di euro. Briciole, per un colosso come Apple, ma un ulteriore segnale di una battaglia che inizia a lasciare sempre meno scampo ai big tecnologici. Oltre al tema fiscale, negli ultimi tempi è infatti finita nel mirino la pratica dell’obsolescenza programmata, pensata per favorire un rapido ricambio dei device e quindi per aumentare le vendite nel medio-breve periodo.

Questa abitudine, oltre che eticamente scorretta nei confronti dei consumatori, in Francia è proprio contraria alla legge, per questioni ecologiche: produrre smartphone è inquinante e incitare a comprarne tanti negli anni va nella direzione contraria rispetto alla tutela dell’ambiente. A differenza di altri Paesi, la Francia ne ha fatto un reato: la legge prevede una pena massima di due anni di carcere e di 300.000 euro di multa, oltre che il 5% del fatturato annuo della società incriminata. La Procura di Parigi ha dunque aperto l’indagine durata ben due anni, affidandola alla Direction générale de la Concurrence (l’Antitrust francese): la lunga inchiesta, condotta interrogando oltre 15.000 consumatori, ha portato alla sanzione. Economicamente poco rilevante per un colosso come Apple, ma significativa in ogni caso.

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