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Apple ed Amazon al record, occhio all’asta Btp

FIRSTonline

Dopo il Messico, tocca al Canada. I mercati scommettono che entro domani sera, la data/ultimatum posta da Donald Trump, sarà annunciata l’adesione del Canada all’accordo doganale già sottoscritto dal Messico. La previsione ha messo le ali a Wall Street, trascinata dai giganti della new economy, i meno coinvolti nella partita dei dazi.

  • Apple, Amazon e Alphabet +1,5% hanno guidato la corsa dei record. Il titolo della Mela +1,5% ha stabilito un nuovo record a 222,23 dollari. Un report di Morgan Stanley ha dato la spinta a Amazon +3,4% ad un soffio dal traguardo dei mille miliardi di valore (975 miliardi).
  • Di qui una nuova pioggia di record: S&P 500 +0,58% oltre la soglia dei 2.000 punti; Nasdaq +1% a 8.109,98. Dow Jones +0,24%.

FRENA LA CINA, SPAVENTATA DAI DAZI, SALE IL PETROLIO

La corsa del Toro non ha coinvolto l’Asia, concentrata sull’altro ultimatum di Trump: martedì 5, infatti, scatteranno salvo sorprese i dazi per 200 miliardi sull’import cinese. Rallentano gli indici cinesi: Shanghai -0,8%, Hong Kong -0,7%. Deboli anche lo yuan -0,15%. Sulla parità Tokyo. Sale l’indice coreano, dopo che Washington ha deciso di esentare Hyundai e Posco dai dazi sull’alluminio.

Sul fronte del petrolio il Brent accelera stamane a 77,20 dollari il barile, il Wti sale dell’1% a 69,64 dollari. Le scorte di greggio Usa la scorsa settimana sono scese di 2,57 milioni di barili, ben oltre le attese che erano ferme intorno a 1,5 milioni di barili. Lo stock complessivo è sceso a 405,7 milioni di barili sui minimi dal febbraio 2015.

  • Eni +0,5% ha girato in rialzo nelle battute finali. Tutti i petroliferi hanno risalito la china, Saipem +0,7%, Tenaris ha azzerato la perdita.

DI NUOVO SOTTO PRESSIONE TURCHIA E ARGENTINA

E’ tornata sotto pressione la lira turca: Moody’s ha tagliato il rating di 18 banche e 2 compagnie finanziarie turche, tra cui Yapi che fa capo ad Unicredit +0,4%. Il mal di Turchia torna a pesare anche su Astaldi -3%. Un articolo del Wall Street Journal evidenzia la preoccupazione della Germania per un eventuale effetto contagio della crisi di Ankara, al punto da ipotizzare un piano di aiuti “unilaterale” dal lato tedesco.

Continua la frana del peso argentino, scivolato su nuovi minimi. Il presidente Mauricio Macri ha chiesto al Fmi di accelerare i tempi del prestito di 50 miliardi di dollari necessario per puntellare la moneta, ormai in caduta libera.

LA GERMANIA FRENA LA RIFORMA MACRON

“Perché dovremmo indebolire l’Unione Europea creando un doppione?” Con un’intervista al Financial Times il vice ministro delle Finanze tedesco Jorg Kukies ha preso le distanze dal piano Macron: “Non abbiamo bisogno di questo – ha detto – semmai è urgente pensare ad un budget che possa contribuire alla competitività ma anche alla convergenza”.

Lo stop a Macron cade in contemporanea agli attacchi della coppia Salvini-Orban contro il presidente francese. La sensazione è che Berlino si accinga a cambiar rotta per fronteggiare in maniera più efficace l’avanzata sovranista.

BRUXELLES APRE ALLA SOFT BREXIT. SU’ LA STERLINA

Intanto si sblocca la partita sulla Brexit. Michel Barnier, il rappresentante Ue del negoziato, ha dichiarato: “Offriremo a Londra la miglior partnership mai realizzata nella storia”. La sterlina stamane è salita al massimo da tre mesi a 1,3039 sul dollaro.

RIMBALZA MILANO, TONFO DI ZARA A MADRID

Da seguire oggi l’indice della fiducia delle imprese europee.

  • Per una volta Milano non è stata al centro delle preoccupazioni. Piazza Affari, che nell’ultimo mese ha accumulato una perdita superiore al -5%, più che doppia rispetto a quella della media europea, ha messo a segno un rialzo dello 0,68% a quota 20.760 punti.
  • Chiudono in terreno positivo anche Parigi +0,3% e Francoforte +0,27%, Madrid -0,4% ha limitato i danni dopo il tonfo di Inditex -6%: la maison di Zara per la prima volta non ha centrato i target. Peggio Londra -0,7%.

IL NUOVO BTP 10 ANNI VISTO OLTRE IL 3% ALL’ASTA

Il rimbalzo del Bel Paese è legato in buona misura alla riduzione dello spread a 270 punti. Il rendimento del decennale è sceso di 10 punti base a 3,10%, al contrario sale quello del Bund decennale, che ha sfondato quota 0,40%.

Si riduce anche lo spread contro la Spagna a 165 punti base da 175 di martedì, massimo dal 2012.

A favorire la riscossa è stato l’esito positivo dell’asta dei Bot a sei mesi: la domanda è stata quasi il doppio dei 6 miliardi offerti, altrettanto forte la richiesta in riapertura dei Ctz biennali.

Su queste premesse positive il mercato si prepara all’appuntamento più importante: il test di oggi sul medio-lungo con offerta 6-7,75 miliardi, comprensiva del nuovo Btp 5 anni, proposto per 3-3,75 miliardi.

La previsione è che i rendimenti, sia del 5 che del 10 anni, saliranno sui massimi dal 2014. Sul mercato grigio il nuovo benchmark ottobre 2023 (cedola 2,45%) sconta un rendimento del 2,6% contro 1,80% dell’asta di fine luglio su Btp marzo 2023.

Il nuovo Btp decennale dicembre 2028 sul secondario offre un rendimento del 3,31% contro 2,87% dell’asta di fine luglio.

A proposito di rating, dopo rinvio verdetto Moody’s su possibile downgrade, il mercato non prevede mosse da parte di Fitch venerdì 31.

VOLA FERRARI SPINTA DA ASTON MARTIN

Nelle prove del GP di Piazza Affari si distingue Ferrari +4,2 sulla scia della promozione a ‘buy’ di Hsbc, con target price a 133 euro e dei possibili multipli della prossima ipo di Aston Martin, prevista per il mese di ottobre con un flottante almeno del 30% e per un enterprise value atteso di 5 miliardi di sterline (5,5 miliardi di euro).

Fiat Chrysler -0,5%, ha presentato un esposto alla International Trade Commission americana contestando a Mahindra and Mahindra (proprietaria di Pininfarina) la violazione di alcuni brevetti.

La pace doganale tra Usa e Messico favorisce anche Brembo +3,3% e Cnh Industrial +2,2%

NUOVE TENSIONI SU ATLANTIA, SOFFRE TIM

Atlantia +0,2%. Nuovo violento attacco del vice premier Di Maio alla società dei Benetton. “L’ad Castellucci dice no alla nazionalizzazione – ha dichiarato – ma che va bene una partecipazione dello Stato: prima avete fatto questo guaio e poi volete una partecipazione per salvarvi in Borsa? Non è questo il nostro obiettivo”.

Dal testo delle convenzioni sulle concessioni autostradali emerge che le ultime direttive garantiscono a Sias +0,5% per il tronco della A4 un Wacc lordo del 10,52%, che corrisponde a un Wacc netto del 7,16%. Per quanto riguarda il tronco della A21 in gestione il costo medio ponderato è pari al 10,68%, che netto diventa 6,65%, secondo la documentazione resa pubblica dal Ministero dei Trasporti.

Contrastate anche le utility: A2A +1%, Enel +0,3%, Snam -1,7%, Terna. +0,3%.

Non va meglio a Tim -1,2%, tra le blue chip peggiori.

BANCHE IN RIPRESA, CROLLA CUCINELLI

Le Banche hanno allungato il passo nelle ultime battute. Il Financial Times rivela che a luglio gli istituti italiani hanno comprato Btp per soli 4 miliardi contro i 28 di maggio e i 14 di giugno. Banco Bpm +1,8%, Ubi Banca +1,4%. Mps +4%, Intesa +1,3%.

FinecoBank +1,8%.

Brunello Cucinelli -3%. Prese di profitto dopo i dati. Ha chiuso il primo semestre 2018 con un utile netto di 25,78 milioni, in rialzo del 29,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

LA RUPIA FRENA PIAGGIO, VETRINE CLABO PER STARBUCKS

Nel resto del listino:

  • Scivola  Piaggio -3,4%. Pesa la Rupia indiana sui minimi storici.
  • Riparte la corsa della Juventus +8,76%, con scambi intensi e pari al 2,36% del capitale.
  • Clabo +3%. Ha raggiunto un accordo per la fornitura di vetrine a Starbucks in Asia. Durante un meeting al Barista Regional Area Championship di Ho Chi Minh City sono state presentate otto versioni di vetrina. Il valore dell’accordo dovrebbe aggirarsi intorno a 1,5 milioni di dollari. Il primo semestre si è chiuso con ricavi vicini ai 31 milioni (+22%) e con un “significativo balzo” di Ebitda adjusted e utile netto adjusted.
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